Il Tirreno

Grosseto

Chiatta sul fiume: maxi-spreco

Elisabetta Giorgi
<strong>COME’ERA.</strong>La chiatta in funzione lungo il fiume durante il Dopo guerra
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COME’ERA.La chiatta in funzione lungo il fiume durante il Dopo guerra

«258mila euro di soldi pubblici sprecati». Il sindaco, undici assessori e un dirigente comunale, ovvero tutta la vecchia giunta Antichi al governo nel 2004, finiscono nell'esposto inoltrato dal sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, alla Procura regionale presso la Corte dei Conti di Firenze

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GROSSETO. «258mila euro di soldi pubblici sprecati». Il sindaco, undici assessori e un dirigente comunale, ovvero tutta la vecchia giunta Antichi al governo nel 2004, finiscono nell'esposto inoltrato dal sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, alla Procura regionale presso la Corte dei Conti di Firenze. Alla Procura fiorentina il sindaco chiede di verificare se vi sia stato danno erariale, ovvero spreco di soldi pubblici.
La richiesta di verifiche riguarda «il fallimentare progetto di acquisto del barcone comprato nel 2004 dalla vecchia giunta per 258mila euro, e mai usato». Anzi, proprio "inutilizzabile" visto che la chiatta, abbandonata da cinque anni nel campo di un agriturismo di Marina di Alberese per gentile concessione dei titolari (Claudio Gabellieri e sua moglie, che credevano sarebbe stata lì per pochi giorni), non è nemmeno mai scesa nel fiume né potrà farlo in futuro.
Da quando fu comprata nel 2004 dalla ditta Zara, è sempre stata in quel campo per via dell'incapacità di gestire le piene dell'Ombrone. E oggi ha l'aspetto di un reperto antico, circondato da una rete di plastica rossa. Un mostro a due passi da fiume. «Oltre ai 258 mila euro già spesi, per rimetterlo in piedi ne servirebbero altri 300mila. E il Comune non ha nessuna intenzione di spenderli, anche perché si ricreerebbe la stessa situazione che aveva portato le piene a distruggere gli attracchi». Così Bonifazi ha inoltrato a Firenze due atti: la delibera 659 adottata dalla giunta guidata da Alessandro Antichi nella seduta del 7 ottobre 2004, e la determinazione dirigenziale n. 782 del 28 aprile 2004, attuativa di quella delibera.
«Non ho presentato denunce discorsive - precisa il sindaco - ma ho semplicemente inviato i documenti secchi, asciutti», dove figurano - oltre ad Antichi - gli ex assessori Andrea Agresti (all'epoca assessore ai lavori pubblici ndc), Gabriele Baccetti, Gabriele Bellettini, Bruno Ceccherini, Luigi Colomba, Stefano Dragoni, Rosario Ginanneschi, Fulvia Perillo, Francesca Scopelliti e Enzo Turbanti.
Responsabile del procedimento fu l'ingegnere dei Lavori pubblici Giuseppe Morisco, ancora in serivzio ma in un altro settore. Bonifazi specifica comunque di «non voler criminalizzare nessuno, né accusare direttamente persone e amministratori», ma fare chiarezza sull'eventuale «spreco».
La Corte dei Conti, organo giurisdizionale consultivo del Governo, ha tra le sue funzioni anche quella giurisdizionale, ovvero quella di giudicare su eventuali responsabilità dei pubblici dipendenti per danno erariale alle casse pubbliche.
Da qui in poi l'organo dovrà accertare se danno erariale c'è stato (anche riguardo all'attuale deprezzamento del barcone, rispetto al momento dell'acquisto), prima invitando gli interessati a presentare proprie giustificazioni in sede istruttoria. E poi, se non dovesse ritenerle sufficienti, emettendo citazione in giudizio in cui chiedere la condanna degli incolpati per far loro rifondere "personalmente" il danno al Comune. Ma non finisce qui.
Il Comune si sta muovendo anche su altri fronti, e annuncia di dare battaglia alla Corte dei Conti per l'Osservatorio astronomico, il Mattatoio comunale, e il progetto di Esco Maremma, Grosseto energia. La guerra salpa dalla chiatta sull'Ombrone.

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