Finanza
L’avvistamento al Giglio: il Wwf pubblica le foto contro gli scettici
Eccola lì, la foca monaca non è un bluff
Eccola lì, la foca monaca, a due passi dagli scogli del Giglio. Il recente avvistamento di un esemplare proprio nelle acque del Giglio è stato salutato dal Wwf Toscana come «un evento eccezionale, che chi ama i nostri mari aspettava da tanto, ed è un segnale di vitalità e di speranza che deve farci pensare».
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ISOLA DEL GIGLIO. Eccola lì, la foca monaca, a due passi dagli scogli del Giglio. Il recente avvistamento di un esemplare proprio nelle acque del Giglio è stato salutato dal Wwf Toscana come «un evento eccezionale, che chi ama i nostri mari aspettava da tanto, ed è un segnale di vitalità e di speranza che deve farci pensare».
La presenza della foca monaca, infatti, significa che la salute del mare è perfetta. Da ieri le foto dell'avvistamento, scattate da Mario Prete, sono pubblicate sul sito regionale del Wwf e sul sito del nostro giornale (www.iltirreno.it). L'immagine (che vediamo qui a fianco) ritrae la foca vicino ad uno scoglio di forma inconfondibile. Il Wwf, insomma, certifica l'esatta localizzazione.
«In queste settimane - sottolinea l'associazione ambientalista - abbiamo purtroppo assistito a polemiche strumentali, con cui qualcuno è arrivato a cercare di confutare la veridicità dell'avvistamento nell'intento forse di togliere elementi di supporto all'azione di chi continua a credere che i mari dell'Arcipelago Toscano siano un patrimonio ambientale di valore eccezionale ed universale e continua ad operare perché si arrivi ad una adeguata tutela di questo patrimonio, per noi e per le generazioni future».
«Speriamo - continua il Wwf - che si possa passare presto a ragionamenti e azioni concrete finalizzate alla conservazione di questo inestimabile patrimonio naturale (finché siamo in tempo) e a far sì che la splendida emozione vissuta da chi ha documentato questo evento, soprattutto senza recare alcun disturbo all'animale, possa essere rivissuta in futuro da tanti altri che frequentano e frequenteranno i mari delle nostre isole».
Conclusione: «La biodiversità per la Toscana è un valore da tutelare e l'associazione è particolarmente attiva su questo fronte: recentemente, infatti, il Wwf ha sottoscritto con la Regione un protocollo d'intesa per la redazione del primo "piano di azione per la conservazione della biodiversità" che ha come obiettivo principale la definizione di un programma utile per contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità nel Mediterraneo centrale».
La presenza della foca monaca, infatti, significa che la salute del mare è perfetta. Da ieri le foto dell'avvistamento, scattate da Mario Prete, sono pubblicate sul sito regionale del Wwf e sul sito del nostro giornale (www.iltirreno.it). L'immagine (che vediamo qui a fianco) ritrae la foca vicino ad uno scoglio di forma inconfondibile. Il Wwf, insomma, certifica l'esatta localizzazione.
«In queste settimane - sottolinea l'associazione ambientalista - abbiamo purtroppo assistito a polemiche strumentali, con cui qualcuno è arrivato a cercare di confutare la veridicità dell'avvistamento nell'intento forse di togliere elementi di supporto all'azione di chi continua a credere che i mari dell'Arcipelago Toscano siano un patrimonio ambientale di valore eccezionale ed universale e continua ad operare perché si arrivi ad una adeguata tutela di questo patrimonio, per noi e per le generazioni future».
«Speriamo - continua il Wwf - che si possa passare presto a ragionamenti e azioni concrete finalizzate alla conservazione di questo inestimabile patrimonio naturale (finché siamo in tempo) e a far sì che la splendida emozione vissuta da chi ha documentato questo evento, soprattutto senza recare alcun disturbo all'animale, possa essere rivissuta in futuro da tanti altri che frequentano e frequenteranno i mari delle nostre isole».
Conclusione: «La biodiversità per la Toscana è un valore da tutelare e l'associazione è particolarmente attiva su questo fronte: recentemente, infatti, il Wwf ha sottoscritto con la Regione un protocollo d'intesa per la redazione del primo "piano di azione per la conservazione della biodiversità" che ha come obiettivo principale la definizione di un programma utile per contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità nel Mediterraneo centrale».
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