Gioco
Piove dal tetto, panico all’Istituto Agrario
Il controsoffitto si impregna d’acqua, gli studenti evacuati per precauzione
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GROSSETO. «Sono uscito dall’aula per andare alla macchinetta del caffè. C’erano alcuni tecnici nel corridoio, erano in piedi su uno scaleo. Uno di loro aveva in mano uno strumento che poteva sembrare il manico di una scopa. Ha toccato il contro-soffitto in un paio di punti dove si vedevano più chiaramente le chiazze d’acqua. È bastato un colpetto e i pannelli sono venuti giù. Quanti? Non lo so, ma credo che in tutto fossero una decina di metri quadrati».
Federico, diciotto anni, frequenta la quinta A: terza porta lungo il corridoio al secondo piano dell’Istitito superiore Leopoldo di Lorena, seicento studenti divisi in una trentina di classi all’interno della cittadella dello studente. L’allarme sicurezza nelle scuole è passato da Grosseto introno a mezzogiorno. Da questo episodio infatti la scuola è stata paragonata al liceo scientifico di Rivoli, nel torinese, dove sabato a causa del crollo del controsoffitto in un’aula è morto uno studente di diciassette anni, Vito Scafidi.
È bastato che scattasse la rimozione precauzionale di alcuni pannelli in cartongesso a causa delle infiltrazioni d’acqua dal tetto a cui è seguita l’evacuazione del secondo piano per trasformare l’intervento dei tecnici della protezione civile in un «crollo di una parte del controsoffitto in un’aula» indirizzando l’attenzione del Paese, Tg nazionali compresi, sull’Istituto alla Cittadella dello studente.
Alla fine sono stati una trentina i pannelli quaranta per quaranta rimossi dai tecnici all’interno di laboratori, aule, bagni e corridoi, prima che arrivasse il momento del sopralluogo da parte dei vigili del fuoco che hanno dato l’agibilità al secondo piano dell’Istituto dove questa mattina potranno riprendere le lezioni. Spiega l’assessore provinciale Sergio Bovicelli: «Vogliamo rassicurare i ragazzi e le loro famiglie, l’Agrario è agibile e le attività didattiche possono continuare senza alcun rischio».
È da poco suonata la campanella quando anche i rappresentanti d’Istituto si presentano dalla preside Marile Taddei per segnalare, pure loro, che la pioggia degli ultimi giorni ha impregnato il controsoffitto al piano di sopra. Lungo il corridoio le custodi hanno messo dalla scorsa settimana dei secchi per raccogliere l’acqua piovana che filtra dalle canalette, mentre lungo il pavimento, all’inizio del corridoio, c’è un cartello giallo con la scritta «pericolo» e il disegno stilizzato di una persona che rischia di cadere.
Scattano le verifiche dei tecnici della Provincia, arriva anche la protezione civile. Il piano superiore della scuola viene evacuato, un centinaio di studenti abbandonano le loro aule poco prima di mezzogiorno. «La copertura in catrame che isola la struttura in cemento armato - spiegano i vigili del fuoco al termine del sopralluogo - negli anni ha ceduto in alcuni punti consentendo alla pioggia di passare». Da due settimane all’interno della scuola sono in corso i lavori di ristrutturazione costati oltre cento mila euro. Il 50% della reimpermeabilizzazione - spiegano dalla Provincia - è già conclusa e solo la pioggia ha rallentato la conclusione dell’opera di manutenzione.
I temporali del fine settimana hanno impregnato ulteriormente il controsoffitto. «Sono quindici anni - raccontano Andrea, altro studente di quinta - che la scuola è in questa situazione. E ogni volta che piove è sempre la stessa storia. Quando siamo passati dal corridoio c’erano un paio di centimetri d’acqua lungo il corridoio». A farne le spese, secondo i tecnici - sempre le stesse zone - «dove l’acqua, attraverso le canaline si deposita. Tutti gli addetti ai lavori negano che le infiltrazioni avrebbero potuto fare danni maggiori. «La struttura in cemento armato - spiega Dino Torrini, capo squadra dei vigili del fuoco - non avrebbe potuto cedere». Menomale. Federico Lazzotti
Federico, diciotto anni, frequenta la quinta A: terza porta lungo il corridoio al secondo piano dell’Istitito superiore Leopoldo di Lorena, seicento studenti divisi in una trentina di classi all’interno della cittadella dello studente. L’allarme sicurezza nelle scuole è passato da Grosseto introno a mezzogiorno. Da questo episodio infatti la scuola è stata paragonata al liceo scientifico di Rivoli, nel torinese, dove sabato a causa del crollo del controsoffitto in un’aula è morto uno studente di diciassette anni, Vito Scafidi.
È bastato che scattasse la rimozione precauzionale di alcuni pannelli in cartongesso a causa delle infiltrazioni d’acqua dal tetto a cui è seguita l’evacuazione del secondo piano per trasformare l’intervento dei tecnici della protezione civile in un «crollo di una parte del controsoffitto in un’aula» indirizzando l’attenzione del Paese, Tg nazionali compresi, sull’Istituto alla Cittadella dello studente.
Alla fine sono stati una trentina i pannelli quaranta per quaranta rimossi dai tecnici all’interno di laboratori, aule, bagni e corridoi, prima che arrivasse il momento del sopralluogo da parte dei vigili del fuoco che hanno dato l’agibilità al secondo piano dell’Istituto dove questa mattina potranno riprendere le lezioni. Spiega l’assessore provinciale Sergio Bovicelli: «Vogliamo rassicurare i ragazzi e le loro famiglie, l’Agrario è agibile e le attività didattiche possono continuare senza alcun rischio».
È da poco suonata la campanella quando anche i rappresentanti d’Istituto si presentano dalla preside Marile Taddei per segnalare, pure loro, che la pioggia degli ultimi giorni ha impregnato il controsoffitto al piano di sopra. Lungo il corridoio le custodi hanno messo dalla scorsa settimana dei secchi per raccogliere l’acqua piovana che filtra dalle canalette, mentre lungo il pavimento, all’inizio del corridoio, c’è un cartello giallo con la scritta «pericolo» e il disegno stilizzato di una persona che rischia di cadere.
Scattano le verifiche dei tecnici della Provincia, arriva anche la protezione civile. Il piano superiore della scuola viene evacuato, un centinaio di studenti abbandonano le loro aule poco prima di mezzogiorno. «La copertura in catrame che isola la struttura in cemento armato - spiegano i vigili del fuoco al termine del sopralluogo - negli anni ha ceduto in alcuni punti consentendo alla pioggia di passare». Da due settimane all’interno della scuola sono in corso i lavori di ristrutturazione costati oltre cento mila euro. Il 50% della reimpermeabilizzazione - spiegano dalla Provincia - è già conclusa e solo la pioggia ha rallentato la conclusione dell’opera di manutenzione.
I temporali del fine settimana hanno impregnato ulteriormente il controsoffitto. «Sono quindici anni - raccontano Andrea, altro studente di quinta - che la scuola è in questa situazione. E ogni volta che piove è sempre la stessa storia. Quando siamo passati dal corridoio c’erano un paio di centimetri d’acqua lungo il corridoio». A farne le spese, secondo i tecnici - sempre le stesse zone - «dove l’acqua, attraverso le canaline si deposita. Tutti gli addetti ai lavori negano che le infiltrazioni avrebbero potuto fare danni maggiori. «La struttura in cemento armato - spiega Dino Torrini, capo squadra dei vigili del fuoco - non avrebbe potuto cedere». Menomale. Federico Lazzotti
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