Gioco
I dati forniti dalla Camera di Commercio. In sei anni l’aumento è di 10 punti
Maremma esempio contro la crisiCrescita record del pil: più 3,5%
Enrico Pizzi
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IL TRIS Lamioni, Marras, Martini In platea i vertici della politica maremmanaIl presidente Lamioni «Fondamentale aver smesso di piangersi addosso»
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GROSSETO. La Maremma cresce. E lo in controtendenza rispetto alla recessione a livello mondiale. Così il prodotto interno lordo della Provincia di Grosseto nel 2008 segna un incremento del 3,5 per cento. In barba a quello nazionale (-0,1) e regionale (-0,9).
La crisi c'è, il peggio, probabilmente - lo ha ricordato il presidente della Regione Claudio Martini - deve ancora arrivare, ma il mondo economico grossetano ha deciso che non è più tempo di piangersi addosso, perché la Maremma ha le carte in regola per guardare al dopo crisi. Dunque, non solo perché «sono finite le lacrime», come ha esordito il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni in apertura della settima giornata dell'economia.
«Grosseto - spiega Lamioni - ha titolo, possibilità, legittimità per pensare oltre la crisi, e poi continuare a piangersi addosso non paga». Lamioni trova i fondamenti di tanta fiducia nei numeri. E i numeri dicono che «nonostante non siano stati ancora rimossi alcuni problemi strutturali che hanno caratterizzato il territorio - dice Lamioni - la Maremma ha ridotto i ritardi con il resto del Paese». Lo ha fatto nonostante le condizioni non ottimali per le imprese.
Dati alla mano, la provincia di Grosseto è cresciuta, mostrando un dinamismo superiore rispetto al resto della Regione, tanto da far parlare Lamioni quasi di un modello da proporre all'attenzione di Firenze. Giuseppe Capuano, dell'istituto Tagliacarne, dà ragione al presidente della Camera di commercio. In 6 anni - ha detto - il pil pro capite - indicatore limitato, ma importante - ha recuperato ben 10 punti rispetto alla media nazionale e la provincia di Grosseto ha risalito 14 posizioni nella classifica delle province con «un passo lento, ma costante nel tempo, attraverso un modello di sviluppo che parte dal basso». Ci sono enormi margini di crescita soprattutto se la provincia di Grosseto comincia a non guardare più solo alla domanda interna, ma a puntare sull'export, in particolare per quanto riguarda l'agroalimentare.
Un quadro orientato all'ottimismo che piace al neo-presidente della Provincia Leonardo Marras e che, alla sua prima uscita (quasi) ufficiale, lancia l'idea di una cabina di regia «più stretta» tra Provincia e Camera di commercio.
Anche il presidente della Regione, Claudio Martini, plaude al dinamismo «senza trionfalismi» della provincia di Grosseto e all'atteggiamento perché vede che qualcosa si muove. «La provincia di Grosseto - dice - ha avuto ottime performance, un dinamismo interessante, merito dei grossetani, innanzitutto, ma rivendico almeno di aver dato una mano, e mi pare che oggi si senta dire un po' meno, da queste parti, che la Regione è matrigna».
La crisi c'è, il peggio, probabilmente - lo ha ricordato il presidente della Regione Claudio Martini - deve ancora arrivare, ma il mondo economico grossetano ha deciso che non è più tempo di piangersi addosso, perché la Maremma ha le carte in regola per guardare al dopo crisi. Dunque, non solo perché «sono finite le lacrime», come ha esordito il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni in apertura della settima giornata dell'economia.
«Grosseto - spiega Lamioni - ha titolo, possibilità, legittimità per pensare oltre la crisi, e poi continuare a piangersi addosso non paga». Lamioni trova i fondamenti di tanta fiducia nei numeri. E i numeri dicono che «nonostante non siano stati ancora rimossi alcuni problemi strutturali che hanno caratterizzato il territorio - dice Lamioni - la Maremma ha ridotto i ritardi con il resto del Paese». Lo ha fatto nonostante le condizioni non ottimali per le imprese.
Dati alla mano, la provincia di Grosseto è cresciuta, mostrando un dinamismo superiore rispetto al resto della Regione, tanto da far parlare Lamioni quasi di un modello da proporre all'attenzione di Firenze. Giuseppe Capuano, dell'istituto Tagliacarne, dà ragione al presidente della Camera di commercio. In 6 anni - ha detto - il pil pro capite - indicatore limitato, ma importante - ha recuperato ben 10 punti rispetto alla media nazionale e la provincia di Grosseto ha risalito 14 posizioni nella classifica delle province con «un passo lento, ma costante nel tempo, attraverso un modello di sviluppo che parte dal basso». Ci sono enormi margini di crescita soprattutto se la provincia di Grosseto comincia a non guardare più solo alla domanda interna, ma a puntare sull'export, in particolare per quanto riguarda l'agroalimentare.
Un quadro orientato all'ottimismo che piace al neo-presidente della Provincia Leonardo Marras e che, alla sua prima uscita (quasi) ufficiale, lancia l'idea di una cabina di regia «più stretta» tra Provincia e Camera di commercio.
Anche il presidente della Regione, Claudio Martini, plaude al dinamismo «senza trionfalismi» della provincia di Grosseto e all'atteggiamento perché vede che qualcosa si muove. «La provincia di Grosseto - dice - ha avuto ottime performance, un dinamismo interessante, merito dei grossetani, innanzitutto, ma rivendico almeno di aver dato una mano, e mi pare che oggi si senta dire un po' meno, da queste parti, che la Regione è matrigna».
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