La manifestazione
La casa di muffa per il malato di cuore
Francesca Ferri
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IN CASA Luigi De Palo 73 anni nel letto indossa il respiratoreTanti piccoli presepi si affacciano dalle mensole del minuscolo soggiorno. Un odore acre li avvolge e impregna ogni cosa nell'appartamento di via Rosselli 5, due stanze più un bagno, invase dalla muffa. Pareti, mobili, oggetti, vestiti: tutto marcio
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GROSSETO. Tanti piccoli presepi si affacciano dalle mensole del minuscolo soggiorno. Un odore acre li avvolge e impregna ogni cosa nell'appartamento di via Rosselli 5, due stanze più un bagno, invase dalla muffa. Pareti, mobili, oggetti, vestiti: tutto marcio.
Vive così da 14 anni il signor Luigi De Palo, 73 anni, ex muratore di origini pugliesi, con i suoi presepi di argilla e gravissimi problemi di salute: è invalido al cento per cento dal 2004, porta sotto pelle una macchinetta che tiene a bada il dolore che da anni lo affligge, soffre di cuore e respira con una mascherina per l'ossigeno. Ma non respira solo ossigeno.
«Inalo muffa - spiega - me lo ha detto anche il tecnico che è venuto a collaudare la bombola. Le infiltrazioni sono dappertutto e io non ce la faccio più. La Asl ha fatto un sopralluogo a gennaio e ha dichiarato la casa in condizioni di assoluta antigenicità. Ma sono passati mesi, e nessuno ha trovato una soluzione».
Il signor De Palo vive qui dal '95, dopo un anno passato in roulotte. All'inizio la casa era imbiancata e sistemata, sembrava un bel posticino, piccolo ma comodo. E così, quando gli fu proposto di trasferirsi in un nuovo appartamento, Luigi rifiutò. «Dopo qualche mese, però, mi resi conto che la casa era malsana e che l'umidità non si conteneva». Furono fatti dei lavori, costruite doppie pareti, imbiancate di nuovo le stanze. Ma a ogni pioggia si ripresentava lo stesso problema e, col tempo, De Palo ha dovuto buttar via mobili, vestiti, oggetti tutti ammuffiti.
«Cosa devo fare? - chiede tra le lacrime con un filo di voce - e a chi chiedere aiuto?». A peggiorare le cose, poi, ci si sono messe acqua e gas. «La caldaia è rotta - spiega - e non ho acqua calda. Con le bollette, poi, mi sento proprio preso in giro».
L'uomo, infatti, ha pagato per mesi bollette all'Acquedotto del Fiora con l'intestazione sbagliata, De Paolo invece che De Palo. Accortasi dell'errore l'azienda ha preteso il pagamento delle bollette a nome "De Paolo", che non risultavano pagate da De Palo. E che da 200 euro sono lievitate a quasi 500.
L'Enel, invece, ha inviato un conguaglio per restituire a Luigi 6 euro e 11 centesimi, ma quando l'uomo ha chiamato per chiedere lumi su come incassare quei soldi, gli ha spillato 9 euro di telefonata.
In una lettera dello scorso 16 febbraio l'Edilizia Provinciale grossetana risponde alla segnalazione della Asl sulle condizioni dell'appartamento dicendo che ogni intervento di risanamento potrà essere fatto solo quando i locali saranno disabitati. L'assistente sociale gli ha consigliato di fare domanda a settembre per un nuovo alloggio, ma ad oggi il signor De Palo continua a vivere solo, tra la muffa e mille disagi e senza nessuno che lo ascolti. «Non voglio la luna nel pozzo - dice - voglio solo vivere con dignità gli ultimi anni che mi rimangono».
Vive così da 14 anni il signor Luigi De Palo, 73 anni, ex muratore di origini pugliesi, con i suoi presepi di argilla e gravissimi problemi di salute: è invalido al cento per cento dal 2004, porta sotto pelle una macchinetta che tiene a bada il dolore che da anni lo affligge, soffre di cuore e respira con una mascherina per l'ossigeno. Ma non respira solo ossigeno.
«Inalo muffa - spiega - me lo ha detto anche il tecnico che è venuto a collaudare la bombola. Le infiltrazioni sono dappertutto e io non ce la faccio più. La Asl ha fatto un sopralluogo a gennaio e ha dichiarato la casa in condizioni di assoluta antigenicità. Ma sono passati mesi, e nessuno ha trovato una soluzione».
Il signor De Palo vive qui dal '95, dopo un anno passato in roulotte. All'inizio la casa era imbiancata e sistemata, sembrava un bel posticino, piccolo ma comodo. E così, quando gli fu proposto di trasferirsi in un nuovo appartamento, Luigi rifiutò. «Dopo qualche mese, però, mi resi conto che la casa era malsana e che l'umidità non si conteneva». Furono fatti dei lavori, costruite doppie pareti, imbiancate di nuovo le stanze. Ma a ogni pioggia si ripresentava lo stesso problema e, col tempo, De Palo ha dovuto buttar via mobili, vestiti, oggetti tutti ammuffiti.
«Cosa devo fare? - chiede tra le lacrime con un filo di voce - e a chi chiedere aiuto?». A peggiorare le cose, poi, ci si sono messe acqua e gas. «La caldaia è rotta - spiega - e non ho acqua calda. Con le bollette, poi, mi sento proprio preso in giro».
L'uomo, infatti, ha pagato per mesi bollette all'Acquedotto del Fiora con l'intestazione sbagliata, De Paolo invece che De Palo. Accortasi dell'errore l'azienda ha preteso il pagamento delle bollette a nome "De Paolo", che non risultavano pagate da De Palo. E che da 200 euro sono lievitate a quasi 500.
L'Enel, invece, ha inviato un conguaglio per restituire a Luigi 6 euro e 11 centesimi, ma quando l'uomo ha chiamato per chiedere lumi su come incassare quei soldi, gli ha spillato 9 euro di telefonata.
In una lettera dello scorso 16 febbraio l'Edilizia Provinciale grossetana risponde alla segnalazione della Asl sulle condizioni dell'appartamento dicendo che ogni intervento di risanamento potrà essere fatto solo quando i locali saranno disabitati. L'assistente sociale gli ha consigliato di fare domanda a settembre per un nuovo alloggio, ma ad oggi il signor De Palo continua a vivere solo, tra la muffa e mille disagi e senza nessuno che lo ascolti. «Non voglio la luna nel pozzo - dice - voglio solo vivere con dignità gli ultimi anni che mi rimangono».
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