Il Tirreno

Grosseto

«Le norme sono legittime, certe pretese no»

Emilio Guariglia
«Le norme sono legittime, certe pretese no»

Canuti all'Ascom: «Dubbi sul regolamento? Se fosse fatto come dicevate voi...»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Dalle proposte “illegittime” alle proteste fuori luogo. È questa, secondo l’assessore comunale all’urbanistica e al commercio Moreno Canuti, l’altalena sulla quale oscillano i commercianti grossetani. O quantomeno la loro rappresentanza di categoria, e in particolare l’Ascom. Il cui direttore, Paolo Regina, ieri ha sonoramente bacchettato l’amministrazione cittadina, accusandola di «inerzia» e chiedendole «scelte coraggiose» per il futuro. L’argomento del contendere è ovviamente quello dei “manufatti precari”, ossia i gazebo installati all’esterno di bar e ristoranti. La magistratura, nei mesi scorsi, ha sequestrato quasi tutti quelli costruiti a Grosseto e frazioni, ritenendoli abusi edilizi realizzati dai titolari delle attività, “complice” un regolamento comunale in materia «macroscopicamente illegittimo». Al di là delle conseguenze penali (avvisi di garanzia per imprenditori, tecnici e funzionari comunali), l’inchiesta ha scatenato un terremoto, dall’esito senza appello: nulla sarà più come prima. Il Comune ha elaborato un nuovo regolamento, più restrittivo e meno suscettibile di “interpretazioni elusive”, i commercianti si sono messi in attesa delle nuove regole prima di decidere cosa fare dei loro ingombranti “relitti”, spesso strutture costate decine di migliaia di euro ma di fatto non più utilizzabili.

Ora le nuove regole ci sono e già i primi imprenditori hanno cominciato (vedi il caso del Big Pizza di via IV Novembre) a rimuovere i gazebo. Ma per metterci cosa, al loro posto? È proprio su questo punto che il direttore dell’Ascom ha lanciato il primo affondo. Spiegando che i commercianti sono in difficoltà, perché nessuno è in grado di garantire loro che il nuovo regolamento comunale “vada a genio” alla magistratura. Insomma, c’è il rischio di costruire nuovi gazebo, approvati dal Comune, e poi vederseli risequestrare. «Mi stupisce - replica l’assessore Canuti - che proprio loro ora sollevino dubbi sulla legittimità del nuovo regolamento. Per evitare ogni problema, la bozza iniziale del regolamento stesso prevedeva per esempio solo pedane e ombrelloni in centro storico. Ma Ascom e Confesercenti, quando ci confrontammo, contestarono questa scelta e chiesero strutture “semichiuse” anche in questa zona. Poi pretendevano dimensioni più ampie per i gazebo, vincoli meno severi sulla temporaneità... E noi gli si venne incontro, ma sempre nei limiti della legittimità segnata dalle normative regionali e nazionali. Certo, se avessimo tagliato corto, solo pedane, ora nessuno avrebbe dubbi.

Ma trovo anomalo che un’associazione che ci chiedeva di fare cose illegittime, come per esempio eliminare l’obbligo di rimozione dopo un certo tempo, ora sollevi timori sulla legittimità del regolamento». Garanzie assolute sul futuro, in ogni caso, non le può dare nessuno. «Io come assessore posso dire che il regolamento ha avuto tutte le verifiche tecniche di legittimità, è passato al vaglio delle Commissioni competenti e del consiglio comunale. Ora però, non si pretenderà mica che un Comune prima di licenziare degli atti chieda un parere preventivo alla Procura...». Insomma, conclude Canuti, «nessuna inerzia, da parte nostra». Anzi - assicura l’assessore - «uno sforzo per venire incontro ai commercianti, che abbiamo ascoltato, accogliendo ove possibile le loro richieste. Certo, volevano molto di più, ma noi abbiamo detto no proprio per rispettare le norme regionali e nazionali e garantire la legittimità del nuovo regolamento».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa