Sicurezza
GROSSETO
Via alle impronte digitali sui passaporti elettronici
Da lunedì, per la prima volta in Italia, verranno prese le impronte digitali a tutti coloro che faranno richiesta del nuovo passaporto elettronico, minori di 12 anni esclusi: per ora si partirà in due città, Grosseto e Potenza, ma presto il sistema sarà operativo in tutta Italia. "Le impronte - spiegano dalla questura toscana - saranno cancellate dagli archivi della questura dopo una settimana dal rilascio del documento"
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Da lunedì, per la prima volta in Italia, verranno prese le impronte digitali a tutti coloro che faranno richiesta del nuovo passaporto elettronico, minori di 12 anni esclusi: per ora si partirà in due città, Grosseto e Potenza, ma presto il sistema sarà operativo in tutta Italia.
La procedura è prevista dal regolamento europeo del 2004 secondo il quale tutti i passaporti elettronici devono contenere la fotografia in formato elettronico e le impronte digitali del titolare. La maggior parte degli stati membri dell'Unione hanno già introdotto la fotografia ed entro giugno 2009 dovevano inserire anche le impronte. Di qui la necessità di 'accelerare' il processo e partire in via sperimentale nelle due questure di Grosseto e Potenza, arrivando poi in maniera graduale a coprire il resto delle questure italiane che, dunque, continueranno a rilasciare il vecchio documento fin quando non avranno a disposizione tutte le apparecchiature informatiche necessarie.
Il passaporto elettronico, sottolinea il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, non cambiera l'aspetto esterno, ma il microchip interno conterrà foto ed impronte digitali in una modalità protetta. Con la nuova procedura, solo le questure e i commissariati saranno abilitati alla rilevazione delle impronte, mentre rimarranno invariate le competenze di comuni e carabinieri per l'accettazione delle istanze e dei relativi passaporti.
Il regolamento stabilisce anche come devono esser prese le impronte: a partire dall'indice della mano destra e a seguire dall'indice della mano sinistro. Se non è possibile prendere quella dell'indice, bisognerà rilevare quella del dito medio, dell'anulare e del pollice di ciascuna mano. Per ottenere un'impronta che possa essere utilizzata nei sistemi di controllo alle frontiere, inoltre, verranno effettuati almeno tre tentativi di acquisizione facendo sempre alzare il dito dal sensore. Una procedura che deve essere seguita per ogni dito e sarà poi il sistema a scegliere la migliore immagine. Quanto ai dati acquisiti, verranno trasmessi ai sistemi centrali e vi resteranno per il tempo strettamente necessario all'espletamento di tutta la fase istruttoria, per poi essere cancellati al momento della stampa del passaporto e della verifica della sua funzionalità.
"Siamo pronti - dicono dalle questure di Grosseto e Potenza, sottolineando proprio che non c'è alcun rischio per i dati sensibili". "Le impronte - spiegano dalla questura di Grosseto - saranno cancellate dagli archivi della questura dopo una settimana dal rilascio del documento". Per agevolare i cittadini, aggiunge inoltre il dirigente della divisione polizia amministrativa della questura di Potenza Francesco Pesce, "abbiamo deciso di aprire l'Ufficio passaporti per cinque mattine e due pomeriggi alla settimana" anche perché "è importante comunicare ai cittadini che l'emissione del nuovo passaporto non obbliga alla sostituzione di quelli rilasciati prima del 29 giugno e ancora validi".
La procedura è prevista dal regolamento europeo del 2004 secondo il quale tutti i passaporti elettronici devono contenere la fotografia in formato elettronico e le impronte digitali del titolare. La maggior parte degli stati membri dell'Unione hanno già introdotto la fotografia ed entro giugno 2009 dovevano inserire anche le impronte. Di qui la necessità di 'accelerare' il processo e partire in via sperimentale nelle due questure di Grosseto e Potenza, arrivando poi in maniera graduale a coprire il resto delle questure italiane che, dunque, continueranno a rilasciare il vecchio documento fin quando non avranno a disposizione tutte le apparecchiature informatiche necessarie.
Il passaporto elettronico, sottolinea il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, non cambiera l'aspetto esterno, ma il microchip interno conterrà foto ed impronte digitali in una modalità protetta. Con la nuova procedura, solo le questure e i commissariati saranno abilitati alla rilevazione delle impronte, mentre rimarranno invariate le competenze di comuni e carabinieri per l'accettazione delle istanze e dei relativi passaporti.
Il regolamento stabilisce anche come devono esser prese le impronte: a partire dall'indice della mano destra e a seguire dall'indice della mano sinistro. Se non è possibile prendere quella dell'indice, bisognerà rilevare quella del dito medio, dell'anulare e del pollice di ciascuna mano. Per ottenere un'impronta che possa essere utilizzata nei sistemi di controllo alle frontiere, inoltre, verranno effettuati almeno tre tentativi di acquisizione facendo sempre alzare il dito dal sensore. Una procedura che deve essere seguita per ogni dito e sarà poi il sistema a scegliere la migliore immagine. Quanto ai dati acquisiti, verranno trasmessi ai sistemi centrali e vi resteranno per il tempo strettamente necessario all'espletamento di tutta la fase istruttoria, per poi essere cancellati al momento della stampa del passaporto e della verifica della sua funzionalità.
"Siamo pronti - dicono dalle questure di Grosseto e Potenza, sottolineando proprio che non c'è alcun rischio per i dati sensibili". "Le impronte - spiegano dalla questura di Grosseto - saranno cancellate dagli archivi della questura dopo una settimana dal rilascio del documento". Per agevolare i cittadini, aggiunge inoltre il dirigente della divisione polizia amministrativa della questura di Potenza Francesco Pesce, "abbiamo deciso di aprire l'Ufficio passaporti per cinque mattine e due pomeriggi alla settimana" anche perché "è importante comunicare ai cittadini che l'emissione del nuovo passaporto non obbliga alla sostituzione di quelli rilasciati prima del 29 giugno e ancora validi".
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