Attenzione
LA GUERRA DEI RUMORI
Movida e residenti, la notte contesa
Francesca Ferri
Via San Martino la notte si popola di giovani, ma i residenti si lamentano del chiasso. Così è partita una battaglia - anche a colpi di tafferugli e denunce - tra abitanti e locali notturni. Il sindaco è intervenuto con una ordinanza contestata. E adesso promette soluzioni condivise. Dite la vostra e votate il sondaggio
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GROSSETO. Marzo 2008, via San Martino, centro storico di Grosseto. Un locale nuovo di zecca, il "Pepe nero", che il passa parola decreta come "di tendenza", e orde di clienti che ci si assiepano dentro ma, soprattutto, che si attardano a chiacchierare fuori, dove si può fumare senza alcun divieto, portarsi dietro il bicchiere, darsi appuntamento con gli amici. La serata sembra fatta, ma non sono della stessa opinione qualche metro sopra il livello della strada.
Con l'apertura del locale, infatti, i residenti di via San Martino hanno perso il sonno: la musica alta e gli schiamazzi non danno pace fino alle prime ore del mattino e parte la battaglia. Le armi sono richieste di intervento dei vigili e dei carabinieri, pattuglie che girano, petizioni e un botta e risposta infinito sui giornali. Il culmine nel gennaio scorso, quando i residenti, esasperati oltre ogni sopportazione, scendono in strada e affrontano direttamente clienti e gestore.
Scoppiano tafferugli, volano denunce e poco dopo, con una pila di documentazione sulla scrivania, che comprende anche le rilevazioni fonometriche dell'Arpat con registrazioni di rumori notturni superiori alla soglia consentita, il sindaco Emilio Bonifazi emana un'ordinanza di chiusura anticipata a mezzanotte. Due ore di lavoro in meno durante la settimana e tre il venerdì e il sabato.
E mentre al "Pepe nero" si fanno i conti dei mancati incassi dovuti all'orario ridotto e saltano due posti di lavoro, a poche decine di metri di distanza un altro locale apre i battenti, il "Narciso", ma per poco. Prima è costretto a sospendere l'attività secondo un'ordinanza del questore: i clienti che si assiepano fuori dalla porta a decine costituirebbero un pericolo per la pubblica sicurezza. Poi, come già era successo al "Pepe nero", anche qui arriva l'ordinanza del sindaco che impone la chiusura da Cenerentola; non più per problemi di sicurezza ma, come in via San Martino, per i rumori che tra l'altro minacciano l'attività del vicino albergo "Maremma", i cui clienti si rifiutano di pernottare nelle stanze che danno sulla strada. Anche qui, licenziamenti di personale e rischio chiusura definitiva.
La notte grossetana si anima allora sempre di più delle polemiche che, pian piano, riempiono anche le stanze della politica. Fioccano le prese di posizione a favore e contro i provvedimenti dell'amministrazione e fioccano le proposte, da Rifondazione comunista che vuole togliere la "fiesta" notturna nelle strade del centro e trasferirla in una cittadella in periferia, al Pdl che vorrebbe invece notti bianche non stop e nessuna limitazione ai gestori.
Le posizioni si polarizzano ai due lati opposti: nasce un comitato di residenti che non ci sta a farsi chiamare "pantofolaio", ma pretende di veder riconosciuto il suo diritto al riposo, e nasce un'associazione di gestori di locali grossetani. Il Comune, intanto, propone una tavola rotonda per chiarire le posizioni e trovare una soluzione condivisa.
Come risolvere la "guerra dei rumori"? Quale può essere il punto d'incontro fra il diritto al riposo dei residenti e la vita notturna nei locali del centro? Votate il sondaggio e inviate qui sotto proposte, proteste e idee.
Con l'apertura del locale, infatti, i residenti di via San Martino hanno perso il sonno: la musica alta e gli schiamazzi non danno pace fino alle prime ore del mattino e parte la battaglia. Le armi sono richieste di intervento dei vigili e dei carabinieri, pattuglie che girano, petizioni e un botta e risposta infinito sui giornali. Il culmine nel gennaio scorso, quando i residenti, esasperati oltre ogni sopportazione, scendono in strada e affrontano direttamente clienti e gestore.
Scoppiano tafferugli, volano denunce e poco dopo, con una pila di documentazione sulla scrivania, che comprende anche le rilevazioni fonometriche dell'Arpat con registrazioni di rumori notturni superiori alla soglia consentita, il sindaco Emilio Bonifazi emana un'ordinanza di chiusura anticipata a mezzanotte. Due ore di lavoro in meno durante la settimana e tre il venerdì e il sabato.
E mentre al "Pepe nero" si fanno i conti dei mancati incassi dovuti all'orario ridotto e saltano due posti di lavoro, a poche decine di metri di distanza un altro locale apre i battenti, il "Narciso", ma per poco. Prima è costretto a sospendere l'attività secondo un'ordinanza del questore: i clienti che si assiepano fuori dalla porta a decine costituirebbero un pericolo per la pubblica sicurezza. Poi, come già era successo al "Pepe nero", anche qui arriva l'ordinanza del sindaco che impone la chiusura da Cenerentola; non più per problemi di sicurezza ma, come in via San Martino, per i rumori che tra l'altro minacciano l'attività del vicino albergo "Maremma", i cui clienti si rifiutano di pernottare nelle stanze che danno sulla strada. Anche qui, licenziamenti di personale e rischio chiusura definitiva.
La notte grossetana si anima allora sempre di più delle polemiche che, pian piano, riempiono anche le stanze della politica. Fioccano le prese di posizione a favore e contro i provvedimenti dell'amministrazione e fioccano le proposte, da Rifondazione comunista che vuole togliere la "fiesta" notturna nelle strade del centro e trasferirla in una cittadella in periferia, al Pdl che vorrebbe invece notti bianche non stop e nessuna limitazione ai gestori.
Le posizioni si polarizzano ai due lati opposti: nasce un comitato di residenti che non ci sta a farsi chiamare "pantofolaio", ma pretende di veder riconosciuto il suo diritto al riposo, e nasce un'associazione di gestori di locali grossetani. Il Comune, intanto, propone una tavola rotonda per chiarire le posizioni e trovare una soluzione condivisa.
Come risolvere la "guerra dei rumori"? Quale può essere il punto d'incontro fra il diritto al riposo dei residenti e la vita notturna nei locali del centro? Votate il sondaggio e inviate qui sotto proposte, proteste e idee.
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