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Entro due anni l'albergo

<strong>IMPRENDITORE </strong>Stefano Pozzi, proprietario delle ex cave di Roselle ora punta a riqualificarle con un albergo termale
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IMPRENDITORE Stefano Pozzi, proprietario delle ex cave di Roselle ora punta a riqualificarle con un albergo termale

CORSA ALL'ACQUA CALDA

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 ROSELLE. La giunta comunale di Grosseto ha dato il via libera all'iter preliminare. L'iter al termine del quale l'imprenditore Stefano Pozzi potrà ricevere dal Comune stesso, in subconcessione, il diritto a cercare l'acqua termale nel cosiddetto pozzo Giada, a Roselle, a scavare e ad utilizzare quell'acqua per il grande albergo termale che - sin dal 2000 - lo stesso Pozzi è stato autorizzato a costruire nell'area delle ex cave Buca dei Lucchesi e Terrazzieri. Un sogno imprenditoriale impantanato per quasi dieci anni in un paradosso: nell'autorizzare l'albergo, infatti, la precedente amministrazione aveva subordinato l'intervento edificatorio alla disponibilità, da parte dell'imprenditore, dell'acqua termale. Senonché la stessa amministrazione, contemporaneamente, aveva ceduto l'intero patrimonio d'acqua calda di Roselle alla società - la Rosellae Thermae - che avrebbe dovuto realizzare il faraonico Polo termale.
 Ora, dopo scontri, lunghe trattative e ricorsi al Tar (ma soprattutto con l'addio al Polo), la questione si avvia a soluzione. L'acqua termale già sfruttabile resta (per adesso) alla Rosellae Thermae - finché non sarà risolto il contenzioso con il Comune - ma intanto Pozzi può cercarsene altra e metterla a frutto.
 «Ci dovremmo essere, dopo tanti anni - commenta con la dovuta prudenza Stefano Pozzi - Se il Comune di Grosseto ci permetterà di fare il pozzo di acqua termale, che siamo in grado di scavare in quindici giorni, noi possiamo iniziare subito i lavori».
 Cosa prevedete di realizzare?
 «Immediatamente l'albergo, con le piscine termali».
 Di che dimensioni?
 «Sarà un albergo con 80 camere, corredato da terme, vasche esterne e interne. Un classico albergo termale che dovrebbe esser costruito lungo il bordo della cava. Prevediamo anche un lago di circa 8mila metri quadrati inserito nella cava, che è enorme, circa 20 ettari. Sarebbe costruito in una zona centrale della cava, con l'albergo edificato proprio al bordo del lago stesso. Poi ci saranno grandi vasche esterne, ma anche una serie di vasche all'interno della struttura alberghiera».
 Quali sono i tempi di realizzazione previsti?
 «Credo che basteranno un paio di anni per costruire il tutto. Poi inizieremo la nostra attività di tipo turistico».
 Avete già dei contatti?
 «Avevamo preso tanti contatti, anni fa. Ma siccome non si poteva continuare a dire che avremmo fatto un albergo turistico-termale, per chiedere se i clienti erano interessati, abbiamo interrotto quei contatti. Erano quasi tutti tour operator stranieri. Posso confermare che l'interesse c'è, ed è enorme. La Maremma tira alla grande sul piano internazionale».
 Come intendete proporvi sul mercato? Le terme in sé pare che stiano accusando da qualche anno delle flessioni di interesse. Non è un rischio partire oggi in questo settore?
 «Noi non intendiamo proporci solo nel settore termale. Pensiamo a un albergo con attività di tipo sportivo, turistico classico, in una terra che dal punto di vista dell'accoglienza è qualificata e offre molto. Pensiamo a un ristorante, a passeggiate, alle produzioni enogastronomiche proprie».
 Importanti saranno anche i prezzi. Su questo fronte che cosa avete in mente?
 «Certamente i prezzi saranno contenuti. Vede, la proposta degli alberghi termali è sempre alta, ma in questo caso noi vorremmo fare qualcosa di più... popolare. Certo, ci sono acque termali, si può fare il bagno, si possono utilizzare vasche interne con acque termali. Tutto. Ma noi vorremmo porci su un'offerta di trattamenti abbastanza limitati, assestandoci invece - come target - su una fascia di turismo medio. Di terme con offerte super raffinate ed esclusive è pieno il mondo. Vorremmo fare qualcosa più alla portata di tutti».
 Quando potrebbero comunciare i lavori?
 «A settembre, se ci verrà dal Comune il permesso di scavare il pozzo».
 Come investimento su che cifra pensate di essere?
 «L'investimento iniziale sarà attorno agli otto milioni di euro».
 E come posti di lavoro, che cosa potrà dare una struttura come questa?
 «Ad albergo avviato i posti saranno una quarantina. Ristorante e servizi ricreativi compresi».
 Da quanto tempo state aspettando?
 «Dal Duemila. Sono nove anni. Speriamo finalmente di essere arrivati al via».
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