Proteste
Tempesta sull'Amiata, panico e danni
Fiora Bonelli
Furiosa grandinata semina terrore e devastazione: è calamità naturale
3 MINUTI DI LETTURA
Incredibile ma vero. Mentre sulle spiagge della Maremma si consumava la prima vera domenica d’estate col tutto esaurito di vacanziari ad arrostirsi sotto afa e solleone, l’Amiata viveva un pomeriggio drammatico, travolta da una sorta di tornado. Una bufera che ha colpito lo spicchio di montagna compreso fra Castel del Piano, Montegiovi, Arcidosso e Seggiano, e di una violenza tale che neppure gli anziani serbano memoria di qualcosa di simile. Vento furioso, pioggia torrenziale e soprattutto grandinate spaventose, che hanno provocato danni economici incalcolabili e minuti di autentico terrore.
Distrutte, letteralmente, le coltivazioni della cosiddetta “Conca d’oro” dell’Amiata: vigneti, uliveti, orti, alberi da frutto, castagni. Allagate case, spaccati vetri di porte e finestre, sfasciate automobili. In frantumi decine di metri quadri di lucernari sul Palazzo comunale di Castel del Piano, devastata la copertura di una delle sedi (quella di via del Gallaccino) della ditta Tosti, la più importante azienda del comprensorio con i suoi cento dipendenti. Un bilancio ancora tutto da tirare ma che certo sarà da incubo: una calamità naturale, come è stata dichiarata dal sindaco di Castel del Piano, che alle 17 di ieri - insieme con Protezione civile e carabinieri - già aveva allestito un front office in municipio dove i cittadini potevano (e potranno) andare a dichiarare i danni subiti.
Ma ecco i fatti: verso le 15,30 una specie di uragano si abbatte nella zona: acqua violentissima, tuoni e fulmini, grandine a blocchi grossi come pugni, palle di ghiaccio di 8 centimetri e più di diametro. È questo “bombardamento” a provocare i danni maggiori. Prime vittime le automobili: distrutti lunotti e finestrini, ammaccate le carrozzerie. Poi le abitazioni: chi aveva le finestre non protette da persiane o avvolgibili si è visto piombare in casa - dai vetri sfondati - autentici proiettili, per poi trovarsi l’appartamento allagato. Tutta la zona, alberata, è stata rapidamente coperta di foglie, rami, alberi spaccati. In particolare in via del Gallaccino, a Castel del Piano due grossi tronchi sono stati scosciati dalla violenza della bufera e hanno interrotto la strada. Ci è voluto l’intervento dei vigili del fuoco di Arcidosso per e riaprire il transito alle auto.
Panico nelle auto sorprese dalla tempesta. Un automobilista di Casteldelpiano, in transito proprio lungo via del Gallaccino con la sua macchina, è stato investito da una palla di grandine che gli ha spaccato il lunotto: «Era grande come una pigna - racconta - per fortuna mi trovavo vicino all’area di servizio Agip e mi sono infilato sotto la pensilina per mettermi al sicuro». La grandinata è durata circa mezz’ora, poi, pur continuando a piovere, la situazione è tornata alla quasi normalità. Ma centinaia di persone sono state costrette, fino a tarda sera, a lavorare per riportare le loro case in uno stato di vivibilità.
Inviate foto, video e commenti
Distrutte, letteralmente, le coltivazioni della cosiddetta “Conca d’oro” dell’Amiata: vigneti, uliveti, orti, alberi da frutto, castagni. Allagate case, spaccati vetri di porte e finestre, sfasciate automobili. In frantumi decine di metri quadri di lucernari sul Palazzo comunale di Castel del Piano, devastata la copertura di una delle sedi (quella di via del Gallaccino) della ditta Tosti, la più importante azienda del comprensorio con i suoi cento dipendenti. Un bilancio ancora tutto da tirare ma che certo sarà da incubo: una calamità naturale, come è stata dichiarata dal sindaco di Castel del Piano, che alle 17 di ieri - insieme con Protezione civile e carabinieri - già aveva allestito un front office in municipio dove i cittadini potevano (e potranno) andare a dichiarare i danni subiti.
Ma ecco i fatti: verso le 15,30 una specie di uragano si abbatte nella zona: acqua violentissima, tuoni e fulmini, grandine a blocchi grossi come pugni, palle di ghiaccio di 8 centimetri e più di diametro. È questo “bombardamento” a provocare i danni maggiori. Prime vittime le automobili: distrutti lunotti e finestrini, ammaccate le carrozzerie. Poi le abitazioni: chi aveva le finestre non protette da persiane o avvolgibili si è visto piombare in casa - dai vetri sfondati - autentici proiettili, per poi trovarsi l’appartamento allagato. Tutta la zona, alberata, è stata rapidamente coperta di foglie, rami, alberi spaccati. In particolare in via del Gallaccino, a Castel del Piano due grossi tronchi sono stati scosciati dalla violenza della bufera e hanno interrotto la strada. Ci è voluto l’intervento dei vigili del fuoco di Arcidosso per e riaprire il transito alle auto.
Panico nelle auto sorprese dalla tempesta. Un automobilista di Casteldelpiano, in transito proprio lungo via del Gallaccino con la sua macchina, è stato investito da una palla di grandine che gli ha spaccato il lunotto: «Era grande come una pigna - racconta - per fortuna mi trovavo vicino all’area di servizio Agip e mi sono infilato sotto la pensilina per mettermi al sicuro». La grandinata è durata circa mezz’ora, poi, pur continuando a piovere, la situazione è tornata alla quasi normalità. Ma centinaia di persone sono state costrette, fino a tarda sera, a lavorare per riportare le loro case in uno stato di vivibilità.
Inviate foto, video e commenti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
