Il Tirreno

Grosseto

Irruzione lampo: casse bloccate, subito la fuga. «Sblocca la porta se no ti uccidiamo»

Rapinatori armati alla Bcc

Rapinatori armati alla Bcc

Tutto filmato, la polizia trova impronte digitali È caccia ai due banditi

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GROSSETO. Meno di due minuti, quasi neppure il tempo di rendersi appieno conto di cosa accadesse e di avere paura. Tanto è durato, ieri mattina, il tentativo di rapina all'interno della sede centrale della Banca della Maremma, in via Unione Sovietica. Un'incursione per molti versi strana, compiuta da due giovani banditi entrati in banca a volto scoperto e dopo essersi fatti registrare - come normali clienti - le impronte digitali nella cabina che dà accesso al salone degli sportelli.
Tutto accade alle 10.45. I due giovani passano il varco elettronico, entrano e - senza dire una parola - scavalcano il bancone degli sportelli. Qui, come due furie, tentano di aprire le casse. L'operazione non riesce, perché di recente l'istituto di credito si è dotato di sofisticati sistemi di protezione elettronica. I banditi, allora, aprono i cassetti disperata ricerca di qualche banconota. Ma niente. In mano, racconteranno poi alcuni dipendenti, uno dei due ha un taglierino. Evidentemente però non si tratta di delinquenti pronti a tutto, perché non provano neppure a minacciare i cassieri o i clienti: è passato poco più di un minuto dall'irruzione, e i due - non cavando un ragno dal buco - decidono di levare le tende. Saltano di nuovo il bancone e si lanciano verso il varco elettronico. Il varco però è bloccato. Ed è solo a questo punto che uno dei due fa tuonare la sua voce minacciosa: «Sblocca la porta se no ti uccidiamo», grida, con un accento che i testimoni - fra i quali tre clienti - definiranno "napoletano".
La porta si apre e i due si dileguano, a piedi. In fretta, quanto basta per evitare il rapidissimo intervento delle forze dell'ordine. La rapina, infatti, era stata segnalata "in diretta" da un dipendente che - quando i banditi hanno fatto irruzione - era al telefono col presidente del Parco della Maremma, Gianpiero Sammuri. «Chiama il 113», ha avuto il tempo di dirgli, e infatti è stato proprio Sammuri a dare l'allarme.
Le indagini sono condotte dalla polizia, intervenuta con le volanti, la squadra mobile, e con la scientifica per i rilievi. Gli investigatori hanno acquisito tutte le immagini riprese dalle videocamere interne ed esterne della banca, e hanno rilevato le impronte digitali lasciati dai due banditi, che hanno agito senza guanti. I volti, a quanto sembra, nelle immagini appaiono nitidi. Se i due hanno anche soltanto mezzo precedente, non ci vorrà molto per identificarli. Anche se, viste le modalità, non si esclude che possa trattarsi di due "dilettanti" andati allo sbaraglio nella speranza di raccattare qualche banconota mordi e fuggi.

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