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Monte Argentario, foglio di via per il vice-sindaco

Monte Argentario, foglio di via per il vice-sindaco

Il vicesindaco di Monte Argentario non può vivere nel suo paese. Fa discutere il provvedimento choc che gli agenti della Guardia Forestale hanno consegnato ieri mattina ad Azelio Bagnoli colpevole di aver commesso alcune irregolarità nella costruzione di un maxi parcheggio da quaranta posti a Porto Ercole

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Divieto di dimora al vicesindaco di Monte Argentario. È il provvedimento choc che gli agenti della guardia forestale hanno consegnato ieri mattina in Comune ad Azelio Bagnoli colpevole - secondo il pubblico ministero Stefano Pizza - di aver commesso alcune irregolarità in veste di direttore tecnico, lui geometra, nella costruzione di un maxi parcheggio da quaranta posti a Porto Ercole.
 È questo l’ultimo capitolo dello scandalo sull’abusivismo edilizio che sta sconvolgendo il paradiso dell’Argentario e nel quale nell’ultimo anno e mezzo sono rimasti coinvolti un centinaio di persone tra politici, liberi professionisti e proprietari di case.

 Questo filone d’inchiesta risale alla fine di febbraio quando la Guardia forestale contestò a Bagnoli ed altre quattro persone di aver costruito decine di autorimesse in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico a partire dal 2003. Oltre al vicesindaco in carica, nell’inchiesta sono coinvolti l’ingegnere Giovanni Ametrano e il titolare della ditta costruttrice Piero Rosi, con i suoi due soci: la moglie e il genero.

 Dalla Procura non trapela nessuna indiscrezione sul perché, a distanza di oltre due mesi dal primo blitz, il pubblico ministero abbia ritenuto necessario chiedere (e ottenere) dal giudice l’applicazione della misura cautelare nei confronti di Bagnoli. Rischio di inquinamento delle prove? Possibile reiterazione del reato? Domande alle quali nemmeno Bagnoli vuole rispondere: i sui cellulari infatti, sono rimasti muti per tutto il giorno. Non è escluso - ma questa è solo un’ipotesi - che gli inquirenti abbiano trovato materiale interessante durante i sequestri avvenuti la mattina del 27 febbraio anche nell’abitazione del vicesindaco.

 E dire che proprio Bagnoli, alle ultime elezioni dell’aprile del 2008, si era contraddistinto per essere stato il più votato nelle liste del Pdl, con quasi 400 preferenze raccolte a Porto Ercole. Un exploit per il quale si era fatto anche il suo nome alla vigilia della presentazione delle liste in Provincia arrivate solo pochi giorni prima del primo blitz nel quale proprio Bagnoli venne indagato per abusivismo edilizio.

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