Finanza
Finte "prime case" nel mirino
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L’ASSESSORE Borghi (a destra) annuncia controlli sull’Ici a MarinaAnagrafe, tributi e vigili urbani: una task force avvierà verifiche sulle abitazioni esentate dall'Ici. A breve l'avviso ai proprietari
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GROSSETO. Guerra ai furbetti dell'Ici. Il governo Berlusconi ha abolito la tassa sulla prima casa di residenza (quella cioè in cui il proprietario vive), ma chi possiede alloggi per investimento deve continuare a pagare. A Grosseto, dove le case vacanza sono tante, c'è il forte sospetto che più di qualcuno dichiari di abitare in un appartamento in realtà utilizzato per affitti estivi. Ecco dunque scattare una serie di controlli serrati.
Li annuncia l'assessore al bilancio e ai tributi, Paolo Borghi, ribadendo che non si tratta di "spremere" i cittadini, bensì di ristabilire il sano principio della cosiddetta "equità fiscale". Un principio semplice: abolita l'Ici prima casa, le risorse del Comune (cioè i soldi per scuole, servizi sociali, cultura etc.) si sono ridotte drasticamente. Per Grosseto una perdita di oltre 6 milioni di euro, che lo Stato rifonderà solo in parte. A farne le spese è la collettività intera, dunque diventa necessario andare a recuperare soldi. Non aumentando indiscriminatamente le tasse a tutti, ma riprendendosi il dovuto da chi evade.
Case ai raggi X. Da tempo dunque il Comune ha avviato verifiche serrate, in particolare nel settore casa. Tra le prime iniziative, delle quali il Tirreno ha dato conto più volte, quella della verifica sugli accatastamenti. Azione questa che sta dando frutti importanti, se solo si pensa che in pochi mesi sono pressoché sparite le cosiddette "case ultrapopolari": il catasto ne censiva centinaia, in Grosseto, un accurato controllo ha permesso di accertare che tutte - negli anni - erano state trasformate in alloggi di categoria superiore.
Marina nel mirino. Ora la nuova mossa è quella di mettere mano al fenomeno delle "finte" prime case di residenza. A Grosseto, si sospetta, potrebbero essere diverse centinaia, in gran parte concentrate nelle frazioni balneari di Marina e Principina. In pratica si tratterebbe di alloggi intestati a figli o familiari, che ci prendono la residenza (e dunque non ci pagano l'Ici) ma che in realtà vivono altrove, magari affittando in estate gli alloggi stessi. Il dubbio sorge spontaneo solo analizzando un dato: a Marina, oggi, l'anagrafe registra 3125 residenti, a Principina Mare 295. Un po' troppi, se appena si pensa a quanto spopolate siano queste due località d'inverno. Così come un po' troppi, a occhio, appaiono i 937 proprietari di abitazione "principale" dichiarati a Marina.
Partono le lettere. A breve dunque, già a luglio, partiranno alcune centinaia di lettere indirizzate ai proprietari di abitazione principale "più sospetti", nelle quali il Comune inviterà chi già non lo fosse a mettersi in regola. Perché poi, spiega l'assessore, passata qualche settimana scatteranno controlli a tappeto condotti da una task force assemblata tutta all'interno del Comune: uffici anagrafe e tributi incroceranno i dati per indirizzare i sopralluoghi, dopodiché la polizia municipale avvierà accertamenti "porta a porta".
Le sanzioni. Chi ha una residenza "fittizia" e non si mette in regola da sé, una volta scoperto rischia salassi. «Quantomeno - spiega l'assessore Borghi - sarà chiamato a pagare tutti gli arretrati Ici, sui quali si applica il massimo delle sanzioni. Inoltre dovrà saldare i conguagli per quelle tasse e bollette agevolate per la prima casa, dai rifiuti all'Enel. E se poi saltasse fuori pure che la "prima casa" è stata ceduta in affitto, potrebbero esserci grane ancora peggiori». In ogni caso, precisa Borghi, nessuna volontà di "persecuzione". «Siamo certi - dice l'assessore - che molte posizioni illegittime siano maturate nella buona fede dei cittadini. Dunque confidiamo nel fatto che, come nel caso delle categorie catastali, la semplice lettera di avviso basterà per far rimettere le cose a posto».
