Il dolore
Grido d'allarme per le Mura
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«ORRORI» L’ascensore al Cassero e (a sinistra) la Sala EdenVia i parcheggi intorno, punire i vandali, abbattere la sala Eden, telecamere giorno e notte e ticket di 1 euro per l'accesso
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GROSSETO. Abbattere i parcheggi intorno alle mura, compreso quello sotterraneo di Campo Amiata, radere al suolo la sala Eden, i campi sportivi di via Manetti e il parco giochi di via Ximenes, demolire il ponte di via Saffi e, naturalmente, l'ascensore in calcestruzzo sul bastione Maiano. E ancora: chiudere di notte la cinta muraria con cancelli e far pagare un biglietto di ingresso di un euro durante il giorno.
E poi realizzare a Porta nuova e in via Saffi restauri ricostruttivi nello stile dell'architettura esistente per mettere in collegamento tutto l'anello murario, piantare telecamere di videosorveglianza ovunque e rendere il percorso sulle mura carrabile e ombreggiato da tigli e platani; ed eventualmente trasferire qui un museo archeologico all'aperto, se non addirittura il centro di documentazione degli etruschi, oggi previsto in piazza Barzanti.
Inizia con un filmato choc la conferenza di Italia Nostra sulla situazione delle mura medicee di Grosseto - il primo atto, tra l'altro, con cui l'associazione ambientalista che da anni si batte per la tutela della natura inaugura la nuova branca della propria attività in difesa dei beni culturali - e finisce con tante proposte, alcune non meno sbalorditive delle immagini del video. Una battaglia, quella per le mura, per rimediare a ciò che il presidente della sezione intercomunale di Grosseto, Michele Scola, definisce «un grave caso di degrado urbano», documentato fotogramma dopo fotogramma, presto disponibile anche su You tube. Anche se, in realtà, i grossetani quel degrado ce l'hanno sotto gli occhi da tempo: scritte su mattoncini e travertino, sporcizia, escrementi, incuria, danni dei monumenti.
«Una cosa del genere - denuncia Scola - non si fa in una notte, ma ci vogliono mesi, durante i quali il Comune non ha fatto niente. Mai nessun provvedimento per rimediare a questo scempio». Rincara la dose l'avvocato Maurizio Andreini, membro del direttivo: «Mai visto in tribunale un processo a chi danneggia i beni culturali dello Stato - spiega - e questo significa che chi dovrebbe tutelare il patrimonio storico e artistico è completamente insensibile e vive nell'ignoranza: in una parola, non gliene importa niente».
I rimedi, al contrario, sarebbero tanti ed efficaci. Videosorveglianza, come detto, ma anche punizioni per chi imbratta e impiego di volontari per il controllo «che non siano ronde per vessare la collettività - precisa il consigliere comunale Tania Amarugi, membro del direttivo dell'associazione - ma lavorino per i cittadini».
E una volta liberate le mura dai vandali, suggeriscono da Italia nostra, conviene far piazza pulita anche dei "vandalismi architettonici": «Bisogna restituire alla città il pomerio - spiega l'architetto Giancarlo Tesei - cioè lo spazio a ridosso delle mura, oggi occupato da parcheggi e campi sportivi, e fare al suo posto un'area verde». Questi interventi, secondo Italia Nostra, potrebbero fare di Grosseto una Lucca maremmana, con le mura finalmente restituite ai suoi cittadini. E per ridare dignità al più importante monumento laico di Grosseto non si può più aspettare. «Vorrei vedere l'atteggiamento del Comune - chiosa Andreini - se in queste condizioni avessero ridotto il duomo».
Per questo ieri è arrivata sulla scrivania del sindaco Emilio Bonifazi un'interrogazione a risposta scritta presentata da Amarugi. Dove si denuncia che la questione del degrado sulle mura è stata sottovalutata, e che questo fatto gravissimo richiede risposte concrete e immediate. «Ma finora - spiega con amarezza il consigliere - da piazza Duomo arriva solo un silenzio assordante».
Francesca Ferri
E poi realizzare a Porta nuova e in via Saffi restauri ricostruttivi nello stile dell'architettura esistente per mettere in collegamento tutto l'anello murario, piantare telecamere di videosorveglianza ovunque e rendere il percorso sulle mura carrabile e ombreggiato da tigli e platani; ed eventualmente trasferire qui un museo archeologico all'aperto, se non addirittura il centro di documentazione degli etruschi, oggi previsto in piazza Barzanti.
Inizia con un filmato choc la conferenza di Italia Nostra sulla situazione delle mura medicee di Grosseto - il primo atto, tra l'altro, con cui l'associazione ambientalista che da anni si batte per la tutela della natura inaugura la nuova branca della propria attività in difesa dei beni culturali - e finisce con tante proposte, alcune non meno sbalorditive delle immagini del video. Una battaglia, quella per le mura, per rimediare a ciò che il presidente della sezione intercomunale di Grosseto, Michele Scola, definisce «un grave caso di degrado urbano», documentato fotogramma dopo fotogramma, presto disponibile anche su You tube. Anche se, in realtà, i grossetani quel degrado ce l'hanno sotto gli occhi da tempo: scritte su mattoncini e travertino, sporcizia, escrementi, incuria, danni dei monumenti.
«Una cosa del genere - denuncia Scola - non si fa in una notte, ma ci vogliono mesi, durante i quali il Comune non ha fatto niente. Mai nessun provvedimento per rimediare a questo scempio». Rincara la dose l'avvocato Maurizio Andreini, membro del direttivo: «Mai visto in tribunale un processo a chi danneggia i beni culturali dello Stato - spiega - e questo significa che chi dovrebbe tutelare il patrimonio storico e artistico è completamente insensibile e vive nell'ignoranza: in una parola, non gliene importa niente».
I rimedi, al contrario, sarebbero tanti ed efficaci. Videosorveglianza, come detto, ma anche punizioni per chi imbratta e impiego di volontari per il controllo «che non siano ronde per vessare la collettività - precisa il consigliere comunale Tania Amarugi, membro del direttivo dell'associazione - ma lavorino per i cittadini».
E una volta liberate le mura dai vandali, suggeriscono da Italia nostra, conviene far piazza pulita anche dei "vandalismi architettonici": «Bisogna restituire alla città il pomerio - spiega l'architetto Giancarlo Tesei - cioè lo spazio a ridosso delle mura, oggi occupato da parcheggi e campi sportivi, e fare al suo posto un'area verde». Questi interventi, secondo Italia Nostra, potrebbero fare di Grosseto una Lucca maremmana, con le mura finalmente restituite ai suoi cittadini. E per ridare dignità al più importante monumento laico di Grosseto non si può più aspettare. «Vorrei vedere l'atteggiamento del Comune - chiosa Andreini - se in queste condizioni avessero ridotto il duomo».
Per questo ieri è arrivata sulla scrivania del sindaco Emilio Bonifazi un'interrogazione a risposta scritta presentata da Amarugi. Dove si denuncia che la questione del degrado sulle mura è stata sottovalutata, e che questo fatto gravissimo richiede risposte concrete e immediate. «Ma finora - spiega con amarezza il consigliere - da piazza Duomo arriva solo un silenzio assordante».
Francesca Ferri
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