Il dolore
Rapisce la ballerina per una notte
Federico Lazzotti
Ha minacciato un amico con la pistola, la ragazza liberata dopo 9 ore
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ORBETELLO. Ha rapito una ballerina di un night club di Orbetello con cui aveva una relazione. Poi l’ha fatta salire in macchina minacciando un amico con una pistola e infine l’ha nascosta nella villetta di proprietà del fratello, lungo la Senese. Sono servite sei ore ai carabinieri per individuare la casa dov’era tenuta prigioniera la ragazza e liberarla prima che l’uomo tentasse di farla salire di nuovo in auto per fuggire. Intorno alle 11, infatti, fuori dalla villetta, si era già appostata una squadra dei reparti speciali, ma l’intervento delle teste di cuoio non è stato necessario. Quando nella tarda mattinata l’uomo, P.A., dentista di quaranta anni con uno studio in provincia di Grosseto, ha messo il naso fuori dall’appartamento, ha trovato i militari ad aspettarlo. A scatenare la follia del quarantenne è stata probabilmente la gelosia nei confronti di quella donna che diceva di amare. Il medico, nato a Roma ma residente a Siena, è stato arrestato con l’accusa di sequestro di persona, porto abusivo di arma e minaccia aggravata e trasferito nel carcere di Siena. In casa i militari hanno infatti trovati un paio di coltelli e diverse munizioni.
Ieri pomeriggio il quarantenne è stato ascoltato dal pubblico ministero Francesca Firrao. Insieme agli inquirenti ha ripercorso la lunga notte in cui ha vagato tra Siena, la Laguna di Orbetello fino a raggiungere la piccola frazione di San Rocco a Pilli. Sono circa le due di sabato notte quando l’uomo parcheggia la sua Bmw station wagon fuori dal locale, lungo l’Aurelia. All’interno ci sono ancora una decina di persone. Il dentista - per quello che hanno ricostruito gli inquirenti - è già stato nel night club. A tutti, titolare compreso, sembra una visita come tante altre. L’uomo chiede della ballerina con la quale ha una relazione, ma lei è già uscita. Allora esce e va a caccia della Peugeot 107 sulla quale la donna, 33 anni, origini albanesi, sta tornando a casa. La trova poco distante dal locale, gli taglia la strada, la fa scendere e con la forza la fa salire sulla sua auto. Alla scena assiste un amico della donna che cerca di fermarlo. «Che fai? Smettila», gli avrebbe detto. L’uomo a quel punto avrebbe estratto dalla tasca una pistola Beretta calibro 40, regolarmente detenuta, minacciando il ragazzo. A questo punto l’aguzzino ha proseguito sull’Aurelia in direzione di Grosseto.
L’allarme è scattato immediatamente. «Hanno rapito una delle ballerine del night club», hanno spiegato al 112. Alle 3 è iniziata la caccia alla Bmw station wagon di colore grigio. I carabinieri di Orbetello hanno girato la segnalazione sia ai colleghi di Grosseto che a quelli di Viterbo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti l’uomo si sarebbe diretto a Grosseto per poi imboccare la Senese. Intorno alle 5, dopo aver percorso una novantina di chilometri, la Bmw grigia viene parcheggiata nella zona residenziale di San Rocco a Pilli. In quella casa vive il fratello del medico. L’uomo porta la ragazza in casa a chiude dietro di sé la porta, forse sperando di averla fatta franca. I carabinieri di Siena ci mettono poche ore a individuare nella villetta tra Siena e Grosseto il possibile nascondiglio dove il medico ha scelto di rifugiarsi. Probabilmente anche i cellulari dell’aguzzino e della ragazza danno una mano agli investigatori nella localizzazione. Intorno alle 10,30 a San Rocco a Pilli arrivano una trentina di militari. Nessuno a quell’ora sa che cosa può essere accaduto alla ragazza. E tantomeno la reazione che il carceriere può avere.
Ecco perché la Compagnia di Siena chiede l’intervento del Gis di Livorno, il gruppo di intervento speciale. Le teste di cuoio sono pronte a entrare in azione quando poco prima di mezzogiorno l’uomo esce di casa. Ai militari non resta che bloccarlo, liberare la ragazza e trasferire il medico nel carcere di Siena.
Ieri pomeriggio il quarantenne è stato ascoltato dal pubblico ministero Francesca Firrao. Insieme agli inquirenti ha ripercorso la lunga notte in cui ha vagato tra Siena, la Laguna di Orbetello fino a raggiungere la piccola frazione di San Rocco a Pilli. Sono circa le due di sabato notte quando l’uomo parcheggia la sua Bmw station wagon fuori dal locale, lungo l’Aurelia. All’interno ci sono ancora una decina di persone. Il dentista - per quello che hanno ricostruito gli inquirenti - è già stato nel night club. A tutti, titolare compreso, sembra una visita come tante altre. L’uomo chiede della ballerina con la quale ha una relazione, ma lei è già uscita. Allora esce e va a caccia della Peugeot 107 sulla quale la donna, 33 anni, origini albanesi, sta tornando a casa. La trova poco distante dal locale, gli taglia la strada, la fa scendere e con la forza la fa salire sulla sua auto. Alla scena assiste un amico della donna che cerca di fermarlo. «Che fai? Smettila», gli avrebbe detto. L’uomo a quel punto avrebbe estratto dalla tasca una pistola Beretta calibro 40, regolarmente detenuta, minacciando il ragazzo. A questo punto l’aguzzino ha proseguito sull’Aurelia in direzione di Grosseto.
L’allarme è scattato immediatamente. «Hanno rapito una delle ballerine del night club», hanno spiegato al 112. Alle 3 è iniziata la caccia alla Bmw station wagon di colore grigio. I carabinieri di Orbetello hanno girato la segnalazione sia ai colleghi di Grosseto che a quelli di Viterbo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti l’uomo si sarebbe diretto a Grosseto per poi imboccare la Senese. Intorno alle 5, dopo aver percorso una novantina di chilometri, la Bmw grigia viene parcheggiata nella zona residenziale di San Rocco a Pilli. In quella casa vive il fratello del medico. L’uomo porta la ragazza in casa a chiude dietro di sé la porta, forse sperando di averla fatta franca. I carabinieri di Siena ci mettono poche ore a individuare nella villetta tra Siena e Grosseto il possibile nascondiglio dove il medico ha scelto di rifugiarsi. Probabilmente anche i cellulari dell’aguzzino e della ragazza danno una mano agli investigatori nella localizzazione. Intorno alle 10,30 a San Rocco a Pilli arrivano una trentina di militari. Nessuno a quell’ora sa che cosa può essere accaduto alla ragazza. E tantomeno la reazione che il carceriere può avere.
Ecco perché la Compagnia di Siena chiede l’intervento del Gis di Livorno, il gruppo di intervento speciale. Le teste di cuoio sono pronte a entrare in azione quando poco prima di mezzogiorno l’uomo esce di casa. Ai militari non resta che bloccarlo, liberare la ragazza e trasferire il medico nel carcere di Siena.
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