Il Tirreno

Grosseto

Sedici pullman per l'esodo biancorosso

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 GROSSETO. L'esodo è di proporzioni bibliche. C'è un popolo intero che domani muoverà verso Livorno. Un popolo biancorosso, pronto a sostenere la squadra nell'appuntamento più importante della sua storia, il possibile approdo alla finale per la serie A. Un popolo composto da più di 1.500 persone, moltissime dei quali hanno scelto di viaggiare in pullman per raggiungere lo stadio Armando Picchi. Ce ne sono 16 già pronti. Il Coordinamento club ha prenotazioni per formarne altri due e attende soltanto che la Rama, che si sta prodigando in ogni modo, riesca a metterli a disposizione. Un esodo che ricorda da vicino, per importanza e proporzioni, quello del 13 maggio 2007, destinazione Padova, quando il Grosseto conquistò sul verde dell'Euganeo la promozione in serie B grazie a un colpo di testa di Valeri. Nessuno invece intende stabilire paralleli con il viaggio per Frosinone, 11 giugno 2006, finale playoff C1: allora furono "solo" 15 i pullman partiti da via Fattori e poi andò come tutti sappiamo, sia in campo sia fuori...
 Per Padova furono invece 20 i pullman allestiti dalle tifoserie e il resto dei sostenitori si mise in movimento con auto e pullmini lungo l'autostrada. In tutto furono duemila i grossetani che si sistemarono nell'assolata curva nord dello stadio veneto, sotto la quale i giocatori in lacrime si soffermarono a festeggiare la conquista della cadetteria. I pullman saranno almeno 16. E poi ci saranno le auto private. Qualcuna in meno di quanto preventivato perché molti hanno preferito salire sui pullman insieme al resto della tifoseria: si sentono più sicuri. Lo hanno dichiarato in molti di quelli che si sono presentati da lunedì mattina a Punto Sport di via della Pace, dove vengono raccolte le iscrizioni: i tafferugli del pre-partita di domenica hanno lasciato amareggiati e insicuri e così molti di quelli che avevano in mente di usare la propria auto, temendo adesso che qualche testa calda possa rovinare quella che deve essere una festa di sport, hanno scelto il pullman. Comunque da Alessandro D'Amato, presidente del coordinamento, e da tutti gli altri presidenti di club viene rinnovato l'invito a recarsi a Livorno in tutta tranquillità: «Non ci sono problemi di alcun genere dal punto di vista della sicurezza. L'unica raccomandazione è quella di vestirsi di biancorosso, perché il settore dello stadio Picchi sia colorato da una macchia inconfondibile». Il raduno dei tifosi è fissato per le 14,30 a piazza Barzanti (il piazzale dei circhi): la partenza per le 15,30. È da qui che la carovana, opportunamente scortata sia all'andata che al ritorno, muoverà verso Livorno. Ci saranno percorsi concordati e i tifosi potranno entrare direttamente al Picchi: lì, sciarpe al collo, potranno cantare e saltare. Ci saranno, come è avvenuto anche domenica scorsa allo Zecchini, anche persone che non hanno mai visto una partita del Grosseto. Quelli dell'ultim'ora, trascinati dall'euforia collettiva che ha contagiato tutta la città. Saranno anche loro preziosissimi. E se hanno deciso di venire è perché sanno di non aver nulla da temere. Del resto, Grosseto non è abituata a nulla di apocalittico: ma non è abituata nemmeno a contatti minimi. I precedenti sono quelli delle scazzottate con i tifosi con il Siena: ma è passata una vita... Sì, è vero che quelli del Frosinone ogni tanto hanno lasciato il segno: ma sono stati episodi confinati a un numero selezionato di persone... Così è normale che quanto avvenuto un'ora prima della partita davanti al bar Riksciò abbia destato indignazione. I grossetani credono ancora possibile andare allo stadio in sicurezza e con i figli. Così non smetteranno mai di reclamare ancora maggiore sicurezza. E di intervenire dove possibile per aggiustare quei particolari che possono contribuire a tenere lontana ogni frizione: ad esempio, come chiede uno sportivo, cercando di allontanare il più possibile dalla curva sud il tornello di ingresso alla tribuna laterale, situato proprio a ridosso della tifoseria rivale.

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