Il Tirreno

Grosseto

A denunciarlo, dopo la quarta aggressione in sei mesi, è stata l'ex amante, 44 anni.

Camorrista arrestato per stalking

<strong>AGGRESSIONI.</strong> Iniziate a gennaio quando l’ex compagno è uscito di galera
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AGGRESSIONI. Iniziate a gennaio quando l’ex compagno è uscito di galera

L'altra notte ha cercato di sfondare la porta davanti ai due figli La prima querela alla polizia a marzo

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GROSSETO. Il camorrista finisce in manette per stalking. A denunciarlo, dopo la quarta aggressione in sei mesi, è stata l'ex amante, 44 anni, con la quale l'uomo, uscito di galera nel gennaio scorso, ha fatto due figli. A scatenare la rabbia del cinquantaquattrenne, G.P., originario di Napoli, sarebbe stata la gelosia.
Per questo l'uomo, la notte scorsa, si è presentato a casa dell'ex compagna, nella zona del Cottolengo, facendo il diavolo a quattro: offese, urla, minacce e infine l'aggressione che ha spinto la vittima a querelarlo dando la possibilità agli agenti di arrestarlo con l'accusa di stalking. Processato, l'uomo è stato rimesso in libertà con l'obbligo di dimora a Napoli.
Sono circa le 1,30 quando G.P., arrivato in Maremma in compagnia di un parente, cerca di sfondare la porta di casa dove vivono la donna e i due figli. Usa calci e spallate. Dall'altra parte non riceve risposta così si sposta in giardino proseguendo con le minacce. «Scendi puttana, apri la porta o ti ammazzo».
È la vittima, intorno alle 1,45, a chiamare il 113. Le volanti della polizia trovano il cinquantaquattrenne mentre, a pochi passi dalla finestra, impreca, si agita e sbatte i pugni contro i vetri. «Nonostante il nostro intervento - racconta l'ispettore capo Luigi Betti - ha continuato a offendere come se le autorità non ci fossero». Gli agenti hanno preferito trasferire l'uomo in Questura «per calmarlo e ricostruire la situazione».
L'aggressione è avvenuta un'ora più tardi. L'uomo, infatti, ha chiesto agli agenti di tornare a casa della ex compagna per prendere l'auto, usata dalla donna, ma intestata a lui. È bastato che la signora scendesse le scale per consegnare le chiavi che lui perdesse la testa. Secondo la ricostruzione degli agenti si sarebbe scagliato sulla donna cercando di aggredirla. I poliziotti lo hanno fermato appena in tempo, prima che potesse raggiungerla. È da questa ultima minaccia che la vittima ha trovato il coraggio per denunciare il suo persecutore.
Dalle dichiarazioni della donna, gli agenti sono riusciti a ricostruire circa quindici anni di vessazioni, fughe e soprattutto minacce.
È la metà degli anni Novanta quando i due si conoscono in Campania. Lui è già sposato, ma tra i due inizia una relazione. Nel '97 nasce il primo figlio. Il padre pensa al sostentamento della famiglia: casa, vitto e vizi. Ma è geloso e non vuole che la sua amante lavori.
Fino al 2004 i due continuano la loro relazione. Nasce il secondo bambino quando il padre viene arrestato con l'accusa di contrabbando e associazione camorristica ad uno dei clan più temuti della Campania.
I rapporti tra i due, negli anni successivi, si sarebbero limitati alle visite che la donna fa all'ex compagno in carcere per farli vedere i figli. È del 2006 la decisione della donna di trasferirsi a Grosseto con i bambini, cercare lavoro e rifarsi una vita. Tutto fila liscio fino al gennaio di quest'anno quando l'ex compagno torna libero e all'attacco.
La donna ha raccontato che la prima aggressione, sotto gli occhi dei bambini, risale a gennaio. Ancora botte a febbraio, due volte, poi a marzo, quando la vittima si rivolge alla polizia per la prima volta. Tre mesi di pace. Fino all'altra notte.
Federico Lazzotti

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