Finanza
«Soffriamo troppo a centrocampo»
Jimmi Morrone
Spinelli fa diagnosi e terapia. Ma sull’addio ci ha già ripensato
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LIVORNO. La quiete dopo la tempesta. Aldo Spinelli a mente fredda, a ventiquattro ore di distanza dal secondo ko casalingo della stagione, ritorna sulla partita persa contro il Modena, «una gara bruttissima e giocata malissimo, di cui vergognarsi».
I toni però sono più concilianti, rispetto alla rabbia espressa all’uscita dallo spogliatoio, quando aveva tenuto a rapporto giocatori e allenatore. Due le conferme attese: 1) Leonardo Acori in questo momento non si tocca e rimane alla guida del Livorno, 2) la squadra domani partirà in direzione Roma, per ritrovare forma, serenità e carattere nel ritiro della Borghesiana. C’entra anche un pizzico di scaramanzia. «Lo scorso anno fu di buon auspicio andare alla Borghesiana, quasi vincevamo con la Roma. Se solo l’arbitro non fermava in fuorigioco Tavano...». Questioni scaramantiche, appunto, e sappiamo quanto contino per Spinelli.
Perplessità. «Forse il 4-0 di Treviso ci aveva illuso, e invece contro il Modena abbiamo sbagliato in difesa, a centrocampo e in attacco. Non avevamo energie, non c’eravamo con la testa. In una parola, abbiamo sbagliato partita». Spinelli riguarda ancora il film della partita e proprio non si capacita di come sia andata a finire. A ripensarci tornano su le perplessità avute a caldo. Il confronto con Acori c’è stato, e il presidente non ha problemi a dire la sua: «Mi sembra che l’allenatore si sia preso le proprie responsabilità, e abbia ammesso di aver sbagliato. Non doveva levare Pulzetti che dava sostanza al centrocampo, non doveva levare Bonetto che poteva spingere sulla fascia. E poi c’era Perticone da schierare: anche se aveva avuto qualche problema di salute, è un giocatore che per tutto il campionato ha dimostrato di essere pronto ed affidabile».
Non un’ingerenza vera e propria in questioni che interessano lo staff tecnico, ma qualche piccolo consiglio sì. «Dobbiamo capire che forse non siamo più in grado di reggere il 4-3-3. Perché le punte non hanno caratteristiche per rientrare in difesa, e perché quando incontriamo formazioni con cinque uomini sulla mediana è ormai evidente che andiamo puntualmente in difficoltà».
Punti persi in casa. E poi ribadisce le parole già dette sabato. «Ai tifosi ho detto che avevano ragione, ma sono stanco di dover sempre essere contestato. Dovrei cambiare tutti, non solo l’allenatore. E invece Acori è un tecnico che conosce a fondo la categoria e mi auguro che saprà trovare il modo per uscire da questa situazione». Il Livorno ha dilapidato una serie di favorevoli occasioni, in particolar modo in casa e con le squadra di bassa classifica. Quanti punti regalati a Modena, Ancona, Cittadella, Vicenza, Avellino, Treviso. Tutte partite perse o pareggiate in maniera incredibile, punti preziosi lasciati andare a tutto vantaggio di Bari e Parma. Gli amaranto infatti all’Ardenza non vincono dal 7 febbraio scorso, 3-0 al Piacenza. «E la serie A, se la perderemo, l’avremo lasciata scappare nelle partite casalinghe - conferma Spinelli - le sconfitte con Ancona e Modena proprio non dovevamo subirle».
Il terzo posto. Ma sono arrivate, e allora l’unico traguardo che il Livorno può tagliare ora è quello del terzo posto. «Siamo in vantaggio sul Brescia per via degli scontri diretti e questo piccolo margine dobbiamo capitalizzarlo. Anche perché il Brescia è la squadra che mi fa più paura in chiave playoff. Poi metto l’Empoli. Visto invece la Triestina, che ha perso a Treviso dove noi avevamo vinto 4-0?». Comunque di alzare bandiera bianca, Spinelli sembra non averne voglia. «Ripeto, c’è ancora la possibilità di conservare il terzo posto, non bisogna distruggere quanto di buono fatto fino a ora». E se sabato si era lasciato scappare che se il Livorno non va in serie A a giugno, lui potrebbe decidere di abbandonare, ieri il presidente ha ingranato una parziale retromarcia. «Il programma per la promozione, come avevamo detto a inizio stagione è biennale. Se non sarà quest’anno, ci riproveremo nella prossima stagione».
La Borghesiana. L’effetto magico del ritiro di Desenzano Del Garda aveva avuto la durata di due incontri. Parma e Treviso. Questo romano della Borghesiana, Spinelli spera abbia poteri più a lungo raggio. «Mercoledì andrò anch’io a Roma per stare vicino ai giocatori, ci voglio parlare. Devono lavorare di più, ma può darsi anche che abbiano pagato il fatto di aver giocato due partite ravvicinate, martedì a Treviso e sabato con il Modena». Che però la squadra sia in condizioni atletiche non ottimali, quello sembra evidente. «Ma la preparazione era impostata per partire subito veloce, e ora paghiamo la fatica. Speriamo di riprenderci. Intanto a Salerno voglio una prestazione eccezionale. Altrimenti me li mangio tutti...».
