Il Tirreno

Grosseto

«Propaganda? La fa lui»

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 «Con Lacio Drom volevamo offrire lo spaccato di un popolo che spesso viene identificato solo per questioni legate alla sicurezza, e dimostrare come al di là di questo ci sia una parte viva da scoprire, legata alla cultura e al nomadismo». Replica così, Simone Ferretti, all'attacco di Mario Lolini. «Parlare di cultura di un popolo - prosegue Ferretti - è un'esperienza che può solo arricchire una città». Ad An, per cui Ferretti vuole indottrinare i cittadini, lui risponde di «non voler indottrinare nessuno. Semplicemente volevo rappresentare una realtà, una fetta importante di persone che viaggiano e culture che si integrano, al pari delle altre. Non a caso, all'interno del concerto stesso c'è una forte contaminazione tra suoni gitani, musicisti e strumentisti italiani». Per rispondere alle accuse di «aver usato risorse pubbliche per fare della cultura uno strumento di propaganda», Ferretti risponde che «il concerto è costato 4.200 euro Iva compresa. Non vedo quale crimine possa essere nel dare spazio "anche" (non solo) a questa forma di cultura nel mondo. Chi ha paura di mischiarsi con gli altri è solo perché trova in se stesso molti limiti. Per quanto riguarda la propaganda, respingo al mittente. Secondo me la politica di rilevare le impronte digitali solo ai rom, quella sì è stata propaganda di Governo».

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