Li annuncia l'assessore al bilancio e ai tributi, Paolo Borghi, ribadendo che non si tratta di "spremere" i cittadini, bensì di ristabilire il sano principio della cosiddetta "equità fiscale". Un principio semplice: abolita l'Ici prima casa, le risorse del Comune (cioè i soldi per scuole, servizi sociali, cultura etc.) si sono ridotte drasticamente. Per Grosseto una perdita di oltre 6 milioni di euro, che lo Stato rifonderà solo in parte. A farne le spese è la collettività intera, dunque diventa necessario andare a recuperare soldi. Non aumentando indiscriminatamente le tasse a tutti, ma riprendendosi il dovuto da chi evade.
Case ai raggi X. Da tempo dunque il Comune ha avviato verifiche serrate, in particolare nel settore casa. Tra le prime iniziative, delle quali il Tirreno ha dato conto più volte, quella della verifica sugli accatastamenti. Azione questa che sta dando frutti importanti, se solo si pensa che in pochi mesi sono pressoché sparite le cosiddette "case ultrapopolari": il catasto ne censiva centinaia, in Grosseto, un accurato controllo ha permesso di accertare che tutte - negli anni - erano state trasformate in alloggi di categoria superiore.
Marina nel mirino. Ora la nuova mossa è quella di mettere mano al fenomeno delle "finte" prime case di residenza. A Grosseto, si sospetta, potrebbero essere diverse centinaia, in gran parte concentrate nelle frazioni balneari di Marina e Principina. In pratica si tratterebbe di alloggi intestati a figli o familiari, che ci prendono la residenza (e dunque non ci pagano l'Ici) ma che in realtà vivono altrove, magari affittando in estate gli alloggi stessi. Il dubbio sorge spontaneo solo analizzando un dato: a Marina, oggi, l'anagrafe registra 3125 residenti, a Principina Mare 295. Un po' troppi, se appena si pensa a quanto spopolate siano queste due località d'inverno. Così come un po' troppi, a occhio, appaiono i 937 proprietari di abitazione "principale" dichiarati a Marina.
Partono le lettere. A breve dunque, già a luglio, partiranno alcune centinaia di lettere indirizzate ai proprietari di abitazione principale "più sospetti", nelle quali il Comune inviterà chi già non lo fosse a mettersi in regola. Perché poi, spiega l'assessore, passata qualche settimana scatteranno controlli a tappeto condotti da una task force assemblata tutta all'interno del Comune: uffici anagrafe e tributi incroceranno i dati per indirizzare i sopralluoghi, dopodiché la polizia municipale avvierà accertamenti "porta a porta".
Le sanzioni. Chi ha una residenza "fittizia" e non si mette in regola da sé, una volta scoperto rischia salassi. «Quantomeno - spiega l'assessore Borghi - sarà chiamato a pagare tutti gli arretrati Ici, sui quali si applica il massimo delle sanzioni. Inoltre dovrà saldare i conguagli per quelle tasse e bollette agevolate per la prima casa, dai rifiuti all'Enel. E se poi saltasse fuori pure che la "prima casa" è stata ceduta in affitto, potrebbero esserci grane ancora peggiori». In ogni caso, precisa Borghi, nessuna volontà di "persecuzione". «Siamo certi - dice l'assessore - che molte posizioni illegittime siano maturate nella buona fede dei cittadini. Dunque confidiamo nel fatto che, come nel caso delle categorie catastali, la semplice lettera di avviso basterà per far rimettere le cose a posto».
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