Il Tirreno

Grosseto

LO SCONTRO SULLE CENTRALI

Nucleare, la lotta riparte da Montalto

Giampiero Calapà
Nucleare, la lotta riparte da Montalto

Sit-in verde al vecchio impianto al confine tra Toscana e Lazio

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. I Verdi, dopo la batosta elettorale di aprile del cartello arcobaleno, rilanciano la loro azione politica nella battaglia contro il nucleare. E lo fanno partendo proprio dalla Toscana, sull’onda di quanto avvenuto alla centrale di Krsko, in Slovenia: «L’incidente perfetto - per il consigliere regionale Fabio Roggiolani - perché, senza vittime, riporta i riflettori sull’insicurezza del nucleare». «E questo dopo giorni e giorni di glorificazione di questo sistema ormai superato dalle rinnovabili». Proprio Roggiolani da oggi inizierà un tour, «una marcia pacifica le cui prime tappe sono Montalto di Castro (dove stamani alle 11 c'è stata una manifestazione per la costituzione del “Patto anti-atomo”) e Scarlino», di nuovo indicati come possibili siti atomici, per poi proseguire la prossima settimana a Caorso, Trino Vercellese e Scanzano Ionico. Nel mezzo la manifestazione indetta per domani da “Alleanza del clima” a Milano, il cui tema a questo punto diventa quello dell’opposizione al nuovo piano nucleare annunciato dal ministro Claudio Scajola. Dalla Toscana ripartono quindi i Verdi e Roggiolani è soddisfatto della riunione di maggioranza che ieri ha fissato alcuni importanti paletti sulle politiche energetiche regionali.

Su questo punto l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini è stata infatti chiara: «Il tavolo di confronto con Enel sulla riconversione a metano delle due centrali termoelettriche di Livorno e Piombino è aperto e presto ci incontreremo per discuterne - ha affermato -. Nel frattempo il Piano energetico regionale, dopo la fase di concertazione e l’esame da parte delle commissioni consiliari competenti, è ormai maturo e contiamo di portarlo in aula per l’approvazione prima della pausa estiva». «Da ciascuno dei numerosissimi incontri effettuati - sostiene Bramerini - abbiamo tratto indicazioni utili e il Piano ne è uscito rafforzato e riconfermato nelle sue linee di fondo: ridurre i consumi, aumentare l’energia prodotta da fonti rinnovabili e, anche grazie a questo, ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera. Quindi ribadiamo il nostro no al nucleare, anche se siamo favorevoli allo sviluppo della ricerca verso tecnologie più pulite e sicure».

Vengono riconfermati, informa una nota, lo sviluppo delle fonti alternative rispetto al fossile, con un incremento del 50% (anzichè del 46%) della produzione di energia da rinnovabili; il Piano regionale per l’eolico; il finanziamento di 105 milioni di euro per favorire l’installazione degli impianti; il sistema dei Piani energetici provinciali che funzionino per obiettivi e da redigere entro un anno dall’approvazione del Pier; e la stretta collaborazione tra Regione ed enti locali per cogliere gli obiettivi europei pienamente recepiti dal programma regionale. Tornando al nucleare, visto il recentissimo caso sloveno, i verdi si sono comunque soffermati anche sulla sicurezza. Se molti pro-atomo affermano che è inutile rinunciare all’atomo in Italia quando a pochi chilometri di distanza dai confini siamo circondati dalle centrali, Roggiolani risponde «che se esplode una centrale in un raggio di venti, trenta chilometri la vita non tornerà mai più, in un raggio di quaranta, cinquanta dopo anni e anni: quindi un conto è averle fuori dai confini, un altro averne una tra Grosseto e Fano».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa