Sicurezza
«Io ci farei circolare le automobili»
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PRESIDENTE Al microfono Michele ScolaLa carrozza, certo, è più pittoresca.
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GROSSETO. La carrozza, certo, è più pittoresca. Ma la tecnologia, si sa, non sta tanto a guardare merletti e ombrellini. E se la potenza si esprime sempre in cavalli, quelli che potrebbero circolare sulle mura di Grosseto non si alimentano più a odoroso fieno ma a puzzolente benzina.
Insomma, ora c'è persino che ipotizza di aprire al traffico delle automobili le Mura medicee di Grosseto.
Per ora è solo una proposta, forse dall'aria provocatoria, forse no, che sorprende non tanto per la fattibilità della cosa quanto per la voce che l'ha sollevata. E cioè Italia Nostra, associazione ambientalista che nella tutela del territorio spende da sempre sangue e lacrime.
Ma evidentemente a mali estremi, estremi rimedi, si saranno detti gli ambientalisti, e nella rivoluzione delle mura di Grosseto pensata per recuperare il più importante monumento cittadino, potrebbe trovare posto anche la soluzione all'imbottigliamento che sempre più spesso ingolla gli automobilisti grossetani nelle ore di punta. Ma le carrozze che c'entrano?
«Sulle mura, in passato, c'erano strade carrabili e ci si passava a cavallo e in carrozza - spiega l'architetto Giancarlo Tesei - e l'idea è di ripristinare questo vecchio uso per rendere le mura più fruibili e utili».
Ricostruire a Porta nuova e in via Saffi la parte di mura che interrompe il percorso servirebbe alla nuova arteria. «Un unico viale dovrebbe circondare tutto il percorso murario - spiega ancora l'architetto - costeggiato da panchine. E, all'occorrenza ci potrebbero viaggiare le auto, soprattutto nei momenti di traffico intenso». Come dire: un raccordo anulare nel cuore della città senza pilastri in cemento, asfalto e brutti guard rail ma all'ombra di tigli e platani.
Un'opera che metterebbe d'accordo, per una volta, automobilisti e cultori delle belle arti. O no?
F.F.
Insomma, ora c'è persino che ipotizza di aprire al traffico delle automobili le Mura medicee di Grosseto.
Per ora è solo una proposta, forse dall'aria provocatoria, forse no, che sorprende non tanto per la fattibilità della cosa quanto per la voce che l'ha sollevata. E cioè Italia Nostra, associazione ambientalista che nella tutela del territorio spende da sempre sangue e lacrime.
Ma evidentemente a mali estremi, estremi rimedi, si saranno detti gli ambientalisti, e nella rivoluzione delle mura di Grosseto pensata per recuperare il più importante monumento cittadino, potrebbe trovare posto anche la soluzione all'imbottigliamento che sempre più spesso ingolla gli automobilisti grossetani nelle ore di punta. Ma le carrozze che c'entrano?
«Sulle mura, in passato, c'erano strade carrabili e ci si passava a cavallo e in carrozza - spiega l'architetto Giancarlo Tesei - e l'idea è di ripristinare questo vecchio uso per rendere le mura più fruibili e utili».
Ricostruire a Porta nuova e in via Saffi la parte di mura che interrompe il percorso servirebbe alla nuova arteria. «Un unico viale dovrebbe circondare tutto il percorso murario - spiega ancora l'architetto - costeggiato da panchine. E, all'occorrenza ci potrebbero viaggiare le auto, soprattutto nei momenti di traffico intenso». Come dire: un raccordo anulare nel cuore della città senza pilastri in cemento, asfalto e brutti guard rail ma all'ombra di tigli e platani.
Un'opera che metterebbe d'accordo, per una volta, automobilisti e cultori delle belle arti. O no?
F.F.
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