I toni però sono più concilianti, rispetto alla rabbia espressa all’uscita dallo spogliatoio, quando aveva tenuto a rapporto giocatori e allenatore. Due le conferme attese: 1) Leonardo Acori in questo momento non si tocca e rimane alla guida del Livorno, 2) la squadra domani partirà in direzione Roma, per ritrovare forma, serenità e carattere nel ritiro della Borghesiana. C’entra anche un pizzico di scaramanzia. «Lo scorso anno fu di buon auspicio andare alla Borghesiana, quasi vincevamo con la Roma. Se solo l’arbitro non fermava in fuorigioco Tavano...». Questioni scaramantiche, appunto, e sappiamo quanto contino per Spinelli.
Perplessità. «Forse il 4-0 di Treviso ci aveva illuso, e invece contro il Modena abbiamo sbagliato in difesa, a centrocampo e in attacco. Non avevamo energie, non c’eravamo con la testa. In una parola, abbiamo sbagliato partita». Spinelli riguarda ancora il film della partita e proprio non si capacita di come sia andata a finire. A ripensarci tornano su le perplessità avute a caldo. Il confronto con Acori c’è stato, e il presidente non ha problemi a dire la sua: «Mi sembra che l’allenatore si sia preso le proprie responsabilità, e abbia ammesso di aver sbagliato. Non doveva levare Pulzetti che dava sostanza al centrocampo, non doveva levare Bonetto che poteva spingere sulla fascia. E poi c’era Perticone da schierare: anche se aveva avuto qualche problema di salute, è un giocatore che per tutto il campionato ha dimostrato di essere pronto ed affidabile».
Non un’ingerenza vera e propria in questioni che interessano lo staff tecnico, ma qualche piccolo consiglio sì. «Dobbiamo capire che forse non siamo più in grado di reggere il 4-3-3. Perché le punte non hanno caratteristiche per rientrare in difesa, e perché quando incontriamo formazioni con cinque uomini sulla mediana è ormai evidente che andiamo puntualmente in difficoltà».
Punti persi in casa. E poi ribadisce le parole già dette sabato. «Ai tifosi ho detto che avevano ragione, ma sono stanco di dover sempre essere contestato. Dovrei cambiare tutti, non solo l’allenatore. E invece Acori è un tecnico che conosce a fondo la categoria e mi auguro che saprà trovare il modo per uscire da questa situazione». Il Livorno ha dilapidato una serie di favorevoli occasioni, in particolar modo in casa e con le squadra di bassa classifica. Quanti punti regalati a Modena, Ancona, Cittadella, Vicenza, Avellino, Treviso. Tutte partite perse o pareggiate in maniera incredibile, punti preziosi lasciati andare a tutto vantaggio di Bari e Parma. Gli amaranto infatti all’Ardenza non vincono dal 7 febbraio scorso, 3-0 al Piacenza. «E la serie A, se la perderemo, l’avremo lasciata scappare nelle partite casalinghe - conferma Spinelli - le sconfitte con Ancona e Modena proprio non dovevamo subirle».
Il terzo posto. Ma sono arrivate, e allora l’unico traguardo che il Livorno può tagliare ora è quello del terzo posto. «Siamo in vantaggio sul Brescia per via degli scontri diretti e questo piccolo margine dobbiamo capitalizzarlo. Anche perché il Brescia è la squadra che mi fa più paura in chiave playoff. Poi metto l’Empoli. Visto invece la Triestina, che ha perso a Treviso dove noi avevamo vinto 4-0?». Comunque di alzare bandiera bianca, Spinelli sembra non averne voglia. «Ripeto, c’è ancora la possibilità di conservare il terzo posto, non bisogna distruggere quanto di buono fatto fino a ora». E se sabato si era lasciato scappare che se il Livorno non va in serie A a giugno, lui potrebbe decidere di abbandonare, ieri il presidente ha ingranato una parziale retromarcia. «Il programma per la promozione, come avevamo detto a inizio stagione è biennale. Se non sarà quest’anno, ci riproveremo nella prossima stagione».
La Borghesiana. L’effetto magico del ritiro di Desenzano Del Garda aveva avuto la durata di due incontri. Parma e Treviso. Questo romano della Borghesiana, Spinelli spera abbia poteri più a lungo raggio. «Mercoledì andrò anch’io a Roma per stare vicino ai giocatori, ci voglio parlare. Devono lavorare di più, ma può darsi anche che abbiano pagato il fatto di aver giocato due partite ravvicinate, martedì a Treviso e sabato con il Modena». Che però la squadra sia in condizioni atletiche non ottimali, quello sembra evidente. «Ma la preparazione era impostata per partire subito veloce, e ora paghiamo la fatica. Speriamo di riprenderci. Intanto a Salerno voglio una prestazione eccezionale. Altrimenti me li mangio tutti...».
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