Sicurezza
Abusi edilizi, geometra allontanatodal comune dove è vicesindaco
Dovrà rispettare un provvedimento di divieto di dimora nel Comune di cui è vicesindaco, Monte Argentario (Grosseto). Azelio Bagnoli è tra gli indagati di un'inchiesta su presunti abusi edilizi a Porto Ercole
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Dovrà rispettare un provvedimento di divieto di dimora nel Comune di cui è vicesindaco - Monte Argentario (Grosseto) - Azelio Bagnoli tra gli indagati di un'inchiesta su presunti abusi edilizi portata avanti dal Corpo forestale dello Stato e coordinata dalla procura di Grosseto. Bagnoli, che è geometra, risulta indagato come direttore dei lavori di un complesso edilizio finito sotto inchiesta ma non per la sua attività di amministratore pubblico.
A seguito del divieto di dimora il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, ha deciso di revocare le deleghe a Bagnoli che a sua volta ha comunicato di essersi trasferito nel vicino comune di Orbetello. Alla fine del febbraio scorso l'inchiesta del Corpo forestale portò a perquisizioni di uffici, studi tecnici e abitazioni private, fra cui quelli di Bagnoli e di altri indagati come titolari di imprese edili che stavano realizzando alcune autorimesse a Porto Ercole, tutte poste sotto sequestro giudiziario.
Questa inchiesta è distinta dall'altra della squadra mobile di Grosseto che, sempre a febbraio, ha portato all'esecuzione di 20 misure cautelari su 54 indagati e sempre per presunti abusi edilizi realizzati sul promontorio.
A seguito del divieto di dimora il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, ha deciso di revocare le deleghe a Bagnoli che a sua volta ha comunicato di essersi trasferito nel vicino comune di Orbetello. Alla fine del febbraio scorso l'inchiesta del Corpo forestale portò a perquisizioni di uffici, studi tecnici e abitazioni private, fra cui quelli di Bagnoli e di altri indagati come titolari di imprese edili che stavano realizzando alcune autorimesse a Porto Ercole, tutte poste sotto sequestro giudiziario.
Questa inchiesta è distinta dall'altra della squadra mobile di Grosseto che, sempre a febbraio, ha portato all'esecuzione di 20 misure cautelari su 54 indagati e sempre per presunti abusi edilizi realizzati sul promontorio.
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