Il Tirreno

Grosseto

Distruggono l'ecosistema naturale

Sara Landi
<strong>ESPERTI. </strong>Sirna (a sx) e Ligas (a dx)
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ESPERTI. Sirna (a sx) e Ligas (a dx)

Dopo i gamberi killer e le tartarughe azzannatrici ecco l'Ombrone che restituisce un Piranha di grosse dimensioni e scatta l'allarme degli esperti dell'Acquario Comunale di Grosseto.

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GROSSETO. Dopo i gamberi killer e le tartarughe azzannatrici ecco l'Ombrone che restituisce un Piranha di grosse dimensioni e scatta l'allarme degli esperti dell'Acquario Comunale di Grosseto.
In attesa degli accertamenti sull'esemplare di Piranha brachypomus il dottor Riccardo Sirna e il biologo marino Alessandro Ligas precisano quali sono i principali fattori di allarme su questa invasione di animali esotici che una volta liberi in ambienti e climi per loro non adatti diventano pericolosi per la flora e la fauna locale fino a diventare aggressivi contro l'uomo.
Il caso del Piranha. E' il primo ritrovamento in Maremma e si tratta, precisa Ligas, di un pesce onnivoro originario del Rio delle Amazzoni che mangia sì in prevalenza frutti ma nell'Ombrone si è nutrito di invertebrati e molluschi. L'abbandono di pesci esotici diventati ingombranti in fiumi e canali potrebbe far ripetere l'episodio, soprattutto in presenza di una coppia di Piranha che possono riprodursi. Su questo fronte Sirna mette in guardia dal fenomeno sempre più frequente e diffuso ovunque in provincia dei ritrovamenti casuali da affiancare con una campagna di "monitoraggio attento del fenomeno" di cui secondo lui si devono far carico le strutture pubbliche. Solo così per Sirna "si può inquadrare il fenomeno, avere una banca dati e intervenire a tutela delle specie autoctone di piante, pesci e molluschi che popolano i nostri fiumi".
Gli altri casi. I gamberi killer e le tartarughe azzannatrici. Al centro delle cronache prima del Piranha c'erano loro, le tartarughe azzannatrici. "Sono esemplari che fanno male col loro morso - così le descrive Sirna - anche se non sono in grado di staccare un dito: ecco perché ad un certo punto i proprietari pentiti le gettano nei fossi. Nove volte su dieci muoiono come altri animali esotici ma se sopravvivono sviluppano forme di adattamento che le rende aggressive e nocive". Quanto ai gamberi killer c'è una ricerca dell'Acquario Comunale di tre anni fa ma loro sono tuttora presenti ovunque, nella Salica come nella Bruna: "i gamberi killer nei canali si riproducono in massa e distruggono di tutto. E' quanto intendiamo parlando di inquinamento biologico, un fenomeno che va contrastato con la prevenzione e i monitoraggi".
Meduse killer. A Livorno è allarme dopo che il turista in vacanza in Corsica si è imbattuto nella più temibile delle meduse, la Caravella portoghese. "Si tratta - spiega Ligas - di meduse atlantiche con tentacoli urticanti lunghi fino a 15 metri: è molto raro ma può capitare che passino lo Stretto di Gibilterra ma non è il caso di creare allarmismi data la rarità dell'evento che, va precisato, non è accaduto in acque italiane". Nessun problema dunque anche per le coste grossetane e per i loro bagnanti che quest'anno in una stagione considerata dagli esperti "normale" al più troveranno i cosidetti polmoni di mare (Rhizostoma Pulmo), meduse poco urticanti o le più antipatiche e fastidiose Pelagia Noctiluca.

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