Il Tirreno

Grosseto

Ex militante hacker nei guai il sabotatoredel sito de La Destra

Federico Lazzotti
<strong>IL SABOTAGGIO </strong>È avvenuto il giorno dopo le elezioni
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IL SABOTAGGIO È avvenuto il giorno dopo le elezioni

Hacker per vendetta contro il partito che lo ha allontanato. Ci hanno messo un mese gli agenti della polizia postale per risalire al pirata informatico che l'8 giugno scorso, il giorno dopo del voto per le elezioni provinciali, sabotò il sito de «La Destra» scusandosi con gli elettori, per come era stata condotta la campagna elettorale, definita «irresponsabile ed aggressiva».

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GROSSETO. Hacker per vendetta contro il partito che lo ha allontanato. Ci hanno messo un mese gli agenti della polizia postale per risalire al pirata informatico che l'8 giugno scorso, il giorno dopo del voto per le elezioni provinciali, sabotò il sito de «La Destra» scusandosi con gli elettori, per come era stata condotta la campagna elettorale, definita «irresponsabile ed aggressiva».
Nonché condotta - proseguiva il falso comunicato - da «ottusi ma cazzuti uomini di destra, calpestando i diritti e le libertà altrui, monopolizzando gli spazi pubblicitari riservati anche agli altri ed offendendo la controparte». Il finale è stato per molti una sorta di firma dalla quale far partire i sospetti. «Ci era stato consigliato da più parti ed eravamo stati avvisati da molte persone a noi vicine che questa strada non avrebbe pagato». A finire nei guai, denunciato alla procura di Firenze per accesso abusivo al sistema informatico e diffamazione, un ex militante e amministratore del sito. Si tratta di un grossetano di 35 anni E.T.
A scatenare la sua rabbia e la successiva vendetta - secondo gli agenti - sarebbero stati alcuni dissensi proprio con il candidato alla presidenza della Provincia e segretario del partito Adriano Renis.
Dalla ricostruzione effettuata dagli agenti all'indomani della denuncia, l'ex militante si sarebbe connesso dalla propria abitazione per poi entare nella home page di www.ladestra. grosseto.it e usando la passwod di cui era ancora in possesso avrebbe manomesso il sito.
La sezione della polizia postale di Grosseto ha effettuato delle verifiche sul dominio, sull'amministratore e cosiddeto tecnical contact dello stesso, nonché sule tracce relative agli indirizzi ip dell'inserzione. «Sono emersi indizi inequivocabili di colpevolezza nei suoi confronti», spiegano gli inquirenti.
Anche perché chi ha sabotato il sito ha voluto esagerare. Temendo che in pochi andassero a vedere cosa c'era sulla home ha inviato il metrriale alle redazioni dei giornali, usando una mail del sito. Ma non lo ha fatto via posta elettronica linkando il sito, ma semplicente allegando un'immagine dello stesso, in pratica una foto dello schermo. Un altro passo falso che ha facilitato il lavoro degli inquirenti che hanno smascherato la vendetta informatica dell'ex militante.

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