Sicurezza
«Senza garanzie altra serrata»
Alfredo Faetti
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SCIOPERO. Si conclude questa seraTermina questa sera lo sciopero dei benzinai, ma potrebbe non essere la fine definitiva della protesta. Lo dice chiaramente Mario Filabozzi, coordinatore provinciale della Faib Confesercenti di Grosseto: «Se non vedremo interventi seri in direzione delle nostre richieste, ci saranno altri giorni di sciopero».
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GROSSETO. Termina questa sera lo sciopero dei benzinai, ma potrebbe non essere la fine definitiva della protesta. Lo dice chiaramente Mario Filabozzi, coordinatore provinciale della Faib Confesercenti di Grosseto: «Se non vedremo interventi seri in direzione delle nostre richieste, ci saranno altri giorni di sciopero».
La situazione critica dei gestori non ha trovato un adeguato interessamento da parte delle istituzioni; sono state infatti ritenute insufficenti le proposte del governo nei giorni scorsi. «Gli abbiamo chiesto una pagnotta, ci hanno dato una briciola»..
Nella sede Confesercenti di Grosseto, Mario Filabozzi, con accanto Luigi Freddiani (presidente provinciale Faib), ha illustrato le richieste delle sigle sindacali Fiab, Fegica e Figisc. «Lo sciopero è nei confronti sia del governo che dell'industria petrolifera». All'esecutivo viene rivolta l'accusa di non aver rispettato gli impegni presi nel protocollo d'intesa (un impegno formale ndc), con in primo piano la questione del bonus fiscale per i gestori, data la loro funzione di sostituti di imposta, essendo il prezzo della benzina per gran parte formato da tasse (il 66%).
«I prezzi della benzina portano grandi riscossioni di denaro - spiega Filabozzi - rendendo i gestori, per esempio, possibili obiettivi per delle rapine, senza per questo essere retribuiti». Il bonus fiscale - che porterebbe nelle tasche dei distributori circa 1.000 euro all'anno - è a oggi rinnovato ogni due o tre anni; la richiesta dei sindacati è che tale bonus diventi strutturale, ovvero definitivo. Tra le altre richieste sembrano prioritarie quelle di far rientrare la categoria dei gestori in quella dei lavori usuranti (dato la continua esposizione a materiali pericolosi, con le conseguenti agevolazioni pensionistiche), di abolire le commissioni su Bancomat o carte di credito, in quanto sono troppo alte rispetto ai margini di guadagno per il gestore e di una riforma del sistema per una più corretta concorrenza tra i distributori di rete (di prorpietà delle compagnie e dati in gestione al gestore) e di extrarete (privati con la possibilità di trattare con le compagnie).
Per le compagnie petrolifere, l'accusa da parte dei sindacati è di un «comportamento criminale, in quanto disdegnano le normative vigenti», come sostiene Filabozzi. Per la Faib si stanno modificando le normali formule contrattuali tra compagnie e gestori, che vorrebbero una gestione gratuita di quest'ultimo. «Ora invece si fanno contratti che rendono il gestore un dipendente della compagnia, esponendolo al precariato. Tra le compagnie soprattutto Shell e Agip stanno assumendo questa tendenza».
La situazione critica dei gestori non ha trovato un adeguato interessamento da parte delle istituzioni; sono state infatti ritenute insufficenti le proposte del governo nei giorni scorsi. «Gli abbiamo chiesto una pagnotta, ci hanno dato una briciola»..
Nella sede Confesercenti di Grosseto, Mario Filabozzi, con accanto Luigi Freddiani (presidente provinciale Faib), ha illustrato le richieste delle sigle sindacali Fiab, Fegica e Figisc. «Lo sciopero è nei confronti sia del governo che dell'industria petrolifera». All'esecutivo viene rivolta l'accusa di non aver rispettato gli impegni presi nel protocollo d'intesa (un impegno formale ndc), con in primo piano la questione del bonus fiscale per i gestori, data la loro funzione di sostituti di imposta, essendo il prezzo della benzina per gran parte formato da tasse (il 66%).
«I prezzi della benzina portano grandi riscossioni di denaro - spiega Filabozzi - rendendo i gestori, per esempio, possibili obiettivi per delle rapine, senza per questo essere retribuiti». Il bonus fiscale - che porterebbe nelle tasche dei distributori circa 1.000 euro all'anno - è a oggi rinnovato ogni due o tre anni; la richiesta dei sindacati è che tale bonus diventi strutturale, ovvero definitivo. Tra le altre richieste sembrano prioritarie quelle di far rientrare la categoria dei gestori in quella dei lavori usuranti (dato la continua esposizione a materiali pericolosi, con le conseguenti agevolazioni pensionistiche), di abolire le commissioni su Bancomat o carte di credito, in quanto sono troppo alte rispetto ai margini di guadagno per il gestore e di una riforma del sistema per una più corretta concorrenza tra i distributori di rete (di prorpietà delle compagnie e dati in gestione al gestore) e di extrarete (privati con la possibilità di trattare con le compagnie).
Per le compagnie petrolifere, l'accusa da parte dei sindacati è di un «comportamento criminale, in quanto disdegnano le normative vigenti», come sostiene Filabozzi. Per la Faib si stanno modificando le normali formule contrattuali tra compagnie e gestori, che vorrebbero una gestione gratuita di quest'ultimo. «Ora invece si fanno contratti che rendono il gestore un dipendente della compagnia, esponendolo al precariato. Tra le compagnie soprattutto Shell e Agip stanno assumendo questa tendenza».
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