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«Lo scoop è un bluff, filmati vecchi di due anni»

Guido Fiorini
«Lo scoop è un bluff, filmati vecchi di due anni»

Ora va all'attacco il Coseca: manovra costruita per screditare la società

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GROSSETO. Una ripresa di New York, con le Twin Towers ancora presenti, è stata registrata prima dell'11 settembre 2001. Non è un'ipotesi. È una certezza assoluta. Chi lo spacciasse per attuale, direbbe il falso. Fatte le dovute proporzioni, il filmato che avrebbe dovuto dimostrare la "truffa della differenziata" a Marina di Grosseto, è ugualmente una bufala. Non è stato registrato in questi giorni, ma prima del settembre 2007. Lo ha dimostrato, con prove inconfutabili, il Coseca, il "grande accusato" di questi ultimi giorni.
 Il colpo di scena, che sbriciola il traballante castello di accuse nei confronti dell'azienda che gestisce i rifiuti in Provincia, è stato illustrato nel corso di una lunga conferenza stampa, alla presenza di tutto il Cda (Saimo Biliotti, Ovidio Paladini e Mariano Salvadori) e dell'avvocato Giorgi. Al tempo stesso è stato anche dimostrato che i due "incappucciati" che avevano lanciato le accuse in tv, non sono dipendenti del Coseca di Marina di Grosseto. I documenti saranno anche passati al Noe dei Carabinieri, che sta indagando sulla vicenda.
 Secondo il Coseca, quindi, le accuse sono false. Niente truffa, ma piuttosto una manovra costruita per screditare un'azienda che, tornata in salute dopo aver rischiato di portare i libri in tribunale, si appresta a correre (associata con altre 5 aziende simili) per avere in gestione il grosso appalto della gestione complessiva dei rifiuti della Toscana del Sud.
 Una torta da 150 milioni di euro che, come tale, fa gola a tanti.
 Vecchio di 2 anni. Ma andiamo con ordine. Il filmato doveva essere la prova cardine, ma è vecchio e, probabilmente, anche ritoccato. «Lo hanno montato e rimontato in varie sequenze - spiega Saimo Biliotti -, ma sono sempre le stesse immagini. Sono state "allargate" perché finissero fuori campo la data e l'ora solitamente registrate, in basso a destra, dalle telecamere amatoriali. E non l'hanno fatto a caso, ma per rivendere per attuale qualcosa che non lo è».
 La chiave sono due piccole costruzioni in lamiera che, nel filmato, si vedono all'estrema sinistra e all'estrema destra dello schermo. «Vedete quelle due casette? - spiega l'avvocato Giorgi - Bene, quelle due casette sono state abbattute nel settembre 2007. Erano abusive, il Comune impose la demolizione. E il Coseca eseguì, con tanto di sopralluogo di conferma all'inizio di ottobre. Se si vedono sempre, è ovvio che il filmato è precedente». Come le Twin Towers.
 Gli "incappucciati". Anche i due presunti dipendenti del Coseca di Marina di Grosseto non sono tali. L'azienda ritiene che si tratti di altri due dipendenti che, dopo aver ricevuto delle sanzioni disciplinari, si sono prestati alla manovra, anche per rivalsa personale.
 «A Marina di Grosseto - dice ancora Biliotti - abbiamo solo quattro dipendenti. I quattro negano di essere andati in tv. E per tutelarsi stanno preparando un esposto alla magistratura, per rivalersi nei confronti di chi si è spacciato per loro».
 L'azienda, fra l'altro, ha vari strumenti che consentono ai dipendenti di segnalare anomalie nel servizio. Ce ne sono di palesi, come la rappresentanza sindacale e le assemblee, ma c'è anche una cassetta dove possono essere messe "lettere anonime" da recapitare direttamente al Cda.
 «In due anni non c'è mai stato segnalato nulla - dice Biliotti che, come gli altri, si è insediato nel 2007 -. E ora spunta fuori il filmato taroccato».
 La differenziata si fa. Il cuore della vicenda, però, è la differenziata. Dati alla mano il Coseca dimostra che a Marina viene fatta come nel resto del Comune. «Tenendo presente che non tutta la differenziata passa per noi, a Marina siamo intorno al 22,4%, nel resto del Comune al 23,4%. Nel 2008 l'impianto che raccoglie la differenziata ha "pesato" 1050 tonnellate da Marina di Grosseto».
 E qui torna fuori il filmato: «La differenziata la facciamo con i camion grossi, a raccolta laterale. Solo in due piccole zone di Marina usiamo quei furgoncini che si vedono nella registrazione: il lato sinistro di via Tombolo, perché con i camion grossi non possiamo entrare in pineta e la passeggiata a mare. La spazzatura raccolta in queste due zone ammonta allo 0,48% del totale. Se anche le accuse fossero vere, ma non è così, sarebbero briciole».
 Cattiva qualità. Il problema, però, è legato alla cattiva qualità della differenziata. Sarà lo scarso senso civico dei grossetani, sarà che mancano incentivi veri (tipo risparmio in bolletta) a farla bene, certo è che spesso nei cassonetti della differenziata ci va di tutto. «Ci abbiamo trovato anche un cane morto una volta», spiega l'avvocato Giorgi.
 In sostanza, nel 20% dei cassonetti ci va differenziata "inquinata", cioè fatta male, mescolata all'indifferenziata. In estate in certe zone, come a Marina, si arriva anche al 50%. «In questi casi non è possibile fare una separazione a posteriori. Purtroppo siamo costretti a mescolare tutto. Anche perché se la portiamo all'impianto della differenziata ce la rimandano indietro e dobbiamo fare (e pagare) due viaggi».
 Le conclusioni. Se da una parte il Coseca punta il dito contro dipendenti che, nel passato, hanno avuto sanzioni, e quindi ansiosi di rivalsa nei confronti dell'azienda, dall'altra si sospetta che la manovra abbia risvolti più ampi. «Insieme ad altre cinque aziende (Aisa, Centro servizi ambiente, Centro servizi impianti, Casentino servizi e Sienambiente, ndr) - concludono Biliotti, Paladini e Salvadori - stiamo lavorando ad un'Associazione temporanea di imprese per avere in gestione il grosso appalto dei rifiuti per le tre province della Toscana del Sud. Sono 150 milioni di euro. Pensiamo che ci siano interessi economici forti in ballo. Del resto il Coseca nel 2007 andava a rotoli e noi l'abbiamo risollevato, questo potrebbe non andar giù a qualcuno».

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