Il dolore
grosseto
Torna lo spettro del centro clandestini
Enrico Pizzi
Mozione di Sani per escludere Grosseto, il governo la boccia
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GROSSETO. Si fa sempre più concreta la possibilità che sia Grosseto ad ospitare uno dei dieci centri di accoglienza per gli immigrati in tutta Italia. A sostenerlo, a distanza di due mesi dalla prima denuncia, l’onorevole del Pd Luca Sani. Il parlamentare maremmano infatti si è visto bocciare dal Governo e dalla Camera l’ordine del giorno che avrebbe dovuto impegnare l’esecutivo «ad escludere definitivamente il Centro Militare Veterinario di Grosseto, o altre aree di proprietà demaniale presenti nello territorio, dai siti individuati per la realizzazione del centro di identificazione ed espulsione» e per Sani, dunque, torna - anzi, non era mai tramontato - il rischio che al Cemivet possa sorgere un centro per immigrati clandestini. Sani non si è accontentato delle rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi attraverso esponenti del Pdl ed ha chiesto, con il suo ordine del giorno, firmato anche dagli onorevoli Silvia Velo e Franco Ceccuzzi, che le rassicurazioni espresse a voce divenissero un impegno formale, ma il parere contrario del sottosegretario Mantovano, prima, e il voto contrario della maggioranza, poi, hanno risuscitato il dubbio.
«Mi ha sorpreso - dice Sani - che abbia votato contro anche l’onorevole Faenzi». Il parlamentare del Pd ricorda che «il ministro Maroni è tornato a parlare della necessità di realizzare 10 nuovi cie in altrettante Regioni. I centri dovrebbero essere costruiti in strutture demaniali, militari, fuori dai centri abitati e, possibilmente, vicini ad un aeroporto militare. Grosseto - dice Sani - è purtroppo risponde a tutti questi requisiti». Secondo Sani, dunque, è ancora forte il rischio che Grosseto possa ospitare un centro di identificazione e di espulsione di cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno. Sul decreto sicurezza «passato attraverso tre voti di fiducia in un solo giorno a dimostrazione delle tensioni che attraversano la maggioranza», Sani è molto critico. «Viene introdotto il reato di immigrazione clandestina e per la prima volta nella storia di una democrazia - dice - viene introdotto un reato per ciò che si è e non per ciò che si fa. Inoltre le misure saranno inefficaci, produrranno il solo risultato di ingolfare ulteriormente procure e tribunali».
Sani è convinto anche del fatto che «le nuove norme estenderanno il panorama della clandestinità e alimenteranno, dunque, la criminalità». L’ex sindaco di Massa Marittima non è contrario solo ad un eventuale cie a Grosseto, ma, più in generale, non condivide una politica dell’immigrazione fatta attraverso questi centri. «Una parte rilevante del decreto - dice - è dedicata proprio ai cie, se ne prevede uno in ogni Regione, ma sono strutture inutili e costose: un immigrato in un centro costa circa 200 euro al giorno, ed è stato prolungato il soggiorno fino a 6 mesi, poi, scaduto il periodo, l’immigrato che non è stato rimpatriato è di nuovo fuori, irregolare, con il suo foglio di via. Pensiamo a cosa potrebbero significare queste risorse se fossero investite in cooperazione internazionale».
«Mi ha sorpreso - dice Sani - che abbia votato contro anche l’onorevole Faenzi». Il parlamentare del Pd ricorda che «il ministro Maroni è tornato a parlare della necessità di realizzare 10 nuovi cie in altrettante Regioni. I centri dovrebbero essere costruiti in strutture demaniali, militari, fuori dai centri abitati e, possibilmente, vicini ad un aeroporto militare. Grosseto - dice Sani - è purtroppo risponde a tutti questi requisiti». Secondo Sani, dunque, è ancora forte il rischio che Grosseto possa ospitare un centro di identificazione e di espulsione di cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno. Sul decreto sicurezza «passato attraverso tre voti di fiducia in un solo giorno a dimostrazione delle tensioni che attraversano la maggioranza», Sani è molto critico. «Viene introdotto il reato di immigrazione clandestina e per la prima volta nella storia di una democrazia - dice - viene introdotto un reato per ciò che si è e non per ciò che si fa. Inoltre le misure saranno inefficaci, produrranno il solo risultato di ingolfare ulteriormente procure e tribunali».
Sani è convinto anche del fatto che «le nuove norme estenderanno il panorama della clandestinità e alimenteranno, dunque, la criminalità». L’ex sindaco di Massa Marittima non è contrario solo ad un eventuale cie a Grosseto, ma, più in generale, non condivide una politica dell’immigrazione fatta attraverso questi centri. «Una parte rilevante del decreto - dice - è dedicata proprio ai cie, se ne prevede uno in ogni Regione, ma sono strutture inutili e costose: un immigrato in un centro costa circa 200 euro al giorno, ed è stato prolungato il soggiorno fino a 6 mesi, poi, scaduto il periodo, l’immigrato che non è stato rimpatriato è di nuovo fuori, irregolare, con il suo foglio di via. Pensiamo a cosa potrebbero significare queste risorse se fossero investite in cooperazione internazionale».
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