La manifestazione
grosseto. Tredici mesi fa segnalammo il disservizio davanti alla stazione, nessuno lo ha ancora tolto
Il cartello beffa c?è ancora
Federico Lazzotti
LUCI E OMBRE IN CITTÀ
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GROSSETO. C'è un film tragicomico che si replica ogni giorno in piazza Marconi, davanti all'ingresso della stazione dei treni da almeno quattro anni. E nessuno, a distanza di un anno dalla nostra prima segnalazione, ha fatto niente per salvare i turisti dal rischio di essere i protagonisti involontari di una candid camera.
L'attore protagonista del cinepanettone buono per tutte le stagioni, è un cartello di un metro per una cinquantina di centimetri piantato in mezzo al giardinetto del piazzale e con sopra stampata una «I» gigantesca che indicherebbe la presenza nelle vicinanze della piazza di un punto informazioni. Attrice non protagonista è invece la freccia sul cartello che indica un non meglio precisato e generico nord.
Le vittime della candid camera sono di volta in volta i turisti che scendono alla stazione di Grosseto (sempre meno visto gli orari dei treni ndr).
I viaggiatori infatti proseguendo verso la direzione indicata dal cartello arrivano in via Trieste dove, coperto dai rami di un albero, c'è un altro segnale che indicherebbe la presenza nei dintorni di un ufficio in cui ricevere tutte le notizie di cui un turista ha bisogno durante un qualsiasi soggiorno. Ma il punto informazioni è stato chiuso almeno quattro anni. E nessuno, né la Provicia né il Comune, né tantomeno l'Apt, l'ente per la promozione turistica, si è preoccupato di togliere il cartello e risparmiare ai visitatori la beffa di trovarsi davanti a una porta chiusa.
Eppure durante il ponte del 25 aprile dello scorso anno, esattamente tredici mesi fa, segnalammo per la prima volta questo disservizio. Il giorno dopo arrivarono le reazioni politiche degli assessori competenti: Marco Barzanti per il Comune e Cinzia Tacconi per la Provincia. Tutti e due promisero interventi concreti all'indomani del nostro viaggio tra i disservizi di una città che si definisce «turistica». Il primo gesto concreto che ci avevano assicurato gli amministratori era quello di andare insieme - disse la Tacconi - a togliere il cartello davanti.
Addirittura l'assessore Barzanti spiegò: «I cartelli informativi sono uno dei problemi che dobbiamo risolvere. È una questione che riguarda non solo il Comune ma anche la Provincia e la polizia municipale. Di fatto le insegne sono nel territorio comunale ma la gestione è dell'Apt che è provinciale».
Dunque ci sarebbe un problema di responsabilità. Come in quelle situazioni in tra due difensori che chiamano la palla in area nessuno la prende e il pallone finisce in rete. Comunque - concludeva Barzanti - «se il cartello davanti alla stazione non verrà tolto prometto che lo toglierò io in prima persona».
Passarono i mesi e il cartello rimase sempre allo stesso posto. Così il 16 luglio tornammo in piazza Marconi e sorpresa: il cartello delle Informazioni fantasma era nello stesso posto in cui lo aveva lasciato tre mesi prima. Anche in quel caso il giorno dopo fioccarono reazioni e indignazione per quella beffa continua davanti agli occhi della città. Anche a luglio arrivarono le promesse degli assessori. «Quel cartello - dicevano - sarà tolto». Nove mesi dopo è ancora al suo posto. E in piazza Barzanti ogni giorno va in scena commedia tragica del turista a caccia del punto informazioni fantasma.
L'attore protagonista del cinepanettone buono per tutte le stagioni, è un cartello di un metro per una cinquantina di centimetri piantato in mezzo al giardinetto del piazzale e con sopra stampata una «I» gigantesca che indicherebbe la presenza nelle vicinanze della piazza di un punto informazioni. Attrice non protagonista è invece la freccia sul cartello che indica un non meglio precisato e generico nord.
Le vittime della candid camera sono di volta in volta i turisti che scendono alla stazione di Grosseto (sempre meno visto gli orari dei treni ndr).
I viaggiatori infatti proseguendo verso la direzione indicata dal cartello arrivano in via Trieste dove, coperto dai rami di un albero, c'è un altro segnale che indicherebbe la presenza nei dintorni di un ufficio in cui ricevere tutte le notizie di cui un turista ha bisogno durante un qualsiasi soggiorno. Ma il punto informazioni è stato chiuso almeno quattro anni. E nessuno, né la Provicia né il Comune, né tantomeno l'Apt, l'ente per la promozione turistica, si è preoccupato di togliere il cartello e risparmiare ai visitatori la beffa di trovarsi davanti a una porta chiusa.
Eppure durante il ponte del 25 aprile dello scorso anno, esattamente tredici mesi fa, segnalammo per la prima volta questo disservizio. Il giorno dopo arrivarono le reazioni politiche degli assessori competenti: Marco Barzanti per il Comune e Cinzia Tacconi per la Provincia. Tutti e due promisero interventi concreti all'indomani del nostro viaggio tra i disservizi di una città che si definisce «turistica». Il primo gesto concreto che ci avevano assicurato gli amministratori era quello di andare insieme - disse la Tacconi - a togliere il cartello davanti.
Addirittura l'assessore Barzanti spiegò: «I cartelli informativi sono uno dei problemi che dobbiamo risolvere. È una questione che riguarda non solo il Comune ma anche la Provincia e la polizia municipale. Di fatto le insegne sono nel territorio comunale ma la gestione è dell'Apt che è provinciale».
Dunque ci sarebbe un problema di responsabilità. Come in quelle situazioni in tra due difensori che chiamano la palla in area nessuno la prende e il pallone finisce in rete. Comunque - concludeva Barzanti - «se il cartello davanti alla stazione non verrà tolto prometto che lo toglierò io in prima persona».
Passarono i mesi e il cartello rimase sempre allo stesso posto. Così il 16 luglio tornammo in piazza Marconi e sorpresa: il cartello delle Informazioni fantasma era nello stesso posto in cui lo aveva lasciato tre mesi prima. Anche in quel caso il giorno dopo fioccarono reazioni e indignazione per quella beffa continua davanti agli occhi della città. Anche a luglio arrivarono le promesse degli assessori. «Quel cartello - dicevano - sarà tolto». Nove mesi dopo è ancora al suo posto. E in piazza Barzanti ogni giorno va in scena commedia tragica del turista a caccia del punto informazioni fantasma.
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