Sicurezza
Locali, tutti a letto a mezzanotte
La vita notturna grossetana continua a creare polemiche. Una petizione con centinaia di firme di residenti del centro è stata inviata al sindaco. Che ha deciso di far chiudere alcuni locali a mezzanotte. Così scoppia l'ennesima polemica
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GROSSETO. A Grosseto, molto lontana da Barcellona e dalle sue ramblas, la movida e due provvedimenti del sindaco hanno scatenato un clima da scontro ideologico proprio mentre si avvicinano le elezioni europee e le amministrative che però in Maremma “chiamano” i cittadini al solo voto per la Provincia. A Palazzo civico, governato dal centrosinistra, le elezioni ci saranno fra due anni.
La movida, ai grossetani che abitano nel centro storico, non sembra piacere: «La mattina dobbiamo alzarci presto - dicono un paio di signori di mezza età - e quegli assembramenti dove si grida, si litiga, ci si ubriaca mandando in frantumi anche le bottiglie non li sopportiamo più».
In Municipio, che sta proprio a fianco del Duomo, di firme di protesta ne sono arrivate diverse centinaia. E il sindaco Emilio Bonifazi ha ordinato che due pub, distanti l’uno dall’altro non più di quattrocento metri, chiudano a mezzanotte invece che alle 2. Tanto è bastato per scatenare la polemica.
«Fra qualche sera chiuderemo del tutto - racconta Alberto Moroni, gestore del “Narciso” - da tre settimane a mezzanotte devo abbassare le serrande, ma è dalle 23 in poi che locali come il mio vivono e lavorano. Sono stato costretto a mandare a casa già cinque ragazzi, se continua così dovremo chiudere anche il ristorante».
Moroni e il “Narciso”. Ma anche Massimiliano Cantini e il “Pepe Nero”, l’altro pub a cui è stata recapitata l’ordinanza di chiusura anticipata. Il primo è in via Paolucci De’ Calboli, sotto all’Hotel Maremma e vicino all’Archivio di Stato. L’altro è in via San Martino, dietro al Duomo. Ieri la Publigest, associazione nata meno di un mese fa che raduna una ventina di esercenti del centro storico, ha incontrato l’assessore al commercio Moreno Canuti. Una riunione informale «per cercare di arrivare ad un’intesa» ha detto Canuti. Non è ancora il tavolo ufficiale atteso da comitati spontanei e associazioni di categoria, ma qualcosa sta muovendosi.
«Il caso movida? Dipende dalla mancanza di governo cittadino. L’amministrazione ha il dovere di dare e offrire a tutti pari opportunità e far vivere i centri storici - spiega Alessandro Antichi, candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia, ex sindaco di Forza Italia, consigliere regionale, avvocato con studio fra Municipio e Duomo - Alla domanda di silenzio notturno da parte dei cittadini si può rispondere individuando per determinate attività ubicazioni diverse: a volte basta spostarsi di 100 metri per risolvere i problemi. E poter bere qualcosa dopo cena senza dover prendere la macchina e andare all’Argentario o a Follonica è anche un problema di sicurezza. Ho quattro figli e lo so bene».
Emilio Bonifazi, il sindaco che ha firmato le ordinanze di chiusura anticipata, ha sul tavolo del suo ufficio due corposi fascicoli: «Il punto di riferimento è un’ordinanza del 2005 (a quell’epoca sindaco era Antichi, ndr), che prevede per i locali la possibilità di stare aperti fino alle 3 il venerdì e il sabato e alle 2 negli altri giorni, ma per comprovate esigenze di interesse pubblico, di salvaguardia dell’inquinamento acustico, quiete e riposo delle persone, il sindaco può disporre riduzioni di orario».
Nel caso del “Pepe Nero” nel fascicolo ci sono anche le relazioni dell’Arpat che ha rilevato sul fronte dei decibel notturni il superamento dei limiti previsti, le relazioni degli interventi di vigili urbani, polizia e carabinieri chiamati dai cittadini, e alcuni esposti. Il titolare ha fatto intanto ricorso al Tar contestando l’ordinanza di chiusura anticipata alle due e, pare, il fatto che non sia stato indicato un termine della durata. Il “Narciso” è stato prima chiuso 10 giorni dalla questura, causa disturbo della quiete, e poi è arrivata l’ordinanza sindacale. «Nel tavolo aperto a comitati, gestori, associazioni - dice Bonifazi - si potrà lavorare per trovare un fronte comune di collaborazione. La funzione del centro è importante: le notti bianche a Grosseto le ho inventate io e so cosa vuol dire. Ma vanno trovate regole condivise».
Della necessità di una soluzione condivisa parla anche Paolo Regina, direttore di Ascom: «Come associazione abbiamo chiesto un tavolo per confrontarci, i gestori sono disposti a mediare con i residenti - dice - Il Comune ha detto a sua volta di essere disponibile, ma non è seguito nulla di concreto. Il comitato cittadino del Pd ha detto di sostenere la vivibilità della città, ma non si sono fatti passi in avanti. I provvedimenti presi sono sanzionatori e illegittimi».
Che il problema sia complesso lo dice anche Alessandra Sensini, pluricampionessa di windsurf da quattro medaglie olimpiche, grossetana doc e candidata del Pd alle Europee. «La soluzione non è facile - dice Sensini - le parti devono essere messe a un tavolo. Ci sono i residenti che reclamano i loro diritti e i giovani che per crescere devono anche divertirsi. Facciamo che questo accada in città, evitiamo che prendano la macchina e mettano a repentaglio la loro vita. Che il centro viva è un bene per tutti. Così anche i vandali battono in ritirata».
Di giorno sulla tavola a vela in giro per il mondo. E la sera? «In Spagna ho vissuto la movida più bella, fra gente allegra e felice di stare in giro - racconta - Laggiù cominciano addirittura dopo mezzanotte per finire molto più tardi di noi. Confrontiamoci, partendo anche da quello che accade nel mondo».
La movida, ai grossetani che abitano nel centro storico, non sembra piacere: «La mattina dobbiamo alzarci presto - dicono un paio di signori di mezza età - e quegli assembramenti dove si grida, si litiga, ci si ubriaca mandando in frantumi anche le bottiglie non li sopportiamo più».
In Municipio, che sta proprio a fianco del Duomo, di firme di protesta ne sono arrivate diverse centinaia. E il sindaco Emilio Bonifazi ha ordinato che due pub, distanti l’uno dall’altro non più di quattrocento metri, chiudano a mezzanotte invece che alle 2. Tanto è bastato per scatenare la polemica.
«Fra qualche sera chiuderemo del tutto - racconta Alberto Moroni, gestore del “Narciso” - da tre settimane a mezzanotte devo abbassare le serrande, ma è dalle 23 in poi che locali come il mio vivono e lavorano. Sono stato costretto a mandare a casa già cinque ragazzi, se continua così dovremo chiudere anche il ristorante».
Moroni e il “Narciso”. Ma anche Massimiliano Cantini e il “Pepe Nero”, l’altro pub a cui è stata recapitata l’ordinanza di chiusura anticipata. Il primo è in via Paolucci De’ Calboli, sotto all’Hotel Maremma e vicino all’Archivio di Stato. L’altro è in via San Martino, dietro al Duomo. Ieri la Publigest, associazione nata meno di un mese fa che raduna una ventina di esercenti del centro storico, ha incontrato l’assessore al commercio Moreno Canuti. Una riunione informale «per cercare di arrivare ad un’intesa» ha detto Canuti. Non è ancora il tavolo ufficiale atteso da comitati spontanei e associazioni di categoria, ma qualcosa sta muovendosi.
«Il caso movida? Dipende dalla mancanza di governo cittadino. L’amministrazione ha il dovere di dare e offrire a tutti pari opportunità e far vivere i centri storici - spiega Alessandro Antichi, candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia, ex sindaco di Forza Italia, consigliere regionale, avvocato con studio fra Municipio e Duomo - Alla domanda di silenzio notturno da parte dei cittadini si può rispondere individuando per determinate attività ubicazioni diverse: a volte basta spostarsi di 100 metri per risolvere i problemi. E poter bere qualcosa dopo cena senza dover prendere la macchina e andare all’Argentario o a Follonica è anche un problema di sicurezza. Ho quattro figli e lo so bene».
Emilio Bonifazi, il sindaco che ha firmato le ordinanze di chiusura anticipata, ha sul tavolo del suo ufficio due corposi fascicoli: «Il punto di riferimento è un’ordinanza del 2005 (a quell’epoca sindaco era Antichi, ndr), che prevede per i locali la possibilità di stare aperti fino alle 3 il venerdì e il sabato e alle 2 negli altri giorni, ma per comprovate esigenze di interesse pubblico, di salvaguardia dell’inquinamento acustico, quiete e riposo delle persone, il sindaco può disporre riduzioni di orario».
Nel caso del “Pepe Nero” nel fascicolo ci sono anche le relazioni dell’Arpat che ha rilevato sul fronte dei decibel notturni il superamento dei limiti previsti, le relazioni degli interventi di vigili urbani, polizia e carabinieri chiamati dai cittadini, e alcuni esposti. Il titolare ha fatto intanto ricorso al Tar contestando l’ordinanza di chiusura anticipata alle due e, pare, il fatto che non sia stato indicato un termine della durata. Il “Narciso” è stato prima chiuso 10 giorni dalla questura, causa disturbo della quiete, e poi è arrivata l’ordinanza sindacale. «Nel tavolo aperto a comitati, gestori, associazioni - dice Bonifazi - si potrà lavorare per trovare un fronte comune di collaborazione. La funzione del centro è importante: le notti bianche a Grosseto le ho inventate io e so cosa vuol dire. Ma vanno trovate regole condivise».
Della necessità di una soluzione condivisa parla anche Paolo Regina, direttore di Ascom: «Come associazione abbiamo chiesto un tavolo per confrontarci, i gestori sono disposti a mediare con i residenti - dice - Il Comune ha detto a sua volta di essere disponibile, ma non è seguito nulla di concreto. Il comitato cittadino del Pd ha detto di sostenere la vivibilità della città, ma non si sono fatti passi in avanti. I provvedimenti presi sono sanzionatori e illegittimi».
Che il problema sia complesso lo dice anche Alessandra Sensini, pluricampionessa di windsurf da quattro medaglie olimpiche, grossetana doc e candidata del Pd alle Europee. «La soluzione non è facile - dice Sensini - le parti devono essere messe a un tavolo. Ci sono i residenti che reclamano i loro diritti e i giovani che per crescere devono anche divertirsi. Facciamo che questo accada in città, evitiamo che prendano la macchina e mettano a repentaglio la loro vita. Che il centro viva è un bene per tutti. Così anche i vandali battono in ritirata».
Di giorno sulla tavola a vela in giro per il mondo. E la sera? «In Spagna ho vissuto la movida più bella, fra gente allegra e felice di stare in giro - racconta - Laggiù cominciano addirittura dopo mezzanotte per finire molto più tardi di noi. Confrontiamoci, partendo anche da quello che accade nel mondo».
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