Finanza
Grosseto
Atti osceni nel parcheggio
Pierluigi Sposato
◗
BLITZ. Una Volante della polizia e sopra un preservativo abbandonato nel parcheggio di via don MinzoniBlitz delle Volanti tra la stazione e via don Minzoni Foglio di via per una 35enne livornese Altre due denunce
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Sorpresi mentre consumavano un rapporto sessuale in auto, in un parcheggio del centro, a poche decine di metri in linea d'aria dalle abitazioni, praticamente come se fossero nel cortile, tintorno alle 22,30. Lui operaio grossetano di 30 anni, lei prostituta albanese di 34. Atti osceni in luogo pubblico la denuncia per entrambi. Il "luogo pubblico" è il parcheggio di via don Minzoni che si estende davanti alla ex clinica Francini.
Riparati (si fa per dire) dalle fronde degli olivi, i due sono stati sorpresi dagli uomini della Volante della polizia di stato che venerdì sera hanno svolto un servizio di controllo finalizzato alla repressione del fenomeno della prostituzione. Via don Minzoni è uno degli estremi del "quadrilatero" del sesso a pagamento, tra la stazione ferroviaria, via Trieste e via Bolzano. Una zona da anni al centro delle proteste degli abitanti per le continue frequentazioni notturne, dovute proprio alla vicinanza della stazione: le ragazze scendono dal treno a partire dalle 22, si allontanano di pochi metri dirigendosi verso il centro, contrattano, si appartano, e al termine del lavoro (verso le 3-4 di notte) riprendono i rispettivi convogli che le riportano a casa. Anche se gli schiamazzi sono pressoché spariti, le tracce del "mercato" sono evidenti: gli strumenti di lavoro (e non ci vuole fantasia per capire che si tratta di preservativi) vengono per lo più abbandonati in mezzo alla strada (anche se invece le italiane sarebbero più attente) e costellano i marciapiedi della zona, che comprende anche una scuola.
Così due equipaggi in borghese dell'Ufficio prevenzione e controllo del territorio e, in ausilio successivo, le Volanti in servizio notturno si sono appostati per i controlli. Che hanno riservato anche aspetti curiosi, come il caso di quella prostituta che - scambiati gli agenti in borghese per potenziali clienti - ha proposto loro un rapporto sessuale in cambio di 50 euro.
Andiamo per ordine di tempo. Il primo caso riscontrato è stato quello degli atti osceni. Gli agenti hanno pizzicato la coppietta che aveva appena iniziato a darsi da fare. Lei è una ragazza rientrata clandestinamente in Italia dopo l'espulsione. Abita a Firenze e proprio dal capoluogo toscano era giunta con il treno la sera stessa, recandosi in via Fucini dove è stata abbordata. È stata accompagnata al centro di Ponte Galeria, a Roma dopo l'identificazione per il definitivo rimpatrio.
Cinque minuti dopo ecco che nella stessa via don Minzoni appare un'altra prostituta straniera: è una cittadina serba di 39 anni. Ai controlli, è risultata senza documenti. Così è stata denunciata per la violazione della normativa che riguarda gli stranieri in Italia. Una volta in Questura, le sono state prese le impronte digitali: l'archivio ha evidenziato che la donna ha chiesto asilo politico in Italia rivolgendosi alla Questura di Bologna, la pratica è in corso ed è dunque a Bologna che lei dovrà presentarsi. Piccoli precedenti penali per furto nel suo cartellino.
Alle 23 tra via Bolzano e via Fucini i poliziotti controllano altre due donne. Una 47enne della provincia di Torino, che è stata identificata e fotosegnalata. A suo carico precedenti risalenti agli anni Ottanta e Novanta. Nessun provvedimento a suo carico. Foglio di via obbligatorio, invece, e divieto di tornare a Grosseto per i prossimi tre anni, per una 35enne della provincia di Livorno: una condanna per spaccio, il carcere fino al marzo scorso, e altri piccoli guai con la giustizia.
Riparati (si fa per dire) dalle fronde degli olivi, i due sono stati sorpresi dagli uomini della Volante della polizia di stato che venerdì sera hanno svolto un servizio di controllo finalizzato alla repressione del fenomeno della prostituzione. Via don Minzoni è uno degli estremi del "quadrilatero" del sesso a pagamento, tra la stazione ferroviaria, via Trieste e via Bolzano. Una zona da anni al centro delle proteste degli abitanti per le continue frequentazioni notturne, dovute proprio alla vicinanza della stazione: le ragazze scendono dal treno a partire dalle 22, si allontanano di pochi metri dirigendosi verso il centro, contrattano, si appartano, e al termine del lavoro (verso le 3-4 di notte) riprendono i rispettivi convogli che le riportano a casa. Anche se gli schiamazzi sono pressoché spariti, le tracce del "mercato" sono evidenti: gli strumenti di lavoro (e non ci vuole fantasia per capire che si tratta di preservativi) vengono per lo più abbandonati in mezzo alla strada (anche se invece le italiane sarebbero più attente) e costellano i marciapiedi della zona, che comprende anche una scuola.
Così due equipaggi in borghese dell'Ufficio prevenzione e controllo del territorio e, in ausilio successivo, le Volanti in servizio notturno si sono appostati per i controlli. Che hanno riservato anche aspetti curiosi, come il caso di quella prostituta che - scambiati gli agenti in borghese per potenziali clienti - ha proposto loro un rapporto sessuale in cambio di 50 euro.
Andiamo per ordine di tempo. Il primo caso riscontrato è stato quello degli atti osceni. Gli agenti hanno pizzicato la coppietta che aveva appena iniziato a darsi da fare. Lei è una ragazza rientrata clandestinamente in Italia dopo l'espulsione. Abita a Firenze e proprio dal capoluogo toscano era giunta con il treno la sera stessa, recandosi in via Fucini dove è stata abbordata. È stata accompagnata al centro di Ponte Galeria, a Roma dopo l'identificazione per il definitivo rimpatrio.
Cinque minuti dopo ecco che nella stessa via don Minzoni appare un'altra prostituta straniera: è una cittadina serba di 39 anni. Ai controlli, è risultata senza documenti. Così è stata denunciata per la violazione della normativa che riguarda gli stranieri in Italia. Una volta in Questura, le sono state prese le impronte digitali: l'archivio ha evidenziato che la donna ha chiesto asilo politico in Italia rivolgendosi alla Questura di Bologna, la pratica è in corso ed è dunque a Bologna che lei dovrà presentarsi. Piccoli precedenti penali per furto nel suo cartellino.
Alle 23 tra via Bolzano e via Fucini i poliziotti controllano altre due donne. Una 47enne della provincia di Torino, che è stata identificata e fotosegnalata. A suo carico precedenti risalenti agli anni Ottanta e Novanta. Nessun provvedimento a suo carico. Foglio di via obbligatorio, invece, e divieto di tornare a Grosseto per i prossimi tre anni, per una 35enne della provincia di Livorno: una condanna per spaccio, il carcere fino al marzo scorso, e altri piccoli guai con la giustizia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
