Il Tirreno

Grosseto

grosseto. Gran colpo d’occhio, cori e striscioni: «Scrivete i vostri nomi nella storia»

Entusiasmo in tribuna

Enrico Giovannelli
Entusiasmo in tribuna

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 GROSSETO. Dentro lo Zecchini già un'ora abbondante prima del fischio d'inizio le tribune regalano un colpo d'occhio fantastico. Stipate le curve. Solo le notizie, frammentarie, che arrivano degli scontri fuori dallo stadio, sono apprese con un leggero velo di tristezza dagli spettatori, con un tam tam veloce di bocca in bocca. Tre quarti dello Zecchini è a favore dei grossetani, e la scenografia iniziale è da serie A. Bandiere e cartoncini colorati, bianchi e rossi per la tribuna, la curva e la gradinata. E poi gli striscioni. Gli ultras del Grosseto alla base della curva hanno scritto: «Scrivete il vostro nome sui libri di storia» a caratteri cubitali. Qualche altro "lenzuolo" per i giocatori, in particolare per il difensore Stendardo: «Mariano The Wall», con i disegni dei mattoni a fare da contorno. Una "vela" bianca in mezzo alla curva, con il disegno del Grifone e l'anno di nascita 1912, da il colpo d'occhio finale a tutto l'insieme. Per i livornesi invece, che hanno acceso un fumogeno ad inizio partita, tante bandiere e gli striscioni dei club storici. All'ingresso in campo lo Zecchini da il suo benvenuto, con un boato e applausi per tutti. La partita inizia, così come gli sfottò e qualche insulto fra le due curve. La gara almeno nel primo tempo non decolla. Al 6' Mora scalda le ugole dei maremmani: la botta disinnescata da De Lucia vicino al palo è solo il primo assaggio. I cori di incitamento continuano, ma la partita non riserva particolari emozioni. Al 41' è la volta del livornesi a saltare in piedi: Tavano segna un gol, e per alcuni secondi il popolo biancorosso è gelato. La bandierina del fuorigioco ricaccia però in gola l'entusiasmo dei labronici. All'intervallo la tribuna si trasforma in passerella e sfilano in ordine sparso: Igor Protti, Bernardo Corradi fra gli attaccanti, Marco Landucci, portiere, e poi Massimiliano Allegri l'ex allenatore del Grosseto costretto a stringere decine di mani, e anche il velocista Pistorius, arrivato da pochi giorni in Maremma e portato subito in tribuna a godersi un grande evento. Anche l'inizio della ripresa non promette niente di buono. Almeno fino al 70'. Corner di Cordova da sinistra, zuccata di Gianluca Freddi all'angolino (4 gol stagionale per il difensore), e questa volta si che lo Zecchini esplode come una bomba. Una vera bolgia che contagia gli spettatori di fede biancorossa e getta nello sconforto gli oltre 2500 amaranto. Ora ad ogni azione delle due squadre l'intensità dei decibel sale. L'ultimo quarto d'ora diventa un duello all'arma bianca, come all'84': Polito prima respinge in mischia su Loviso, e poi una deviazione di Abruzzese sulla conclusione di Candreva salva il Grosseto. All'87' il Grifone chiude i conti. Nuovo angolo di Cordova e questa volta è Giuseppe Abruzzese, in mezza girata, a battere De Lucia. Lo stadio è in estasi: «Chi non salta livornese è» cantano i grossetani. La favola dei biancorossi continua.

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