Sicurezza
E sotto le stelle il centro fa il tutto esaurito
Elisa Aloisi
Migliaia di persone a zonzo fino all'alba tra spettacoli e vetrine luccicanti
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GROSSETO. Vetrine illuminate, negozianti sorridenti che accolgono i clienti, bar affollati e ristoranti ancora in funzione: “Grosseto da bere” si sveglia dopo un sonno durato troppo. Anche il rosso del semaforo sembra durare di più, tutti vogliono arrivare, cercano parcheggio per non perdersi niente. Ma è il caos: non ci sono più posti liberi, polizia e guardia di finanza controllano sul regolare svolgimento del traffico ormai impazzito. La città c’è ed è viva. Le luci del giorno più lungo dell’anno, quello che saluta con una ventata di buonumore la giovane estate, non si sono ancora spente: eppure le vie del centro storico già si stanno riempiendo. «Non credevo proprio arrivassero così tante persone», si stupisce un ragazzo in ciabatte e capelli sabbiosi. «Sai che ti dico? Vado a farmi una doccia e torno subito». Tanto il tempo c’è, la notte è giovane e il divertimento appena iniziato. Ed è davvero bello vedere non solo i più giovani sugli scalini del Duomo o dentro una gelateria in coda per una granita fresca e dissetante. Tanti bambini guardati a vista da nonni e genitori si rincorrono tra i ragazzi che con un drink in mano stanno attenti a non far cadere limone e ombrellino pericolosamente in equilibrio sul bordo del bicchiere.
«Io, alla sua età, me lo sognavo di rimanere alzata fino a così tardi», commentano due amiche davanti al bar Affinity. Piazza San Francesco, piazza del Sale, la piccola piazza del Monte dei Paschi: sono queste che tirano di più, queste le più ricche di note e colori, dove giochi di fuoco e musiche di ogni genere si fondono e si confondono. Qualche giovane mamma ricorda con nostalgia come fino a qualche anno fa passava ore in bagno, davanti allo specchio, a provare e riprovare magliette e pantaloni per uscire e far colpo sul ragazzo che tanto «non si accorgerà mai di me». Ora la vedi spingere una carrozzina con un bimbo di pochi anni: «Con Marco sono tutte notti bianche... È tremendo, non vorrebbe mai dormire. Almeno stasera a non dormire ci divertiamo tutti e due». Per fortuna il tempo è clemente, la pioggia è un ricordo. Qualche muso lungo, però, è impossibile non trovarlo: è quello di chi alle 6 deve alzarsi per andare a lavoro, di chi ha la finestra della camera da letto che si affaccia giusto su piazza Dante. «Beh, volente o nolente, anche la mia sarà una notte bianca... anzi, in bianco», dice un signore sceso a portare fuori il cane. Ma proprio da nessuna parte è possibile stare in pace?
«Chiese, musei e mostre sono fatte per questo, no?», scherza qualcuno entrato a riposare le orecchie nella chiesetta dei Bigi. Anche se la visita è breve, i tenui colori degli acquarelli trasmettono dolci sensazioni e ricordi di un tempo ormai lontano. Fuori, su e giù per il Corso, è un continuo vai e vieni. Migliaia di girovaghi della notte. E le stelle stanno a guardare...
«Io, alla sua età, me lo sognavo di rimanere alzata fino a così tardi», commentano due amiche davanti al bar Affinity. Piazza San Francesco, piazza del Sale, la piccola piazza del Monte dei Paschi: sono queste che tirano di più, queste le più ricche di note e colori, dove giochi di fuoco e musiche di ogni genere si fondono e si confondono. Qualche giovane mamma ricorda con nostalgia come fino a qualche anno fa passava ore in bagno, davanti allo specchio, a provare e riprovare magliette e pantaloni per uscire e far colpo sul ragazzo che tanto «non si accorgerà mai di me». Ora la vedi spingere una carrozzina con un bimbo di pochi anni: «Con Marco sono tutte notti bianche... È tremendo, non vorrebbe mai dormire. Almeno stasera a non dormire ci divertiamo tutti e due». Per fortuna il tempo è clemente, la pioggia è un ricordo. Qualche muso lungo, però, è impossibile non trovarlo: è quello di chi alle 6 deve alzarsi per andare a lavoro, di chi ha la finestra della camera da letto che si affaccia giusto su piazza Dante. «Beh, volente o nolente, anche la mia sarà una notte bianca... anzi, in bianco», dice un signore sceso a portare fuori il cane. Ma proprio da nessuna parte è possibile stare in pace?
«Chiese, musei e mostre sono fatte per questo, no?», scherza qualcuno entrato a riposare le orecchie nella chiesetta dei Bigi. Anche se la visita è breve, i tenui colori degli acquarelli trasmettono dolci sensazioni e ricordi di un tempo ormai lontano. Fuori, su e giù per il Corso, è un continuo vai e vieni. Migliaia di girovaghi della notte. E le stelle stanno a guardare...
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