Il Tirreno

Grosseto

«Questa è una festa, la politica non c’entra niente e ci lasci in pace»

Gli artisti invitati all'iniziativa, giunti da mezza Europa, sono allibiti: «Qui c'è solo il lato bello e vitale di una civiltà»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. All'attacco di Alleanza Nazionale segue la "rivolta" dei musicisti italiani e stranieri coinvolti nel progetto Lacio Drom e convinti di essere giunti a Grosseto per una giornata di festa e cultura.
 «Niente politica. La nostra festa non ha colori politici: viene dal cuore». Tre ore prima del concerto in piazza san Francesco (titolo "Lacio Drom", letteralmente "buon viaggio"), gli artisti manouche si dicono «offesi per questa nota di An che non merita commenti. È un attacco di basso livello di chi vuole politicizzare tutto, anche una grande festa che viene dal cuore». Una festa che unirà suoni, etnie e nazionalità diverse e che ha ospitato due dei più celebri musicisti al mondo di questo genere: Andy Aitchinson, celebre violinista manouche, e Lollo Meyer, chitarrista manouche, olandese e zingaro, che hanno spalancato i confini dell'antica tradizione tzigana. Accanto a loro Luca Giacomelli (grossetano, alla chitarra), Nicola Vernuccio alla chitarra e Jacopo Martini (chitarra).
 Tutti animati dallo spirito di Django Reinhardt, il celebre musicista d'inizio Novecento (la cui vita straordinaria fu raccontata anche da Woody Allen nel film "Accordi e Disaccordi") che ha reso possibile l'unione dell'antica tradizione musicale zingara del ceppo dei manouches col jazz americano, la creatività espressiva dello swing degli anni trenta col filone musicale del valzer musette francese e il virtuosismo eclettico tzigano. E tutti allibiti di fronte alla sortita di Mario Lolini.

 Jacopo Martini, 31 anni, fiorentino, chitarrista, si è avvicinato alla cultura manouche un anno e mezzo fa, su stimolo del carissimo amico musicista Lucio Apicella. «Prima suonavo solo il jazz. Dopo che mi sono avvicinato a questa musica ho scoperto di più: tutto il grande fermento che c'è intorno, come la volta che ho suonato a Metaponto. Lì non c'erano stranieri ma solo musicisti italiani, ed era una grandissima festa manouche. Per favore, sottolineate questo: il carattere buono, vivo, fresco, vitale di questa cultura, che la gente non conosce. È questo il messaggio della cultura manouche. La politica non c'entra e non deve entrarci niente. È' un messaggio di festa e unione: contaminazione di suoni e popoli». E di apertura nei due sensi: non solo verso la cultura nomade, ma anche dalla cultura nomade alla nostra. «Finora era un popolo chiuso - dice Martini - e tradizionalmente legato alla propria cultura. Molto diffidente nei nostri confronti. A noi "non zingari" ci chiamano "gadjé", che suona come dispregiativo. Grazie alla musica e al fatto che ci siamo avvicinati a loro e ai loro suoni, ora si sono aperti. Da quando è scoppiata questa passione di massa ci fanno entrare a suonare nei loro campi rom, e noi andiamo. Siamo riusciti a comunicare musicalmente». Perfino Lollo Meyer ha contravvenuto alla legge nomade che vuole solo matrimoni tra zingari. E ha sposato una donna olandese.

 Luca Giacomelli, che ha organizzato il tutto, sottolinea gli stessi aspetti di festa e comunione, e vuol tenere lontano Lollo Meyer «dalle cose politiche e che dividono gli animi. Lui e Andy sono venuti a Grosseto a godersi la festa. Noi abbiamo invitato 2 dei più grandi musicisti al mondo del gipsy jazz. Il nostro non è buonismo comunista. Lolini fa l'attacco a questa festa solo perché c'è dietro un assessore comunista. Ma noi avremmo proposto le stesse cose anche a loro, ci fosse stato un assessore di centrodestra. L'importanza e il bello dell'arte è quella di scavalcare qualsiasi tipo di pregiudizio politico. Io ho voluto regalare una serata di musica gipsy ad altissimo livello. Ci basta questo. Ora godiamoci il viaggio nomade - conclude il chitarrista grossetano - e andiamo tutti a conoscerlo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini