Italia
grosseto
Controlli a tappeto sulle case albergo
Federico Lazzotti
Il Comune ha avviato un'indagine per verificare la regolarità delle strutture
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GROSSETO. Via agli accertamenti dell’ufficio edilizia del Comune di Grosseto sulla regolarità delle Cav, le case appartamenti per vacanze. Per il momento sono dieci le inchieste già aperte dalla magistratura su altrettante strutture che secondo gli inquirenti non avrebbero rispettato i vincoli imposti dalla legge per quegli immobili che vengono costruiti attraverso una licenza alberghiera: divieto di frazionamento e vendita delle unità immobiliari e l’obbligo di una gestione unitaria della struttura. Per una di queste, la residenza turistico alberghiera di Pian delle Vigne, nel febbraio scorso, è arrivata la sentenza di primo grado che impone la confisca di tutto l’immobile nel caso in cui la sentenza venga confermata in tutti i gradi di giudizio. In questo quadro, dove sono a rischio centinaia di famiglie, l’amministrazione comunale ha deciso di mettersi in proprio e verificare attraverso i vigili urbani l’effettiva regolarità delle strutture e nel caso segnalare alla Procura eventuali lottizzazioni abusive. Una sorta di tutela preventiva - dicono i bene informati - nel caso di future richieste di risarcimento danni per aver concesso il permesso a costruire.
«Per il momento - rispondono dal Comune - stiamo svolgendo le verifiche solo sulle Cav nelle quali ci segnalano delle presunte irregolarità». I primi controlli da parte dei vigili urbani sono iniziati nel luglio dello scorso anno nella Casa albergo “Alborense Mare Cav”, di proprietà della Mimesi Srl. Il metodo è sempre lo stesso: diversi sopralluoghi a distanza di pochi giorni per verificare tre aspetti che riguardano la gestione: la proprietà degli immobili, chi vive nelle diverse unità abitative e soprattutto se c’è un responsabile che gestisce in modo complessivo la struttura. Nel caso in cui i vigili trovino qualche presunta irregolarità spediscono tutto in procura fornendo novanta giorni di tempo alle persone indagate per produrre le memorie difensive. A Grosseto negli ultimi anni sono stati costruiti 75 complessi immobiliari tra Rta e Cav, per un totale di circa mille unità abitative. Per le residenze turistico alberghiere (Rta) il regolamento è abbastanza chiaro: non si possono né frazionare né vendere ed è necessario gestirle in forma unitaria, come se fosse un albergo, appunto.
Chi non lo ha fatto rischia grosso. Ma rischiano di più quelle famiglie che hanno acquistato quegli appartamenti pensando di trasformarli in prime case e che ora hanno il terrore di perdere casa e investimento. Discorso diverso invece per le Case appartamenti vacanze (Cav) dove le sentenze già emesse dal Tribunale di Grosseto e il regolamento regionale sembrano discordare su un punto decisivo. Le sentenze per cui sono stati condannati i proprietari delle Cav Santinami e Tagliapietra parlano di lottizzazione abusiva a partire da due presunte irregolarità: la vendita delle unità immobiliari e una gestione non unitaria della struttura. Ecco, secondo il regolamento edilizio della Regione Toscana sarebbe possibile effettuare compravendita frazionata di queste unità ma è necessario che siano gestite in modo complessivo se come fossero attività turistico ricettive. È in questo campo minato e intricatissimo che il Comune di Grosseto cerca di tutelarsi, avviando una ricerca a tappeto su eventuali lottizzazioni abusive.
«Per il momento - rispondono dal Comune - stiamo svolgendo le verifiche solo sulle Cav nelle quali ci segnalano delle presunte irregolarità». I primi controlli da parte dei vigili urbani sono iniziati nel luglio dello scorso anno nella Casa albergo “Alborense Mare Cav”, di proprietà della Mimesi Srl. Il metodo è sempre lo stesso: diversi sopralluoghi a distanza di pochi giorni per verificare tre aspetti che riguardano la gestione: la proprietà degli immobili, chi vive nelle diverse unità abitative e soprattutto se c’è un responsabile che gestisce in modo complessivo la struttura. Nel caso in cui i vigili trovino qualche presunta irregolarità spediscono tutto in procura fornendo novanta giorni di tempo alle persone indagate per produrre le memorie difensive. A Grosseto negli ultimi anni sono stati costruiti 75 complessi immobiliari tra Rta e Cav, per un totale di circa mille unità abitative. Per le residenze turistico alberghiere (Rta) il regolamento è abbastanza chiaro: non si possono né frazionare né vendere ed è necessario gestirle in forma unitaria, come se fosse un albergo, appunto.
Chi non lo ha fatto rischia grosso. Ma rischiano di più quelle famiglie che hanno acquistato quegli appartamenti pensando di trasformarli in prime case e che ora hanno il terrore di perdere casa e investimento. Discorso diverso invece per le Case appartamenti vacanze (Cav) dove le sentenze già emesse dal Tribunale di Grosseto e il regolamento regionale sembrano discordare su un punto decisivo. Le sentenze per cui sono stati condannati i proprietari delle Cav Santinami e Tagliapietra parlano di lottizzazione abusiva a partire da due presunte irregolarità: la vendita delle unità immobiliari e una gestione non unitaria della struttura. Ecco, secondo il regolamento edilizio della Regione Toscana sarebbe possibile effettuare compravendita frazionata di queste unità ma è necessario che siano gestite in modo complessivo se come fossero attività turistico ricettive. È in questo campo minato e intricatissimo che il Comune di Grosseto cerca di tutelarsi, avviando una ricerca a tappeto su eventuali lottizzazioni abusive.
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