Sicurezza
Buco Ras, quattro anni all’ex agente
Alessandro Milone patteggia la pena: ora rischia di finire in carcere
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GROSSETO. Un megapatteggiamento per una megaaccusa: 4 anni, 3 mesi, 10 giorni e 400 euro di multa per ben 70 capi di imputazione. Non c’è stato dibattimento in Tribunale per decidere le sorti di Alessandro Milone, 42 anni, grossetano, ex agente Ras, imputato per falso, truffa, furto (anche tentato), accesso abusivo al sistema telematico, appropriazione indebita, il tutto in relazione all’attività di consulenza, promozione e investimenti finanziari, svolti in modo ritenuto infedele nei confronti di numerosi clienti. Il processo continua con altro giudice per gli altri tre imputati. Milone - che non era presente all’udienza - ha delegato il proprio difensore, l’avvocato Laura Cassetta, a concordare con il pubblico ministero Stefano Pizza una pena congrua, per quanto accertato in blocco nel periodo 2002-2005. Nessuna delle accuse mosse dalla Procura della repubblica è stata infatti oggetto di discussione in aula. Il giudice Giovanni Puliatti ha ritenuto che l’ipotesi più grave sia quella contestata al numero 38 dell’imputazione (il riscatto di due polizze vita, ciascuna da 50mila euro, a insaputa dell’intestatario - è stato identificato come furto) e ritenuta la continuazione fra tutti i reati ha stabilito equa una pena, appunto, di poco superiore ai 4 anni.
Poiché ha riconosciuto applicabile l’indulto, il giudice ha condonato la pena detentiva fino a 3 anni, e quella pecuniaria interamente. Alessandro Milone è stato anche interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. Dovrà quindi scontare la pena detentiva residuale, pari a 1 anno, 3 mesi e 10 giorni. Ma il suo difensore annuncia che, una volta che la sentenza sarà passata in giudicato e che la Procura avrà dato la relativa comunicazione, presenterà istanza per una misura alternativa: un affidamento ai servizi sociali, ad esempio, alternativo alla detenzione in carcere. Milone ne ha diritto in quanto incensurato. L’ex agente Ras dovrà anche risarcire le parti civili costituite (12) ma soltanto per le spese (1.000 euro ciascuno). Non per i danni, perché il patteggiamento ha escluso questa via. Il giudice non ha comunque ammesso tutte le costituzioni presentate nei confronti di Andrea Signori (ne ha respinte tre) e di Emiliano Ruiz (una), quest’ultimo unico imputato presente all’udienza: si tratta di promotori con posizione minore rispetto ad Alessandro Milone, come anche al padre Lorenzo co-imputato.
Il giudice Michele Addimandi, cui il fascicolo è adesso passato per competenza perché Puliatti non può più occuparsene, dovrà decidere all’udienza del 3 luglio se citare - come chiesto da almeno cinque parti offese - Ras, Ras Bank e Ras Asset management come responsabili civili. Insomma, il procedimento è ben lungi dalla conclusione, anche se la maggior parte delle imputazioni riguardavano il solo Alessandro Milone, citato in qualità di socio e amministratore della “Milone Alessandro e Lorenzo snc” e socio e amministratore unico della “Misaf srl”, società mandatarie della Ras spa per l’agenzia principale di Grosseto. Alessandro Milone, secondo l’imputazione relativa all’ipotesi di truffa, avrebbe approfittato del rapporto fiduciario instaurato con i clienti per appropriarsi dei risparmi da loro affidatigli per essere investiti in prodotti assicurativi-finanziari, inducendo i clienti in errore sulla destinazione del denaro e facendo loro credere che il capitale si fosse rivalutato negli anni. Quelle somme, sempre secondo l’accusa, sarebbero state invece impiegate da Milone in altre attività economiche. Infine, Alessandro Milone è ancora imputato per un’altra polizza assicurativa che la Procura (il pm è Navarro) ritiene falsa: l’udienza è stata aggiornata al 26 marzo per una possibile trattativa.
Poiché ha riconosciuto applicabile l’indulto, il giudice ha condonato la pena detentiva fino a 3 anni, e quella pecuniaria interamente. Alessandro Milone è stato anche interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. Dovrà quindi scontare la pena detentiva residuale, pari a 1 anno, 3 mesi e 10 giorni. Ma il suo difensore annuncia che, una volta che la sentenza sarà passata in giudicato e che la Procura avrà dato la relativa comunicazione, presenterà istanza per una misura alternativa: un affidamento ai servizi sociali, ad esempio, alternativo alla detenzione in carcere. Milone ne ha diritto in quanto incensurato. L’ex agente Ras dovrà anche risarcire le parti civili costituite (12) ma soltanto per le spese (1.000 euro ciascuno). Non per i danni, perché il patteggiamento ha escluso questa via. Il giudice non ha comunque ammesso tutte le costituzioni presentate nei confronti di Andrea Signori (ne ha respinte tre) e di Emiliano Ruiz (una), quest’ultimo unico imputato presente all’udienza: si tratta di promotori con posizione minore rispetto ad Alessandro Milone, come anche al padre Lorenzo co-imputato.
Il giudice Michele Addimandi, cui il fascicolo è adesso passato per competenza perché Puliatti non può più occuparsene, dovrà decidere all’udienza del 3 luglio se citare - come chiesto da almeno cinque parti offese - Ras, Ras Bank e Ras Asset management come responsabili civili. Insomma, il procedimento è ben lungi dalla conclusione, anche se la maggior parte delle imputazioni riguardavano il solo Alessandro Milone, citato in qualità di socio e amministratore della “Milone Alessandro e Lorenzo snc” e socio e amministratore unico della “Misaf srl”, società mandatarie della Ras spa per l’agenzia principale di Grosseto. Alessandro Milone, secondo l’imputazione relativa all’ipotesi di truffa, avrebbe approfittato del rapporto fiduciario instaurato con i clienti per appropriarsi dei risparmi da loro affidatigli per essere investiti in prodotti assicurativi-finanziari, inducendo i clienti in errore sulla destinazione del denaro e facendo loro credere che il capitale si fosse rivalutato negli anni. Quelle somme, sempre secondo l’accusa, sarebbero state invece impiegate da Milone in altre attività economiche. Infine, Alessandro Milone è ancora imputato per un’altra polizza assicurativa che la Procura (il pm è Navarro) ritiene falsa: l’udienza è stata aggiornata al 26 marzo per una possibile trattativa.
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