La manifestazione
Il sindaco Bonifazi: «Una maggiore equità fiscale può servire a ridurre la pressione tributaria»
Il Comune a caccia di evasori
Enrico Pizzi
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GUARDIA DI FINANZA. Un poderoso archivio a disposizione«È sempre più sofisticato il modo di evadere i tributi, per questo deve divenire sempre più sofisticata la ricerca degli evasori».
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GROSSETO. «È sempre più sofisticato il modo di evadere i tributi, per questo deve divenire sempre più sofisticata la ricerca degli evasori».
È il commento del sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, alla decisione, presa dalla sua giunta, nella seduta di martedì scorso, di aderire ad un protocollo d'intesa con le fiamme gialle, finalizzato a coordinare i controlli sostanziali in ambito tributario.
La lotta all'evasione dei tributi e delle imposte, nel Comune di Grosseto, passa, dunque, anche attraverso i controlli della guardia di finanza. «È una forma di collaborazione - dice il sindaco - che si mette in piedi tra istituzioni» con cui il Comune conta, già nel 2009, di recuperare dai 300 ai 400 mila euro, secondo una stima che Bonifazi definisce prudente.
«Già in questi anni - spiega Bonifazi - i nostri uffici hanno lavorato costantemente e con buoni risultati al recupero di evasione dell'Ici e della Tarsu, tanto per citare i tributi più significativi, ma dobbiamo incrociare sempre di più le banche dati con quelle di altre amministrazioni perché l'azione di controllo sia fatta in modo sempre più preciso. Il modo più efficace per verificare l'Ici, e verificare se i cittadini hanno applicato in modo corretto le varie modalità di esenzione, è farlo incrociando i dati a nostra disposizioni con quelli della guardia di finanza: loro hanno un sistema informatizzato all'avanguardia, specializzato su questo settore, e hanno grande competenza e professionalità, tra gli ufficiali e i sottufficiali che sanno andare a fondo delle cose».
E non è solo questione di case, prime che sono esenti dall'Ici e seconde che, invece, possono esserlo o possono godere di un'aliquota agevolata solo a determinate condizioni che debbono essere verificate, ma anche di immobili destinati alle imprese. «La guardia di finanza - sottolinea il sindaco Bonifazi - ha una particolare conoscenza proprio del mondo delle imprese».
L'accordo con le fiamme gialle non è il primo esempio di incrocio di banche dati che il Comune pone in essere.
«In questi anni abbiamo già sperimentato - spiega Bonifazi - incroci con banche dati di utenze elettriche e telefoniche, ma, soprattutto, quelle della Gea, che è una nostra partecipata».
La banca dati del Comune può essere utile anche per la guardia di finanza perché «può fornire un indicatore in più - dice ancora il sindaco - sulla ricchezza patrimoniale, o per verificare, per esempio, che tutti denuncino tutti i redditi anche da affitti e non ci siano sacche di elusione o di nero».
L'obiettivo non è solo recuperare risorse alla casse del Comune. «Si tratta di avere una fotografia sempre più precisa della situazione complessiva - conclude Bonifazi -, sia per una maggiore equità fiscale sia per vedere se, una volta che ciascuno paga ciò che deve, si possa ridurre la pressione tributaria».
È il commento del sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, alla decisione, presa dalla sua giunta, nella seduta di martedì scorso, di aderire ad un protocollo d'intesa con le fiamme gialle, finalizzato a coordinare i controlli sostanziali in ambito tributario.
La lotta all'evasione dei tributi e delle imposte, nel Comune di Grosseto, passa, dunque, anche attraverso i controlli della guardia di finanza. «È una forma di collaborazione - dice il sindaco - che si mette in piedi tra istituzioni» con cui il Comune conta, già nel 2009, di recuperare dai 300 ai 400 mila euro, secondo una stima che Bonifazi definisce prudente.
«Già in questi anni - spiega Bonifazi - i nostri uffici hanno lavorato costantemente e con buoni risultati al recupero di evasione dell'Ici e della Tarsu, tanto per citare i tributi più significativi, ma dobbiamo incrociare sempre di più le banche dati con quelle di altre amministrazioni perché l'azione di controllo sia fatta in modo sempre più preciso. Il modo più efficace per verificare l'Ici, e verificare se i cittadini hanno applicato in modo corretto le varie modalità di esenzione, è farlo incrociando i dati a nostra disposizioni con quelli della guardia di finanza: loro hanno un sistema informatizzato all'avanguardia, specializzato su questo settore, e hanno grande competenza e professionalità, tra gli ufficiali e i sottufficiali che sanno andare a fondo delle cose».
E non è solo questione di case, prime che sono esenti dall'Ici e seconde che, invece, possono esserlo o possono godere di un'aliquota agevolata solo a determinate condizioni che debbono essere verificate, ma anche di immobili destinati alle imprese. «La guardia di finanza - sottolinea il sindaco Bonifazi - ha una particolare conoscenza proprio del mondo delle imprese».
L'accordo con le fiamme gialle non è il primo esempio di incrocio di banche dati che il Comune pone in essere.
«In questi anni abbiamo già sperimentato - spiega Bonifazi - incroci con banche dati di utenze elettriche e telefoniche, ma, soprattutto, quelle della Gea, che è una nostra partecipata».
La banca dati del Comune può essere utile anche per la guardia di finanza perché «può fornire un indicatore in più - dice ancora il sindaco - sulla ricchezza patrimoniale, o per verificare, per esempio, che tutti denuncino tutti i redditi anche da affitti e non ci siano sacche di elusione o di nero».
L'obiettivo non è solo recuperare risorse alla casse del Comune. «Si tratta di avere una fotografia sempre più precisa della situazione complessiva - conclude Bonifazi -, sia per una maggiore equità fiscale sia per vedere se, una volta che ciascuno paga ciò che deve, si possa ridurre la pressione tributaria».
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