Sicurezza
grosseto
Passo avanti verso le riaperture notturne
Accordo in vista tra Comune e gestori per una revoca parziale del coprifuoco
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GROSSETO. Mentre in centro storico non si placano le proteste per il disturbo notturno alla quiete pubblica, gli esercenti (riuniti nell'associazione Publigest) stanno mediando con l'amministrazione comunale di Grosseto per ottenere una sospensiva sulle ordinanze restrittive.
C'è ottimismo. Per i titolari del Narciso e del Pepe Nero - i due locali fin qui colpiti dalle limitazioni d'orario - dopo l'incontro di una settimana fa con l'assessore all'urbanistica e al commercio, Moreno Canuti, e il comandante dei vigili urbani, Felice Carullo, sembra profilarsi finalmente una soluzione. La luce in fondo al tunnel. L'unica incognita, a questo punto, sono i tempi. Quando sarà possibile riaprire alla clientela dopo la mezzanotte?
L'attesa. «Noi - spiega Massimiliano Cantini - abbiamo accolto con soddisfazione l'esito dell'incontro con Canuti, perché adesso, almeno, è stato chiarito il percorso, sappiamo cosa dobbiamo fare. È stata già inviata una richiesta all'Arpat per ottenere nuove misurazioni fonometriche, ci sottoporremo a tutti i controlli del caso da parte dei vigili urbani, confidando che nel giro di poco si possa tornare, almeno il venerdì e il sabato, ad una chiusura alle 2. Sarebbe un segnale positivo».
Distinzioni. Sebbene Narciso e Pepe Nero siano sulla stessa barca, la situazione dei due locali è in realtà un pò diversa. Nel caso del Narciso, in via De' Calboli, esiste l'opportunità di individuare una sorta di "sbocco" all'aperto, in una corte interna adiacente al locale, che potrebbe mitigare il problema delle presenze lungo strada dei clienti e ridurre le proteste del vicinato.
Un anno in trincea. Per il Pepe Nero, invece, la strada del ri-prolungamento d'orario potrebbe essere più lunga e tortuosa, nonostante - va detto - i titolari abbiano sempre dato prova di estrema correttezza nel rispettare le disposizioni imposte. Ma al di là dei casi di specie la battaglia che si combatte tra residenti e imprenditori (del divertimento e della ristorazione) è a tutto campo. Da qui la scelta di strutturarsi in associazione, la Publigest appunto. È da quasi un anno ormai che va avanti questa contrapposizione, a colpi di esposti, prese di posizione, interventi politici, con il Comune in mezzo tra esercenti e alcuni residenti nel centro storico.
Qualche ora in più. Per Alberto Moroni (Narciso) è necessario superare questa fase di contrasto e impostare rapporti nuovi con "chi vuole dormire presto e in pace", fondati sul reciproco rispetto e la pacifica convivenza. «La movida a Grosseto, purtroppo, non esiste - sorride amaro Moroni - quindi la serenità di chi vive in centro è salva. Da due mesi si discute di lana caprina: il problema è quello di lavorare, due sere a settimana, due ore in più. Quattro ore in totale...».
Diritti lesi. Quattro ore, sì, ma vitali per certi locali, che con la riduzione d'orario rischiano di perdere (lo dimostrano le ultime settimane) tutta la clientela che sceglie di uscire dopo cena o, magari, di mangiare o bere qualcosa un pò più tardi. «Comunque io, lo ripeto - riprende Moroni - chiedo scusa a tutti coloro che si sentono danneggiati dal mio locale e farò il possibile in futuro per ridurre al minimo il disturbo. Allo stesso modo non mi stanco di ricordare quei ragazzi che ho duvuto mandare a casa (e ora sono senza lavoro) in conseguenza delle misure adottate dopo le proteste..».
La sospensiva. «Nessuno - conclude Moroni - ha mai giudicato illegittimi i diritti dei residenti, tuttavia non vogliamo che vengano meno i nostri diritti, perché così facendo si deprime l'economia e il benessere cittadino, lo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro. Noi chiediamo quindi la sospensiva, al più presto, delle due ordinanze su Narciso e Pepe Nero: un atto di buon senso verso chi, mi pare, si sta dimostrando serio e disponibile».
