Il Tirreno

Grosseto

«Inchiesta scaturita da una vendetta»

Guido Fiorini
«Inchiesta scaturita da una vendetta»

Parla il presidente dell'associazione cooperative: trattati come terroristi

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ARGENTARIO. Un'inchiesta nata da una "vendetta personale di qualcuno allontanato dalle coop stesse", condotta con eccessiva spettacolarità e che parte da un teorema che, in fase di ricorso, sarà smontato pezzo dopo pezzo: l'Agci Agrital (Associazione generale delle cooperative italiane, settore agricolo, ittico e alimentare) non ci sta.
 Sul recente blitz della Guardia di Finanza negli uffici di tre cooperative di pescatori dell'Argentario, fra loro consorziate, la "Medusa", la "Castagnola" e la "Posidonia", il presidente nazionale Giampaolo Bonfiglio "nutre forti perplessità" nel merito e nel metodo.
 L'indagine. Il blitz è di pochi giorni fa. La Guardia di Finanza, partendo da un esposto e dopo due mesi di indagini, avrebbe accertato circa un milione e mezzo di evasione di imposte e 50mila euro di Iva.
 Sono state fatte numerose perquisizioni e quattro persone sono indagate. Secondo gli inquirenti i singoli pescatori, invece di conferire il pescato per poi rivenderlo in forma cooperativa, avrebbero fatto ciascuno azienda a sé, usufruendo però dei benefici fiscali e degli sconti di una coop.
 La protesta. Ma l'Agci Agrital non ci sta. «Siamo allibiti - dice il presidente nazionale, Giampaolo Bonfiglio - per come è stata portata avanti l'indagine. Ci sono state perquisizioni, sequestro di materiale, interrogatori di soci ed ex soci, peraltro sempre sentiti come "persone informate sui fatti" e quindi senza avvocato. Non possiamo escludere che le tre cooperative siano responsabili di piccole irregolarità, anche se i nostri revisori contabili dicono altro, ma che ciò possa giustificare perquisizioni simultanee all'alba o ore di interrogatori, degne di operazioni antiterrorismo, mafia o antidroga, ci pare un po' sproporzionato».
 Esposto o vendetta? Le indagini sono partite da un esposto di Rolando Patarca, ex presidente del consorzio delle tre cooperative, l'uomo che ebbe l'idea di creare il punto vendita. Da qualche mese è stato allontanato dai soci stessi ed è in atto una battaglia legale. A luglio ci sarà la prossima udienza. «Tutto è partito dall'esposto dell'ex presidente - dice ancora Bonfiglio - che fu cacciato proprio per arrivare ad una gestione più ordinata e trasparente. Ora è assetato di vendetta. Certo è che sono stati perquisiti tutti meno che lui. Eppure, se è stato presidente fino a pochi mesi fa, a buon diritto poteva entrare nell'inchiesta. Inoltre temiamo che ci sia qualcuno interessato a ripristinare un "ordine delle cose" in cui la piccola pesca deve restare al suo posto e non disturbare chi strascica sotto costa. Oppure è la solita altissima attenzione sull'operato delle cooperative, spostandosi dalle grandi alle piccole, su cui peraltro si basa l'economia della maggior parte della pesca e dell'agricoltura del Paese».
 Le contestazioni. L'Agci Agrital ha fiducia nella magistratura, però al tempo stesso avanza alcuni dubbi. «È poco credibile - dice ancora Bonfiglio - il teorema secondo il quale i pescatori indagati, che già nel 2000 erano incorsi in pesanti multe e avevano messo in liquidazione la coop "La Spernocchia", avrebbero continuato nelle tre nuove cooperative le stesse pratiche irregolari, così come sostenuto dall'inchiesta. Del resto la falsa fatturazione contestata non sarebbe dovuta all'esistenza di fatture "effettivamente false", ma alla contestazione da parte della Finanza della forma giuridica delle società».
 I revisori dei conti. Fra l'altro, precisa Bonfiglio, le contabilità di tutte le cooperative associate all'Agrital viene controllata da revisori dei conti. «Abbiamo revisori dei conti che fanno le pulci a tutte le nostre associate ogni due anni. E contestano anche i dettagli. Ho verificato: l'ultimo controllo alle tre in questione risale a maggio 2008. Furono trovate alcune piccole irregolarità, ma niente di paragonabile a quanto sarebbe emerso dall'inchiesta. Insomma, non sono certo "coop fasulle". Quindi auspichiamo che vengano al più presto chiariti i fatti e che i pescatori dell'Argentario, che conducono normalmente una vita difficile, possano uscire dalla brutta situazione in cui si trovano, quella di inquisiti da mesi. Si avvicina la stagione turistica, sono mesi nei quali contiamo che vengano risollevate le complicate condizioni economiche di cooperative accusate di "arricchirsi" evadendo tasse».
 I ricorsi. È chiaro che l'Agci Agrital non starà a guardare. «Siamo in attesa che arrivi la richiesta di liquidazione delle coop e magari anche la notifica delle ammende. A quel punto ci sarà una pioggia di ricorsi e dimostreremo il contrario di quanto sarebbe emerso dall'inchiesta».

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