Sicurezza
Seconda volta in 48 ore in cui gli agenti finiscono in ospedale
Sfascia la volante, 2 feriti
Federico Lazzotti
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I DANNI Al vetro posteriore dell’autoAgenti aggrediti capitolo secondo. A distanza di due giorni cambia solo il teatro: dallo Chalet di via Manetti al bar Bristol di piazza Albegna.
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GROSSETO. Agenti aggrediti capitolo secondo. A distanza di due giorni cambia solo il teatro: dallo Chalet di via Manetti al bar Bristol di piazza Albegna. La sceneggiatura invece resta sempre la stessa: un bicchiere di troppo, qualche schiamazzo che allarma i proprietari e quando arriva la polizia per calmare gli spiriti alcolici succede che a qualcuno saltano i nervi.
Nei casi più fortunati volano solo parole grosse, qualche minaccia e tutto si risolve. Stavolta però è andato in frantumi il vetro di un'auto della polizia e due agenti hanno avuto una prognosi di dieci giorni ciascuno. Lo scalmanato di turno è invece dietro le sbarre prima e davanti al giudice entro per la direttissima. Stavolta a finire al fresco è stato un operaio moldavo di 30 anni, Vlas Mihail.
Il giovane, insieme ad altri due connazionali, sabato sera intorno alle 21, si è presentato al bar Bristol. «Hanno chiesto da bere ma stavamo chiudendo», hanno raccontato i proprietari. Vedersi rifiutare la richiesta per l'stimo cicchetto ha alterato gli animi degli ospiti, in particolare di due.
A niente sarebbero servite le richieste dei titolari di abbandonare il locale. Così intorno alle 21,25 è partita la prima richiesta di intervento al 113. Quando la volante è arrivata in piazza Albegna, dei tre clienti uno si era già allontanato, probabilmente per paura delle conseguenze. Mentre gli altri due hanno cominciato a minacciare i titolari del locale. «Tanto torniamo e ve la facciamo pagare», avrebbero detto. Minacce che sono costate a J.V. 25 anni una denuncia.
Il caos è scoppiato quando gli agenti hanno cercato di identificare il secondo uomo. Per farlo è stato necessario mettergli le manette. Ma appena è salito sulla volante - spiegano dalla polizia - avrebbe iniziato a scalciare mandando in frantumi il vetro posteriore destro. Durante la colluttazione i due agenti sono rimasti feriti, in particolare alle braccia. Vlas Mihail è stato arrestato per resistenza, lesioni e danneggiamento aggravato. Trasferito nel carcere di Livorno e condannato con direttissima a 6 mesi, la pena è stata sospesa.
Nei casi più fortunati volano solo parole grosse, qualche minaccia e tutto si risolve. Stavolta però è andato in frantumi il vetro di un'auto della polizia e due agenti hanno avuto una prognosi di dieci giorni ciascuno. Lo scalmanato di turno è invece dietro le sbarre prima e davanti al giudice entro per la direttissima. Stavolta a finire al fresco è stato un operaio moldavo di 30 anni, Vlas Mihail.
Il giovane, insieme ad altri due connazionali, sabato sera intorno alle 21, si è presentato al bar Bristol. «Hanno chiesto da bere ma stavamo chiudendo», hanno raccontato i proprietari. Vedersi rifiutare la richiesta per l'stimo cicchetto ha alterato gli animi degli ospiti, in particolare di due.
A niente sarebbero servite le richieste dei titolari di abbandonare il locale. Così intorno alle 21,25 è partita la prima richiesta di intervento al 113. Quando la volante è arrivata in piazza Albegna, dei tre clienti uno si era già allontanato, probabilmente per paura delle conseguenze. Mentre gli altri due hanno cominciato a minacciare i titolari del locale. «Tanto torniamo e ve la facciamo pagare», avrebbero detto. Minacce che sono costate a J.V. 25 anni una denuncia.
Il caos è scoppiato quando gli agenti hanno cercato di identificare il secondo uomo. Per farlo è stato necessario mettergli le manette. Ma appena è salito sulla volante - spiegano dalla polizia - avrebbe iniziato a scalciare mandando in frantumi il vetro posteriore destro. Durante la colluttazione i due agenti sono rimasti feriti, in particolare alle braccia. Vlas Mihail è stato arrestato per resistenza, lesioni e danneggiamento aggravato. Trasferito nel carcere di Livorno e condannato con direttissima a 6 mesi, la pena è stata sospesa.
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