Il Tirreno

Grosseto

grosseto cronaca

Pesca di frodo a caccia di squali

Renzo Wongher
<strong>LA PREDA.</strong> È stata trovata a bordo del peschereccio
◗
LA PREDA. È stata trovata a bordo del peschereccio

Per gli orientali la pinna - dorsale o caudale che sia - di pescecane è un piatto prelibato al quale si cominciano ad avvicinare anche gli occidentali. Probabilmente chi frequenta ristoranti cinesi non lo troverà sul menù, ma sottobanco, forse. Una cosa è possibile, se nelle reti di qualche peschereccio capita uno squalo, è probabile che prima di rigettarlo in mare gli vengano tagliate le pinne.

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO S. STEFANO. Per gli orientali la pinna - dorsale o caudale che sia - di pescecane è un piatto prelibato al quale si cominciano ad avvicinare anche gli occidentali. Probabilmente chi frequenta ristoranti cinesi non lo troverà sul menù, ma sottobanco, forse. Una cosa è possibile, se nelle reti di qualche peschereccio capita uno squalo, è probabile che prima di rigettarlo in mare gli vengano tagliate le pinne.

Una pinna di squalo volpe, infatti, è stata pescata l'altra notte dalla Guardia Costiera di Porto S. Stefano, non in acqua ma a bordo di un peschereccio targato Civitavecchia. Come è andata la storia lo racconta il Tenente di vascello. Federico Giorgi comandante del Circondario Marittimo di Porto S. Stefano.

«Eravamo impegnati in una complessa attività a terra e in mare, a bordo di due motovedette, di un gommone e di una autovettura. Le motovedette hanno monitorato a lungo gli spostamenti di alcuni pescherecci intenti alla pesca a strascico nelle acque davanti al Lago di Burano, fino a sorprenderne due, appartenenti alla flotta peschereccia di Civitavecchia, che avevano calato le reti a una distanza molto inferiore dalle tre miglia dalla costa».

I pescherecci sono stati affiancati dai mezzi navali della Guardia Costiera, che hanno intimato loro il rientro nel porto di Porto Ercole per i controlli ma è stato necessario l'intervento della Carabinieri di Orbetello per motivi di ordine pubblico per le vivaci proteste dei pescatori.
Gli uomini della Capitaneria hanno proceduto al sequestro di due reti e quattro divergenti utilizzati per la pesca a strascico sottocosta. A bordo dei due pescherecci sono state rinvenute inoltre 5 reti da pesca con un sacco finale con maglie notevolmente inferiore al consentito. Anche questa attrezzatura è stata sequestrata.

In tutto la Guardia Costiera ha elevato complessivamente sette verbali ciascuno da 2000 euro. Ma non è finita qui. Su uno dei pescherecci è stata rinvenuta anche una pinna di squalo di circa due metri, essiccata. È noto che è proibito a chiunque asportare le pinne di qualsiasi tipo di squalo, nonché detenerle a bordo, trasportarle o sbarcarle.

La sanzione amministrativa in questo caso è di 4 mila euro che aggiunti ai 14 mila degli altri verbali fanno un totale di 18 mila. Anche la pinna - ovviamente - è stata sequestrata per le successive analisi di laboratorio. Il comandante e l'armatore di uno dei due pescherecci sono stati anche deferiti per minacce, violenza e resistenza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa