Sicurezza
Anziana malata abbandonata nell’auto
La badante va alla fiera con il fidanzato e lascia l'assistita per più di tre ore sotto il sole. Salvata dai passanti che chiamano i soccorsi. Il trasporto in ospedale con un quadro clinico assai preoccupante. Scatta la denuncia per abbandono di incapace
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TARQUINIA. Tre ore, o forse anche di più, abbandonata dentro un’auto e rinchiusa lì come in una gabbia. Una gabbia di fuoco, arroventata dal sole caldo della prima domenica di maggio che diventa strumento di tortura e rischia di trasformarsi in uno strumento di morte. Sembra la “solita” brutta storia di animali maltrattati dai padroni, e invece se possibile è ancora peggio. Perché la vittima di questa triste vicenda è una donna, un’anziana malata. La badante alla quale era stata affidata l’ha portata fuori con sé per una passeggiata, e poi se l’è dimenticata nell’auto. In quella trappola rovente, a rischiare una fine atroce alla quale l’anziana è stata sottratta solo dal provvidenziale allarme di alcuni passanti e dal pronto intervento dei carabinieri.
La domenica dell’incubo comincia a Scansano (Grosseto). Qui abita l’anziana, 65 anni, che soffre di demenza senile. Proprio per questo i familiari hanno voluto una badante. Una donna straniera, ultraquarantenne, che da tempo assiste la signora malata e gode della piena fiducia della famiglia che le ha dato lavoro. Nella tarda mattinata di ieri la badante decide di uscire, una passeggiata con il suo fidanzato, un uomo di Scansano. La meta dei due è Tarquinia, dove è in corso una fiera mercato. Naturalmente l’anziana signora non può essere lasciata sola, dunque la coppia la porta con sé.
Nel primo pomeriggio i tre raggiungono Tarquinia. Parcheggiano l’auto e - a quanto sembra - l’anziana, fortemente provata nel fisico, fa intendere che non ce la fa e vuole restare in macchina. La polacca e l’amico però hanno voglia di farsi comunque un giro tra gli stand della fiera. Tirano giù due dita del finestrino per far passare un filo d’aria e si avviano verso i banchi. «Torniamo subito», dicono probabilmente alla donna. Invece prima del loro ritorno passano le ore.
Il sole picchia, e l’abitacolo della macchina diventa una specie di forno. La 65enne malata comincia a sentirsi male. Si fa i bisogni addosso («l’abbiamo trovata tra feci e orina», diranno poi i carabinieri di Tarquinia) e sul suo volto e nei suoi gesti faticosi cominciano a farsi evidenti i segni della sofferenza.
Qualche passante se ne accorge. Prova ad aprire lo sportello ma niente, l’auto è chiusa dall’esterno e la donna sul sedile non è in grado di liberarsi da sé.
A quel punto, è ormai il tardo pomeriggio, parte la chiamata al 112. Dal comando di Tarquinia arriva una pattuglia di carabinieri. I militari forzano la portiera, si rendono conto della gravità delle condizioni della donna e chiedono l’immediato intervento di un’ambulanza. L’anziana viene subito trasportata all’ospedale di Tarquinia, dove i medici confermano un quadro clinico preoccupante: stremata dal calore insopportabile, la 65enne è in preda a una crisi di ipertermia e di astenia. Viene ordinato l’immediato ricovero, dovrà restare in ospedale sotto osservazione per almeno una decina di giorni.
Nel frattempo i carabinieri rintracciano la badante e il fidanzato. Questi cercano di giustificarsi in qualche modo, ma la vicenda è grave e le loro scuse non convincono. In accordo con il magistrato, i militari - che in un primo momento avevano addirittura pensato all’arresto - denunciano la badante per abbandono di incapace, un reato che prevede pene da sei mesi a cinque anni. Nessuna denuncia, invece, per il fidanzato della straniera, che non ha vincoli - di custodia o parentela - con l’anziana.
La domenica dell’incubo comincia a Scansano (Grosseto). Qui abita l’anziana, 65 anni, che soffre di demenza senile. Proprio per questo i familiari hanno voluto una badante. Una donna straniera, ultraquarantenne, che da tempo assiste la signora malata e gode della piena fiducia della famiglia che le ha dato lavoro. Nella tarda mattinata di ieri la badante decide di uscire, una passeggiata con il suo fidanzato, un uomo di Scansano. La meta dei due è Tarquinia, dove è in corso una fiera mercato. Naturalmente l’anziana signora non può essere lasciata sola, dunque la coppia la porta con sé.
Nel primo pomeriggio i tre raggiungono Tarquinia. Parcheggiano l’auto e - a quanto sembra - l’anziana, fortemente provata nel fisico, fa intendere che non ce la fa e vuole restare in macchina. La polacca e l’amico però hanno voglia di farsi comunque un giro tra gli stand della fiera. Tirano giù due dita del finestrino per far passare un filo d’aria e si avviano verso i banchi. «Torniamo subito», dicono probabilmente alla donna. Invece prima del loro ritorno passano le ore.
Il sole picchia, e l’abitacolo della macchina diventa una specie di forno. La 65enne malata comincia a sentirsi male. Si fa i bisogni addosso («l’abbiamo trovata tra feci e orina», diranno poi i carabinieri di Tarquinia) e sul suo volto e nei suoi gesti faticosi cominciano a farsi evidenti i segni della sofferenza.
Qualche passante se ne accorge. Prova ad aprire lo sportello ma niente, l’auto è chiusa dall’esterno e la donna sul sedile non è in grado di liberarsi da sé.
A quel punto, è ormai il tardo pomeriggio, parte la chiamata al 112. Dal comando di Tarquinia arriva una pattuglia di carabinieri. I militari forzano la portiera, si rendono conto della gravità delle condizioni della donna e chiedono l’immediato intervento di un’ambulanza. L’anziana viene subito trasportata all’ospedale di Tarquinia, dove i medici confermano un quadro clinico preoccupante: stremata dal calore insopportabile, la 65enne è in preda a una crisi di ipertermia e di astenia. Viene ordinato l’immediato ricovero, dovrà restare in ospedale sotto osservazione per almeno una decina di giorni.
Nel frattempo i carabinieri rintracciano la badante e il fidanzato. Questi cercano di giustificarsi in qualche modo, ma la vicenda è grave e le loro scuse non convincono. In accordo con il magistrato, i militari - che in un primo momento avevano addirittura pensato all’arresto - denunciano la badante per abbandono di incapace, un reato che prevede pene da sei mesi a cinque anni. Nessuna denuncia, invece, per il fidanzato della straniera, che non ha vincoli - di custodia o parentela - con l’anziana.
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