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Ras, Milone senior a processo

Francesca Ferri
<strong>SCANDALO </strong>La sede Ras ai tempi dei Milone
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SCANDALO La sede Ras ai tempi dei Milone

Davanti al giudice in ottobre, con due promotori finanziari

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GROSSETO. «Mi si è spezzato il cuore», aveva dichiarato nel maggio del 2005 Lorenzo Milone all'indomani dello scandalo sulle polizze truffa che aveva travolto il figlio Alessandro, 42 anni, anche lui assicuratore. Milone senior si era detto «completamente estraneo alla faccenda» e rammaricato che il «brutto pasticcio» del figlio aveva «lambito i suoi 33 anni di onorato servizio».

E invece, a quattro anni di distanza, Lorenzo Milone, 73 anni, stimatissimo pioniere delle assicurazioni in Maremma, che trent'anni fa fondò proprio quell'agenzia assicurativa poi trascinata nello scandalo dal figlio, comparirà anche lui davanti al giudice il prossimo 29 ottobre insieme ai due promotori finanziari, Andrea Signori 35 anni di Grosseto, ed Emiliano Ruiz, 34 anni di Piansano. E dovrà rispondere del reato di truffa ai danni di 10 clienti.

Lo ha stabilito ieri nell'udienza che precede l'apertura del processo il giudice Michele Addimandi, che ha rigettato le eccezioni presentate dai responsabili civili Allianz spa, Allianz bank e Allianz financial advisor, chiamati a rispondere dell'operato dell'ex agente.
In sostanza, via libera al processo e con un punto a favore delle parti civili, assistite dagli avvocati Guerrieri, Adami, Sartini e Alfano, che fa ben sperare i dieci orfani dei risparmi: tutti i testimoni chiamati dal pool di legali sono stati ammessi e potranno raccontare in aula quanto succedeva nell'agenzia.

La vicenda è nota: i clienti della Ras si presentavano per stipulare polizze vita o fare investimenti e pagavano in un'unica rata ingenti somme di denaro, spesso in contante. Passato qualche tempo, Milone junior chiedeva alla sede centrale di Milano di liquidare la polizza senza dire niente al cliente e, anzi, falsificandone la firma sulla richiesta di liquidazione, e intascava i soldi.

Alessandro Milone ha patteggiato 4 anni, 3 mesi, 10 giorni e 400 euro di multa per ben 70 capi di imputazione, con 53 persone raggirate e un milione e 800mila euro sottratti alle casse della Ras. Adesso tocca al padre e ai due promotori finanziari che, pare, non avrebbero preso denaro ma avrebbero comunque aiutato Milone figlio nelle falsificazioni.

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