Il Tirreno

Grosseto

Regina d'argentola Sensini ora è nella leggenda

Pierluigi Sposato
Regina d'argentola Sensini ora è nella leggenda

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Luna d’argento, regina del vento. Alessandra Sensini è la più forte di tutte, anche se è arrivata seconda a Qingdao. A 38 anni si è permessa il lusso di mettere in bacheca il suo quarto podio olimpico (l’argento le mancava, dopo l’oro di Sydney 2000 e il bronzo di Atlanta 1996 e Atene 2004), di diventare l’atleta con il maggior numero di medaglie olimpiche in tutte le specialità della vela, di mettere in fila le rivali di sempre, più giovani. Forza ed esperienza. Come Dara Torres, che a 41 anni torna negli Usa con tre argenti al collo; come (speriamo) Josefa Idem, 44 anni e una canoa da mettere in acqua per l’ennesima volta, per puntare dritta all’oro.

Donne protagoniste. La rivincita dei formidabili anni Settanta? Non solo. Alessandra Sensini, surfista da Grosseto, è una macchina perfetta, inossidabile. Anche mentalmente. Pienamente recuperata dopo Atene. Un lavoro interiore e fisico realizzato grazie a un’équipe di specialisti che l’hanno seguita passo passo. Vita sana e sacrifici. Un progetto tutto grossetano che ha abbinato la parte atletica a quella promozionale. Perché Ale ha portato in Cina anche il nome della propria terra, insieme a un pool di aziende riunite sotto l’etichetta di Maremma Tuscany: una scommessa vincente. Insomma, la Sensini non era sola nel mare senza vento della Cina. Sola con i suoi pensieri in gara, sì, ma in compagnia dello staff al Crown Hotel; e di tutti i tifosi maremmani che ieri mattina si sono piazzati davanti al televisore per sperare nell’oro.

L’impresa di Qingdao, quel mare senza vento che non l’ha certo favorita, non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, del resto. Dopo Atene, Ale si è presa due titoli mondiali (2006 a Torbole e 2008 ad Auckland) ed è giunta seconda all’Europeo di Cipro 2007. Si è rimessa in gioco confidando nella propria solidità interiore e nelle competenze di chi le è stata vicino. Ma chi glielo ha fatto fare? Alessandra - tre volte Velista dell’anno, commendatore della repubblica dal 2000 - ha un palmares da brividi, ineguagliabile: cinque partecipazioni nelle competizioni all’ombra dei cinque cerchi, tre terzi posti nei mondiali giovanili, un oro negli juniores, sedici volte sulla linea di partenza dei mondiali seniores (dieci successi), cinque titoli europei, due volte campionessa nei Giochi del Mediterraneo, plurimedagliata agli Italiani a partire dal 1987.

C’era bisogno di altro? Sì, se ti chiami Alessandra Sensini e se hai un amore solo: il mare. Quello conosciuto da ragazzina insieme al padre e alle sorelle. Un amore a prima vista, ricambiato. Ha imparato a dominare il vento e a conoscere le correnti, ormai in tutto il mondo. Una tavola e una vela, dalla vecchia Mistral alla recente Rs:x con cui ha imparato a prendere confidenza subito dopo Atene. La pelle profumata dalla salsedine, i riflessi del sole nei capelli, le carezze del maestrale sul viso. Bella nel suo sorriso che non sembra aver mai conosciuto delusioni. L’aspetta un altro bagno di folla, adesso, al suo rientro a Grosseto, come già avvenuto per le precedenti medaglie olimpiche. E forse l’aspetta un’altra Olimpiade, Londra 2012. Magari anche con l’onore di portare il tricolore alla sfilata inaugurale. Alessandra aveva già detto “basta” dopo le precedenti tre Olimpiadi. Ma mai dire mai. E poi come si fa a lasciare un amore a 42 anni?

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