Il Tirreno

Grosseto

E cresce in provincia chi non paga l'affitto

Francesca Ferri
<strong>ASSPI </strong>Il presidente Velio Giuggioli
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ASSPI Il presidente Velio Giuggioli

Aumentano in Maremma le famiglie che non riescono a pagare l'affitto di casa. Sfiorano, infatti, il 10 per cento in più rispetto al 2008 le morosità in provincia di Grosseto registrate nei primi sei mesi di quest'anno dall'Asspi, l'Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari.

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GROSSETO. Aumentano in Maremma le famiglie che non riescono a pagare l'affitto di casa. Sfiorano, infatti, il 10 per cento in più rispetto al 2008 le morosità in provincia di Grosseto registrate nei primi sei mesi di quest'anno dall'Asspi, l'Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari.
«La situazione simie ad altre zone d'Italia - spiega Velio Giuggioli, presidente della sezione provinciale Asspi - ed è il frutto di mancate riforme del settore da trent'anni, da quando è entrata in vigore la legge sull'equo canone».
Difficile districarsi nell'arcipelago dei contratti, denuncia l'Asspi, e ancor più complicato riuscire a strappare un contratto a canone concordato. «Si può ottenere solo nelle città ad alta densità abitativa che, nella nostra provincia, sono Grosseto, Follonica, Scarlino e Castiglione della Pescaia. Bisogna invece estenderlo ovunque e, sempre per gli inquilini, si devono prevedere detrazioni fiscali».
Non solo agli affittuari guarda però l'Asspi. «Per rilanciare il mercato degli affitti si deve puntare innanzitutto alla tassazione separata - spiega ancora Giuggioli - e, in particolare, separare il reddito che deriva dall'affitto di un appartamento dal resto dei redditi e tassarlo come fosse una rendita finanziaria al 20 per cento. Come succede, ad esempio, con i bot», mentre ora le tasse sugli affitti si calcolano sulla base di stipendio o pensione e arrivano fino al 35 per cento. A questo si aggiunge l'Ici e le altre spese generali.
«Tra le nostre proposte c'è la riduzione del 30 per cento della tassa di iscrizione al registro e di un altro taglio del 30 per cento sull'imponibile Irpef». Un piano generale, dunque, che secondo l'Asspi servirebbe anche a combattere l'evasione fiscale e ad assicurare maggiore trasparenza ma che per i costi che richiede - 3 miliardi di euro - è destinato a rimanere al momento solo una proposta.
Per questo l'Asspi si sta organizzando già a livello nazionale e, con 30 mila cartoline spedite a Roma, ha lanciato una petizione per chiedere al Governo un piano generale degli affitti.

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