Sicurezza
Lettere Asl ai defunti: altre denunce
«Mia moglie è morta nel 1998 e adesso la invitano al pap test...»
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GROSSETO. Due indizi non fanno una prova, ma la seconda lettera di convocazione spedita dall’Asl 9 a una persona deceduta da più di dieci anni, lascia pensare che la macchina organizzativa che dovrebbe occuparsi della prevenzione dei tumori a Grosseto si sia inceppata in qualche meccanismo non distinguendo più le persone in vita da quelle scomparse. Tanto più che questo secondo caso riguarda una donna deceduta il 9 giugno del 1998 per un tumore al seno e chiamata dall’azienda ospedaliera per effettuare una visita di controllo per la prevenzione del tumore al collo dell’utero. «Mia moglie - spiega - Graziano Fazzi 52 anni, ferroviere - è stata operata nel 1995 al Misericordia. Ha lottato per altri tre anni prima di morire. Sapere che a distanza di dieci anni è stata chiamata per una visita è stato come riaprire la ferita». L’altro ieri nella cassetta della posta è spuntata la lettera indirizzata a Carolina Pazzaglia, nata il 6 ottobre 1960 e l’intestazione «Azienda Usl numero 9 di Grosseto, Centro coordinamento screening». «Quando l’ho vista ho pensato a uno scherzo di cattivo gusto, anche perché dopo il decesso di Carolina ho compilato io stesso tutte le pratiche necessarie, compreso l’atto di morte depositato in Comune», prosegue il marito della signora.
Tra l’altro il signor Fazzi percepisce anche una piccola pensione dopo la scomparsa della moglie il che significa che non c’è nessun tipo di comunicazione tra i data base dell’azienda ospedaliera e quello di in Inps da una parte e Comune dall’altra. Nella lettera, come in quella recapitata alla signora scomparsa dodici anni fa, l’Asl «in collaborazione con il suo medico di famiglia - si legge - la invita a eseguire un controllo del collo dell’utero o mediante pap test». È impossibile che il mio medico di famiglia che per anni ha curato mia moglie - si domanda Fazzi - non sappia che è deceduta da dodici anni? È stata lui a seguirla. «Io credo che si tratti invece di una brutta figura da parte del Centro di coordinamento». Quando il signor Fazzi ha visto il caso dell’altra signora ha allargato le braccia: «Ecco vedi - mi sono detto - non sono solo». Nella lettera di convocazione l’Asl spiega anche come «la prevenzione attraverso la diagnosi precoce permette di individuare in modo tempestivo la comparsa di un tumore in fase iniziale». Nel proseguo dell’invito ci sono anche tutti i consigli da seguire prima di affrontare l’esame che si rivolge «a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni».
Alla destinataria viene anche ricordato che «l’esame è gratuito, semplice e indolore» e soprattutto che «questo è il periodo in cui lei dovrebbe fare l’esame di controllo. Se desidera un appuntamento nei nostri punti prelievo o semplicemente ha bisogno di informazioni non esiti a chiamare». L’invito - c’è scritto in calce - è valido quattro mesi. Mentre il ritardo di dieci anni non è compreso.
Tra l’altro il signor Fazzi percepisce anche una piccola pensione dopo la scomparsa della moglie il che significa che non c’è nessun tipo di comunicazione tra i data base dell’azienda ospedaliera e quello di in Inps da una parte e Comune dall’altra. Nella lettera, come in quella recapitata alla signora scomparsa dodici anni fa, l’Asl «in collaborazione con il suo medico di famiglia - si legge - la invita a eseguire un controllo del collo dell’utero o mediante pap test». È impossibile che il mio medico di famiglia che per anni ha curato mia moglie - si domanda Fazzi - non sappia che è deceduta da dodici anni? È stata lui a seguirla. «Io credo che si tratti invece di una brutta figura da parte del Centro di coordinamento». Quando il signor Fazzi ha visto il caso dell’altra signora ha allargato le braccia: «Ecco vedi - mi sono detto - non sono solo». Nella lettera di convocazione l’Asl spiega anche come «la prevenzione attraverso la diagnosi precoce permette di individuare in modo tempestivo la comparsa di un tumore in fase iniziale». Nel proseguo dell’invito ci sono anche tutti i consigli da seguire prima di affrontare l’esame che si rivolge «a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni».
Alla destinataria viene anche ricordato che «l’esame è gratuito, semplice e indolore» e soprattutto che «questo è il periodo in cui lei dovrebbe fare l’esame di controllo. Se desidera un appuntamento nei nostri punti prelievo o semplicemente ha bisogno di informazioni non esiti a chiamare». L’invito - c’è scritto in calce - è valido quattro mesi. Mentre il ritardo di dieci anni non è compreso.
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