Il Tirreno

Grosseto

Il Comune adotta la direttiva europea: «Disagi e ritardi saranno un ricordo»

Edilizia, cambiano le regole

Francesca Ferri
<strong>I LAVORI </strong>Vengono eseguiti dopo la costruzione delle case
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I LAVORI Vengono eseguiti dopo la costruzione delle case

Rivoluzione nelle procedure di urbanizzazione delle nuove aree residenziali di Grosseto. Strade, fogne, impianti di illuminazione e quant'altro serve a trasformare un terreno fino a ieri agricolo in un nuovo quartiere della città dovranno essere realizzati contemporaneamente alla costruzione delle abitazioni

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GROSSETO. Rivoluzione nelle procedure di urbanizzazione delle nuove aree residenziali di Grosseto. Strade, fogne, impianti di illuminazione e quant'altro serve a trasformare un terreno fino a ieri agricolo in un nuovo quartiere della città dovranno essere realizzati contemporaneamente alla costruzione delle abitazioni, finiranno al massimo entro tre anni dall'inizio dei lavori e saranno costantemente monitorati dal Comune per scongiurare difetti e ritardi.
Non sarà più, inoltre, la stessa ditta che costruisce le case a realizzarli automaticamente, come è stato finora, ma toccherà all'impresa che si aggiudica l'appalto.
Un cambiamento di rotta che arriva dopo decenni di disagi e lamentele da parte di tanti cittadini che, acquistata una casa nuova di zecca in un'area appena strappata alla campagna, si sono spesso ritrovati con le strade al buio o i marciapiedi impraticabili per ritardi nel completamento dell'urbanizzazione.
«Ma da oggi - assicura l'assessore ai Lavori pubblici Maurizio Frosolini - le cose cambiano e i disagi saranno un vecchio ricordo».
Il Comune ha infatti recepito le modifiche al regolamento sugli appalti sollecitato, a livello nazionale, dall'Unione Europea. E così anche a Grosseto finirà (speriamo) l'era delle lungaggini che, più o meno in tutti i quartieri cittadini, assillano per anni chi va a vivere nelle nuove lottizzazioni. E, c'è da giurare, saranno in molti a tirare un sospiro di sollievo: solo in città sono una trenTANOVE i cantieri aperti e molti altri apriranno grazie alla variante al piano strutturale approvata all'inizio di luglio che che permette mille appartamenti in più rispetto ai 4mila 500 previsti attualmente.
Fino a oggi le opere di urbanizzazione erano fatte dalla stessa ditta costruttrice con la formula dello scomputo: invece di versare gli oneri di urbanizzazione, le ditte pagavano di tasca propria i lavori e l'ammontare veniva poi sottratto agli oneri. Alla fine dei lavori, poi, il Comune nominava un collaudatore e dopo il suo via libera, prendeva in consegna le opere.
«Questa procedura - spiega Frosolini - ha causato forti ritardi. Se ad esempio al momento del collaudo l'impianto risultava difettoso, era difficile intervenire». Le nuove norme, invece, permettono al Comune di monitorare costantemente l'avanzamento dei lavori per verificare subito se gli impianti sono fatti a opera d'arte. Un controllo più serrato, inoltre, è un incentivo per le ditte a non trascurare lavori che, non portando un grosso ricavo - come invece garantisce la vendita degli appartamenti - non di rado vengono fatti per ultimi.
Affidare i lavori tramite appalto servirà anche a scegliere la proposta economicamente più conveniente e far risparmiare denaro pubblico, oltre a stabilire termini più precisi per durata e qualità.
Ogni giorno di ritardo costerà alla ditta costruttrice l'1 per mille dell'ammontare netto convenzionale e nei casi in cui questa somma supera il 10 per cento dell'importo convenzionale, scatta per il Comune la possibilità di riscuotere la fideiussione assicurativa (Grosseto ha stabilito al 120 per cento dell'importo). In questo caso si sospendono i lavori.
Niente abitabilità, infine, fino a quando le opere di urbanizzazione non sono completate.
«Il nuovo provvedimento - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - segna un'inversione di tendenza per fare chiarezza, dare certezze ai cittadini e permettere un maggiore controllo sull'operato delle ditte. Lo sforzo per arrivare a questo documento è stato grosso, ha richiesto un forte lavoro di gruppo e mesi di preparazione ma finalmente metterà fine a un disagio molto avvertito in città e non più sostenibile».

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