Il dolore
grosseto
Lo scheletro di un piede nella sabbia
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MACABRA SCOPERTA ieri pomeriggio sulla spiaggia della FenigliaHa ancora tracce di cartilagine, dunque non viene dal passato Oggi via alle indagini
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PORTO S. STEFANO. La notizia - ieri pomeriggio - rimbalzava così, da un ombrellone all'altro, da una sdraio al materassino del vicino: «Hanno trovato lo scheletro di un piede». Teatro della "voce" e del ritrovamento, l'arenile della Feniglia nella zona dove termina l'area degli stabilimenti balneari. Nella caldissima atmosfera di una domenica estiva la notizia ha fatto stralunare gli occhi a più di un bagnante ed è diventata subito il giallo del giorno.
La Feniglia, si sa, è il regno della Forestale. Ma sulla spiaggia, là dove il mare muore sulla rena, ha competenza anche la Guardia costiera. Il gruppo di ragazzi che verso le 17,30, giocando sulla sabbia ha fatto il macabro ritrovamento, ha telefonato al Corpo forestale dello Stato e alla Capitaneria di Porto, che si sono subito attivati per controllare quanto segnalato.
Il fatto è risultato verissimo. Ai militari dei due Corpi dello Stato, giunti sul posto, si è presentato lo spettacolo nientaffatto simpatico delle ossa di un piede sinistro, certamente umano, scarnificate ma con ancora attaccati pezzi di cartilagine. Chi ne ha potuto prendere visione assicura che la permanenza del piede sotto la sabbia dovrebbe risalire ad una data non tanto lontana nel tempo.
Il piede è stato raccolto dalle guardie forestali che lo hanno depositato in una cella frigorifera dell'ospedale di Orbetello, a disposizione del magistrato. Già oggi verranno iniziate le indagini per risalire, possibilmente, a chi era appartenuta l'estremità inferiore dell'arto sinistro. E con tutta probabilità verrà setacciata la sabbia del bagnasciuga per appurare se altre parti di un corpo umano fossero state seppellite sulla spiaggia o trasportate sulla battigia dalle onde del mare.
Nel frattempo, con il passare delle ore e il diffondersi della notizia, tra gli "uomini di mare" dell'Argentario e non solo è cominicata la ridda delle ipotesi. Nessuno però, nella sua memoria, ha trovato casi recenti di persone disperse in mare, in quella zona, e non più ritrovate. Tanto che, secondo alcuni, quel frammento di corpo umano - che sembra così ben conservato - potrebbe addirittura non essere venuto dal mare. Qualcun altro ha invece ricordato la tragedia di fine gennaio, avvenuta nelle acque di Piombino: un pescatore di 39 anni la cui barca si rovesciò sugli scogli davanti al porto, e il cui corpo scomparve nel nulla. Piombino tuttavia è lontana, e il mistero resta fittissimo.
R.W.
La Feniglia, si sa, è il regno della Forestale. Ma sulla spiaggia, là dove il mare muore sulla rena, ha competenza anche la Guardia costiera. Il gruppo di ragazzi che verso le 17,30, giocando sulla sabbia ha fatto il macabro ritrovamento, ha telefonato al Corpo forestale dello Stato e alla Capitaneria di Porto, che si sono subito attivati per controllare quanto segnalato.
Il fatto è risultato verissimo. Ai militari dei due Corpi dello Stato, giunti sul posto, si è presentato lo spettacolo nientaffatto simpatico delle ossa di un piede sinistro, certamente umano, scarnificate ma con ancora attaccati pezzi di cartilagine. Chi ne ha potuto prendere visione assicura che la permanenza del piede sotto la sabbia dovrebbe risalire ad una data non tanto lontana nel tempo.
Il piede è stato raccolto dalle guardie forestali che lo hanno depositato in una cella frigorifera dell'ospedale di Orbetello, a disposizione del magistrato. Già oggi verranno iniziate le indagini per risalire, possibilmente, a chi era appartenuta l'estremità inferiore dell'arto sinistro. E con tutta probabilità verrà setacciata la sabbia del bagnasciuga per appurare se altre parti di un corpo umano fossero state seppellite sulla spiaggia o trasportate sulla battigia dalle onde del mare.
Nel frattempo, con il passare delle ore e il diffondersi della notizia, tra gli "uomini di mare" dell'Argentario e non solo è cominicata la ridda delle ipotesi. Nessuno però, nella sua memoria, ha trovato casi recenti di persone disperse in mare, in quella zona, e non più ritrovate. Tanto che, secondo alcuni, quel frammento di corpo umano - che sembra così ben conservato - potrebbe addirittura non essere venuto dal mare. Qualcun altro ha invece ricordato la tragedia di fine gennaio, avvenuta nelle acque di Piombino: un pescatore di 39 anni la cui barca si rovesciò sugli scogli davanti al porto, e il cui corpo scomparve nel nulla. Piombino tuttavia è lontana, e il mistero resta fittissimo.
R.W.
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