Il Tirreno

Grosseto

Un incubo che dura da mesi

Pierluigi Sposato
<strong>MARINA.</strong> Una veduta aerea della frazione
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MARINA. Una veduta aerea della frazione

Giovanni (il nome è di fantasia) non dorme più da qualche settimana. È spaventato. Lì per lì aveva pensato a una ragazzata. Poi quando agli atti di vandalismo sulla propria auto sono seguiti i biglietti dal contenuto minaccioso, particolarmente minaccioso, ha iniziato ad avere paura.

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MARINA DI GROSSETO. Giovanni (il nome è di fantasia) non dorme più da qualche settimana. È spaventato. Lì per lì aveva pensato a una ragazzata. Poi quando agli atti di vandalismo sulla propria auto sono seguiti i biglietti dal contenuto minaccioso, particolarmente minaccioso, ha iniziato ad avere paura.
Anche perché ha capito che veniva seguito negli spostamenti.
Una storia a sfondo rosa ma dai risvolti di cronaca nera fa da cornice al caso capitato a questo 50enne di Marina di Grosseto, la cui storia circola da giorni ormai in tutta la frazione. Al bar, nei ritrovi della gente, al mare, si parla frequentemente di Giovanni e dei suoi guai. Guai iniziati quando l'uomo aveva deciso di troncare la relazione sentimentale intrapresa con una donna, sposata e con una bambina. Anche Giovanni è sposato. E nella sua vita, poco dopo la conclusione della prima relazione, sarebbe comparsa un'altra donna.
L'attinenza con le vicende clandestine di Giovanni è palese: i biglietti trovati sotto il parabrezza della sua auto vi fanno riferimento. Ci sono riferimenti anche alla bambina. E sono parole che fanno presagire conseguenze gravissime, per lei e per la madre. Ma è impossibile su due piedi stabilire chi abbia scritto e recapitato quei messaggi minatori. Come è anche difficile capire se quei biglietti possano essere ricondotti più o meno direttamente alle due donne o a una terza persona, ad esempio un uomo. E il movente non sarebbe affatto chiaro.
Tutto era iniziato tempo fa. Giovanni aveva conosciuto questa donna (la prima, quella con la figlia) e ai discorsi iniziali era seguito tutto il resto. Poi, tra la fine dell'anno scorso e i primi del 2009, la liason è terminata. Sicuramente per Giovanni, che ha in corso un'altra storia, iniziata a gennaio. Sembrava un arrivederci senza traumi e senza alcun discorso aperto. Invece qualche settimana fa Giovanni aveva trovato un primo biglietto sotto il parabrezza dell'auto posteggiata sotto casa. Successivamente, aveva trovato la stessa auto completamente rigata. Sarebbero potuti essere gesti non collegati fra di loro, una semplice coincidenza. Ma quando Giovanni aveva trovato un secondo biglietto sull'auto, stavolta posteggiata a Grosseto, si era preoccupato seriamente: aveva capito di essere stato seguito nei suoi spostamenti. Un altro biglietto era spuntato fuori di nuovo a Marina di Grosseto. L'ultimo risale a una settimana fa circa.
In paese dicono che Giovanni è andato dritto dai carabinieri a raccontare tutto e a chiedere aiuto. Dall'Arma non arrivano conferme ma può darsi che si tratti di un atteggiamento di cautela che gli investigatori conserverebbero per il fatto che le indagini sono in corso. Indagini naturalmente concentrate anche sugli stessi messaggi, conservati da Giovanni e consegnati ai carabinieri. Biglietti, a quanto si dice ancora a Marina di Grosseto, che sarebbero stati scritti al computer e sui quali quindi non potrebbe essere eseguita una perizia calligrafica "classica" per risalire alla mano che li ha scritti. Biglietti che se però fossero stati scritti dalla stessa stampante, con gli stessi caratteri, potrebbero indirizzare meglio le indagini. Intanto però Giovanni ha paura.

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di Redazione web