C'è ottimismo. Per i titolari del Narciso e del Pepe Nero - i due locali fin qui colpiti dalle limitazioni d'orario - dopo l'incontro di una settimana fa con l'assessore all'urbanistica e al commercio, Moreno Canuti, e il comandante dei vigili urbani, Felice Carullo, sembra profilarsi finalmente una soluzione. La luce in fondo al tunnel. L'unica incognita, a questo punto, sono i tempi. Quando sarà possibile riaprire alla clientela dopo la mezzanotte?
L'attesa. «Noi - spiega Massimiliano Cantini - abbiamo accolto con soddisfazione l'esito dell'incontro con Canuti, perché adesso, almeno, è stato chiarito il percorso, sappiamo cosa dobbiamo fare. È stata già inviata una richiesta all'Arpat per ottenere nuove misurazioni fonometriche, ci sottoporremo a tutti i controlli del caso da parte dei vigili urbani, confidando che nel giro di poco si possa tornare, almeno il venerdì e il sabato, ad una chiusura alle 2. Sarebbe un segnale positivo».
Distinzioni. Sebbene Narciso e Pepe Nero siano sulla stessa barca, la situazione dei due locali è in realtà un pò diversa. Nel caso del Narciso, in via De' Calboli, esiste l'opportunità di individuare una sorta di "sbocco" all'aperto, in una corte interna adiacente al locale, che potrebbe mitigare il problema delle presenze lungo strada dei clienti e ridurre le proteste del vicinato.
Un anno in trincea. Per il Pepe Nero, invece, la strada del ri-prolungamento d'orario potrebbe essere più lunga e tortuosa, nonostante - va detto - i titolari abbiano sempre dato prova di estrema correttezza nel rispettare le disposizioni imposte. Ma al di là dei casi di specie la battaglia che si combatte tra residenti e imprenditori (del divertimento e della ristorazione) è a tutto campo. Da qui la scelta di strutturarsi in associazione, la Publigest appunto. È da quasi un anno ormai che va avanti questa contrapposizione, a colpi di esposti, prese di posizione, interventi politici, con il Comune in mezzo tra esercenti e alcuni residenti nel centro storico.
Qualche ora in più. Per Alberto Moroni (Narciso) è necessario superare questa fase di contrasto e impostare rapporti nuovi con "chi vuole dormire presto e in pace", fondati sul reciproco rispetto e la pacifica convivenza. «La movida a Grosseto, purtroppo, non esiste - sorride amaro Moroni - quindi la serenità di chi vive in centro è salva. Da due mesi si discute di lana caprina: il problema è quello di lavorare, due sere a settimana, due ore in più. Quattro ore in totale...».
Diritti lesi. Quattro ore, sì, ma vitali per certi locali, che con la riduzione d'orario rischiano di perdere (lo dimostrano le ultime settimane) tutta la clientela che sceglie di uscire dopo cena o, magari, di mangiare o bere qualcosa un pò più tardi. «Comunque io, lo ripeto - riprende Moroni - chiedo scusa a tutti coloro che si sentono danneggiati dal mio locale e farò il possibile in futuro per ridurre al minimo il disturbo. Allo stesso modo non mi stanco di ricordare quei ragazzi che ho duvuto mandare a casa (e ora sono senza lavoro) in conseguenza delle misure adottate dopo le proteste..».
La sospensiva. «Nessuno - conclude Moroni - ha mai giudicato illegittimi i diritti dei residenti, tuttavia non vogliamo che vengano meno i nostri diritti, perché così facendo si deprime l'economia e il benessere cittadino, lo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro. Noi chiediamo quindi la sospensiva, al più presto, delle due ordinanze su Narciso e Pepe Nero: un atto di buon senso verso chi, mi pare, si sta dimostrando serio e disponibile».
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