Il Tirreno

Grosseto

«Ci batteremo per difendere gli asili»

Barbara Uloremi
«Ci batteremo per difendere gli asili»

Di Vincenzo favorevole alla riforma «purché migliori la scuola»

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ORBETELLO. Dopo l’incontro avuto con gli studenti, l’assessore Di Vincenzo, che supplisce l’assente Paolini nel dirimere le questioni inerenti la scuola, rende finalmente nota la posizione dell’amministrazione sulla Riforma Gelmini e riferisce i risultati di alcuni incontri avuti con gli addetti ai lavori. «Dopo la conferenza di Grosseto, a Orbetello si è svolta una direzione zonale delle scuole del Comune - spiega l’assessore - e, in quella sede, sono state espresse diverse perplessità riguardanti la legge Gelmini, ma le preoccupazioni non trovano conferma nella legge, in quanto le direttive specifiche devono ancora essere emanate e la legge avrà effetto a partire dal 2009, perciò c’è ancora un anno di tempo per comprendere cosa farei».

«Nel nostro Comune - prosegue Di Vincenzo - esistono 6 scuole materne, 5 elementari, 3 scuole medie e 3 Istituti superiori e noi non abbiamo proposto alcuna modifica alla situazione esistente». Il Comune di Orbetello perciò concorda di fatto con le conclusioni della Conferenza Provinciale tenutasi riguardo la Scuola, ma l’ex primo cittadino lagunare sottolinea che politicamente il Comune di Orbetello fa una valutazione positiva della Legge Gelmini: «Esiste qualche differenza di vedute tra l’Amministrazione Matteoli e quelle di alcuni altri comuni - afferma - la maggior parte dei quali ha espresso critiche in merito alla legge e noi non le condividiamo. La sosteniamo invece, purché abbia l’effetto sperato, cioè quello di creare una scuola più efficiente, alunni più istruiti, insegnanti più motivati e di ridurre gli sprechi».

In merito alle conseguenze pratiche sul territorio e allo spettro delle chiusure, ancora Di Vincenzo non si sbilancia: «Anche gli addetti ai lavori ancora non sanno bene cosa succederà - dice - e da parte del ministero mancano tutti gli atti aggiuntivi per comprendere quale situazione andrà a delinearsi. Ancora neanche è chiaro se esisteranno o meno deroghe, su che base verranno accorpati gli istituti e comunque, nell’ottica di un ridimensionamento, l’amministrazione si batterà per salvaguardare le scuole materne, per evitare un assurdo sacrificio ai bambini dai 2 ai 6 anni».

Con le imminenti chiusure, prima fra tutte quella della storica scuola elementare Baccarini, si riapre la questione della destinazione di quegli spazi. «Il Baccarini - afferma - non diventerà né una struttura ricettiva, né uno spazio residenziale».ORBETELLO. Dopo l’incontro avuto con gli studenti, l’assessore Di Vincenzo, che supplisce l’assente Paolini nel dirimere le questioni inerenti la scuola, rende finalmente nota la posizione dell’amministrazione sulla Riforma Gelmini e riferisce i risultati di alcuni incontri avuti con gli addetti ai lavori. «Dopo la conferenza di Grosseto, a Orbetello si è svolta una direzione zonale delle scuole del Comune - spiega l’assessore - e, in quella sede, sono state espresse diverse perplessità riguardanti la legge Gelmini, ma le preoccupazioni non trovano conferma nella legge, in quanto le direttive specifiche devono ancora essere emanate e la legge avrà effetto a partire dal 2009, perciò c’è ancora un anno di tempo per comprendere cosa farei».

«Nel nostro Comune - prosegue Di Vincenzo - esistono 6 scuole materne, 5 elementari, 3 scuole medie e 3 Istituti superiori e noi non abbiamo proposto alcuna modifica alla situazione esistente». Il Comune di Orbetello perciò concorda di fatto con le conclusioni della Conferenza Provinciale tenutasi riguardo la Scuola, ma l’ex primo cittadino lagunare sottolinea che politicamente il Comune di Orbetello fa una valutazione positiva della Legge Gelmini: «Esiste qualche differenza di vedute tra l’Amministrazione Matteoli e quelle di alcuni altri comuni - afferma - la maggior parte dei quali ha espresso critiche in merito alla legge e noi non le condividiamo. La sosteniamo invece, purché abbia l’effetto sperato, cioè quello di creare una scuola più efficiente, alunni più istruiti, insegnanti più motivati e di ridurre gli sprechi».

In merito alle conseguenze pratiche sul territorio e allo spettro delle chiusure, ancora Di Vincenzo non si sbilancia: «Anche gli addetti ai lavori ancora non sanno bene cosa succederà - dice - e da parte del ministero mancano tutti gli atti aggiuntivi per comprendere quale situazione andrà a delinearsi. Ancora neanche è chiaro se esisteranno o meno deroghe, su che base verranno accorpati gli istituti e comunque, nell’ottica di un ridimensionamento, l’amministrazione si batterà per salvaguardare le scuole materne, per evitare un assurdo sacrificio ai bambini dai 2 ai 6 anni».

Con le imminenti chiusure, prima fra tutte quella della storica scuola elementare Baccarini, si riapre la questione della destinazione di quegli spazi. «Il Baccarini - afferma - non diventerà né una struttura ricettiva, né uno spazio residenziale». Per quanto concerne il ventilato accorpamento degli istituti superiori, che lascerebbe Orbetello senza presidenza, l’assessore avverte che «In occasione dello scorso ridimensionamento il Comune e la Provincia si trovarono in accordo nel “prestare” al Nautico di Porto Santo Stefano l’Istituto Tecnico Commerciale di Albinia, al fine di avere due uffici di dirigenza scolastica superiore nella zona sud. Qualora questa condizione dovesse essere messa in discussione, ci troveremmo costretti a rivendicare, per una questione di numeri, l’autonomia scolastica del Comune».

Per quanto concerne il ventilato accorpamento degli istituti superiori, che lascerebbe Orbetello senza presidenza, l’assessore avverte che «In occasione dello scorso ridimensionamento il Comune e la Provincia si trovarono in accordo nel “prestare” al Nautico di Porto Santo Stefano l’Istituto Tecnico Commerciale di Albinia, al fine di avere due uffici di dirigenza scolastica superiore nella zona sud. Qualora questa condizione dovesse essere messa in discussione, ci troveremmo costretti a rivendicare, per una questione di numeri, l’autonomia scolastica del Comune».

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