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ASSOCIAZIONI SPORTIVE

Fatture false per sponsorizzazioni inesistenti

Finanza tasse
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Finanza tasse

Avrebbero emesso fatture per sponsorizzazioni mai avvenute. Fatture regolarmente contabilizzate dalle aziende per creare un giro di soldi in nero. Un affare da un milione di euro. Nel mirino della Finanza associazioni sportive di Pistoia, Montecatini, Prato e Grosseto

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Associazioni sportive dilettantistiche avrebbero emesso fatture false o gonfiate per sponsorizzazioni. Le aziende sponsorizzatrici avrebbero contabilizzanto le fatture per creare una scorta di soldi in nero. Un giro di denaro che supererebbe il milione di euro.

Così sono scattate le perquisizioni della Guardia di finanza di Genova, per verificare un'ipotesi di reato che è la violazione fiscale.

Le associazioni dilettantistiche, sarebbero principalmente ciclistiche, con sedi soprattutto in Toscana, a Pistoia, Montecatini, Prato e Grosseto. Numerose le aziende del nord Italia che avrebbero utilizzato le fatture false. Le ramificazioni del sistema arriverebbero a Genova, Savona, Milano, Varese, Monza, Venezia, Torino ed in altre città d'Italia.

Tra gli indagati, a Genova, risulta Gino Mamone, titolare della EcoGe, al quale sono stati notificati, oltre al decreto per presunte violazioni fiscali, altri due decreti, uno che ipotizza una turbativa d'asta per le gare per la bonifica delle aree di Genova Cornigliano lasciate libere dalle acciaierie Ilva, ed uno per un presunto tentativo di corruzione per la bonifica dell'ex oleificio Gaslini.

"Il mio cliente, che non è mai stato indagato prima, è in condizioni di dimostrare tutto quello che ha fatto. Le sponsorizzazioni sono realmente avvenute ed è tutto documentato. Tra l'altro ci sono le foto col logo sulle magliette dei ciclisti e nella stessa sede della EcoGe ci sono alcuni dei trofei vinti dalla squadra", ha spiegato il legale di Mamone, l'avvocato Andrea Campanile, che per conto del suo assistito ha espresso grande preoccupazione per le ripercussioni che tutta questa vicenda, "che sarà chiarita", potrebbe avere sull'azienda, che occupa 155 dipendenti.

Sono tre i filoni al vaglio del pm genovese Francesco Pinto. L'attività trae le sue origini in parte dalle intercettazioni emerse nell'ambito dell'inchiesta su Mensopoli dello scorso anno ed in parte dalle risultanze investigative dell'indagine sui funzionari delle Dogane del Vte (il terminal portuale container di Genova-Voltri) e spedizionieri del 2004.

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